Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Giornalismo italiano – Della credibilità. Sulla crisi del “Corriere della Sera” e un’analisi critica de “Il Fatto Quotidiano”. Sulle “responsabilità” informazionali di Travaglio.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

old-newspaper-350376_960_720Ben inteso, faccio un’analisi critica de Il Fatto Quotidiano perché è l’unico giornale italiano che leggo, Dagospia è il runner-up. Si vive anche nell’attesa che un giorno De Bortoli possa ritornare alla guida del Corriere della Sera e magari salvarlo prima che affondi completamente, si obnubili nella memoria.

Il problema del Corriere di questi tempi è la credibilità: l’ha persa negli ultimi tre anni e almeno per questa generazione di giornalisti sarà impossibile ritrovarla. In un modo o nell’altro saranno sempre additati come i professionisti dell’era renzista, quelli che si sono attovagliati con il potere, gli hanno steso il tappeto rosso, hanno nascosto i suoi molti e torbidi scandali, hanno sottovalutato il Caso Consip, una sorta di Watergate italiano soffocato prima di nascere e che in sé racconta uno dei periodi più bui della nostra storia moderna. La colpa più grave però di questa sorta di establishment mediatico credo sia stata quella di non avere capito la pericolosità per il sistema nazione dell’Esecutivo di cui intessevano le lodi, men che meno l’oggettiva incapacità di Renzi di farsi leader. Chi fa il leader senza avere un seguito sta solo facendo una passeggiata, lo sappiamo, ma lo sapevano? Non ho mai verificato questi dati perché non ho alcun interesse a farlo, di fatto io non leggerei più quei giornali neppure se vendessero il doppio del The New York Times, perché alla mia formazione ci tengo, ma ritengo anche che questa caduta in credibilità si debba per forza essere trasformata in una perdita economica sostanziale. Non vedo altre vie, non potrebbe essere che così anche per altri motivi, non ultimo quel loro parlare a generazioni anziane, a un tempo che fu, che per ovvie ragioni, problemi agli occhi, problemi d’udito, artrite incombente, si assotigliano nei numeri ogni giorno che passa. Tuttavia, il fatto che il CDA non sia corso ai ripari dice molto della situazione: il Corriere, nel suo futuro prossimo, sembrerebbe avere lo stesso destino di Repubblica: sarà il giornaletto di una famiglia e sarà letto dagli amici e dagli intimi.

Ma il giornalismo è altra cosa, e quando parliamo di giornalismo dobbiamo per forza tornare… back to square one, a Il Fatto Quotidiano, l’unico quotidiano nostrano che pare ancora ricordare concetti come deontologia, notizia, professionismo, tutto ciò che dà dignità al giornalismo e lo rende tale. La punta di diamante di questo giornale è senz’altro quel gruppo di professionisti, con a capo Travaglio, immagino, che si occupano di giudiziaria. Il problema però (veniamo ai problemi, altrimenti che critica sarebbe?), è che il rigore adottato da quel gruppo non è una costante redazionale. E qui non sto certo a parlare dei tanti typo che si trovano negli articoli (oramai ne conto più lì che negli ultimi pezzi di Rosebud, almeno del Rosebud di quest’anno), che sono pure un fattore annoiante. Il vero problema è dato a mio avviso da tutti quei post che si trovano sulla sinistra del “Fatto” online, che sembrerebbero provenire da blog, che non sono un male in sé, ma che non sembrano monitorati. Ritengo che un 90% di quei post non dovrebbero stare lì: e basta con i bloghisti renzisti anelanti dell’ultima ora, con i pseudo esperti di economia che magari in una company non hanno mai lavorato e magari non sono neppure usciti dal confine salvo per le vacanze trendy mordi e fuggi, basta con gli esperti di sessuologia e cazzate simili che ti fanno venire il mal di testa non appena le leggi (non pubblicherei mai quei pezzi su questo blog). Sull’altro lato invece, ovvero sulla destra del quotidiano online, se riuscissero a tagliare tutte quelle puttanate televisionare a proposito di vip e vipetti (che non si sa bene chi siano, almeno io non li ho mai sentiti nominare), di isole di morti di fama e di grandi fratelli che andavano per la maggiore quando ero adolescente io non sarebbe male. Dulcis in fundo, un bel restyling della grafica frontale, con uno stile sobrio, serio, sarebbe auspicabile. Sui commenti non ho nulla da dire perché su Il Fatto Quotidiano i commenti hanno ormai un valore in sé e sono spesso più interessanti degli articoli, però il moderatore dovrebbe cercare di tenere a freno le cariche partitiche: da un lato infatti ci sono i renzisti infiltrati pronti a tentare di sminuire, ritengono loro, le ferali notizie su questo o quel capetto del PDR arrestato, e dall’altro anche i grillini non si fanno mancare nulla.

Non scherzo quando scrivo che Marco Travaglio ha in questi anni una responsabilità sostanziale sul fronte giornalistico italiano, detto altrimenti non abbiamo che lui ad occuparsi di un dato tipo di informazione, e questa è l’amara verità, il resto sono sciocchezze. Ecco, tra queste sue responsabilità c’è anche quella di formare una nuova classe di giornalisti diversi, possibilmente con lo stampo del DNA giornalistico in culo piuttosto che con il padre già direttore o la madre già redattrice, e sicuramente di preparare “Il Fatto” come si conviene per portarci nel futuro. Un futuro che non importa troppo come sarà, l’importante è che non assomigli mai al nostro recente passato. E neppure al presente.

Rina Brundu

 

Advertisements

info@ipaziabooks.com

Leave a Reply.... Lascia un commento...

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: