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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Le avventure di Emma Mancini – La signora… pardon, la signooora

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

«Bambiiina, sei tanto curiosa, troooppo curiosa. Finiscono maaale le persone curiose, non lo sai? Oooora ti porto di sotto e tu farai la braaava, sennò ti farò tanto male» la voce da stridula si fece profonda, cupa e cavernosa.

Lei non aveva dubbi su chi fosse il suo rapitore, ma non si arrese: si aggrappò ai mobili, scalciò come un cavallino imbizzarrito e strattonò, alla fine riuscì a divincolarsi dalle braccia del mostro. Una volta libera raggiunse la finestra in quattro balzi, fece per saltare in giardino, ma proprio allora notò l’uomo del fuoristrada entrare nel cortile e avvicinarsi: da quella parte non si usciva! Si girò di scatto, la malefica creatura la stava fissando con occhi fiammeggianti, il saio grigio svolazzava come mosso da un vento infernale.

«Bambinaaaa» ringhiò il mostro scoprendo i denti gialli e appuntiti.

Bastò quella vista a metterle le ali ai piedi. Con tutte le porte sbarrate salì le scale e si ritrovò al primo piano.

«La mia signoraaaa… Tu ora andrai al cospetto della mia signoraaa. La vedraaaaiiii» le urlava alle spalle la creatura. Sbucò in un nuovo corridoio, trovò un’altra porta e aprendola entrò in una stanza ovattata dalla penombra, lì si fermò pietrificata. Seduta su una poltrona di pesante velluto nero vide una donna di mezza età dalla pelle liscia, eburnea. La sconosciuta aveva i capelli rossi, indossava un abito di foggia regale e sembrava che dormisse. Non ebbe dubbi: quella era la signora!

Tratto da “Le avventure di Emma Mancini” di Gianni Gregoroni

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