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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Dio non gioca a dadi anche perché non esiste

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

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Nico Grilloni

ritratti (1)“L’enigma di Einstein” dello scrittore e giornalista portoghese J. Rodrigues Dos Santos è un libro singolare nella cui trama poliziesca si intreccia un mix di spionaggio internazionale, di fisica relativistica e atomica, di concetti spiritualistici quali la creazione del mondo e la necessità umana di credere al portato delle religioni.
La storia è intrigante poiché racconta di un manoscritto che Einstein avrebbe reso inintelligibile tramite trucchi crittografici. Perché lo scienziato avrebbe occultato il contenuto di quei fogli dai quali sembrano trasparire solo formule matematiche complesse e disordinate delle quali però nessuno riuscirà a capire il nesso logico e men che meno il traguardo finale? L’idea principale è che Einstein sarebbe giunto ad una scoperta catastrofica di portata tale da avergli suggerito di non divulgarla ma, quasi a volersi togliere di dosso una qualsiasi responsabilità, lasciando l’opportunità che qualche esperto crittografo potesse comunque giungere alla lettura del manoscritto.
Qua e là, nel racconto, si inseriscono dialoghi sulle armi nucleari e sulle religioni. Da una conversazione fra Einstein e il primo ministro israeliano Ben Gurion, la CIA apprende che lo stato di Israele vorrebbe che lo scienziato progettasse un ordigno atomico semplice e a basso costo. Sono gli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, lsraele sta consolidando la sua presenza in Medio Oriente, e appare quindi comprensibile che miri a rendere più efficace l’armamento delle sue forze di difesa.
Il proseguimento della lettura fa intendere che la richiesta di Ben Gurion, dapprima respinta da Einstein, sia stata poi accettata ed è probabile che lo scienziato si sia imbattuto, proprio nello studio dell’arma nucleare di cui voleva dotarsi Israele, in qualcosa di sconvolgente: forse in un ordigno atomico difficilmente controllabile che avrebbe potuto portare all’estinzione dell’umanità.
Ma questa è parte del racconto di Rodrogues Dos Santos. Dove mi sembra interessante il colloquio fra Ben Gurion e Einstein a proposito delle religioni. Si colgono luoghi comuni del tipo la religione serve solo a consolarci, il che sottintende l’assenza di un qualsiasi dio, di un qualsiasi Ente Supremo. Un dio, afferma Einstein nella chiacchierata con Ben Gurion, per l’onnipotenza che gli viene attribuita avrebbe realizzato un creato più coerente: come conciliare le catastrofi, i grandi cataclismi che si manifestano frequentemente sulla Terra e che causano morte e distruzione anche di bambini innocenti, con un dio misericordioso e ricco d’amore per l’umanità?
Einstein, anche se parla di un Dio che non ha giocato a dadi nella creazione del mondo (interessante, e lo segnalo, è la corrispondenza fra Einstein e Bohr), con quanto dichiara in quel colloquio mi ha fatto venire alla mente un pensiero dei tempi lontani della mia adolescenza, quando studiando gli dei e gli eroi della mitologia greca e latina maturai l’idea che questi esistessero solo e unicamente per ignoranza, ovvero per le scarsissime conoscenze scientifiche. Mi spiego meglio: a quel tempo, al tempo degli dei e degli eroi, non si sapeva a cosa attribuire il vento e allora si decise che Eolo, un dio greco di buoni polmoni, ne fosse l’artefice; non si conosceva il meccanismo delle maree e maree e marosi si attribuirono al dio Nettuno; parimenti era ignota la genesi vulcanica e si creò il dio Vulcano; per non parlare del re dell’Olimpo, Giove, che specie quando litigava con Giunone scatenava fulmini e saette.
Poi si apprese che il vento non era che il movimento di piccole o grandi masse d’aria che automaticamente si spostano da zone ad alta pressione a zone a bassa pressione: e Eolo fu decapitato.
Si capì poi che le maree erano determinate sia dall’attrazione esercitata dalla Luna e dal Sole sul nostro pianeta sia dalla forza centrifuga determinata dalla rotazione intorno al Sole del sistema Luna-Terra: e la decapitazione toccò a Nettuno. La vulcanologia spiegò la formazione e l’azione dei vulcani: si diede un addio a Vulcano. Si comprese la genesi dei fulmini e anche Giove andò a ingrossare le fila dei desaparecidos.
Un tanto per dire che ogniqualvolta l’uomo è riuscito a spiegarsi scientificamente un fenomeno, ha mandato al diavolo il dio che di quel fenomeno era considerato artefice. E allora mi chiedevo, e mi chiedo tuttora, quale fenomeno è rimasto incomprensibile per la mente umana tanto da giustificare (motivare?) ancora oggi il credo della presenza di un dio. Ne ho trovato uno soltanto. Il concetto che resiste, quello di cui sappiamo dare solo spiegazioni balbettanti o inventare soluzioni aldilà della fantascienza più fantasiosa è quello di infinito. Ma mi dico anche che questo è un difetto umano, un nostro limite cerebrale. Da cui scaturisce la religione. La religione quindi come elemento di compensazione di una nostra carenza. Non sappiamo spiegarci l’infinito e allora salta fuori la necessaria presenza di dio.
In altri termini è la nostra capacità di capire, il nostro comprendonio ad essere monco.
Per chiarezza faccio un altro esempio. Da una calcolatrice tascabile che possa fare solo le quattro operazioni non posso pretendere che risolva una radice o un logaritmo. Ma un modello più evoluto saprà estrarre la radice, magari con indice qualsiasi, e risolvere un’operazione logaritmica. Ma a questa calcolatrice non posso chiedere di risolvere una derivata o un integrale. Ma un modello ancora più evoluto riuscirà a fare anche queste operazioni.
Il che significa, tornando al concetto di infinito – che, a mio avviso, è l’unico che seguendo il processo storico dell’umanità giustifica la presenza di una religione – che il nostro cervello è solo una calcolatrice limitata al pari di quel modello che sa eseguire solo le quattro operazioni. Ma mentre oltre questo vi sono calcolatrici più evolute in grado di eseguire operazioni anche molto complesse, nel caso del cervello umano non conosciamo modelli tanto evoluti da fornirci una spiegazione univoca e convincente dell’infinito. In altri termini, fatte salve le ampiezze e le dinamiche temporali, siamo ancora come quei nostri antenati che dinanzi a un fulmine fuggivano nella grotta pregando Giunone di non fare incazzare Giove.
E allora, al pari di quegli antenati, dinanzi all’incapacità di spiegarci il concetto di infinito, ci aggrappiamo, ancora oggi, alla credenza di un dio creatore del mondo e delle cose del mondo.

Nico Grilloni

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2 Comments on Dio non gioca a dadi anche perché non esiste

  1. Caro Nico,
    Grazie per il tuo articolo sempre interessante. Non ho tempo pero’ per commentaare come vorrei:) e quindi sempre nel mio stile critico dico due cose:
    1) Oltre che geniale su dati argomenti Einstein, a dispetto dell’immagine sbarazzina, era un gran coglione. Sia rispetto al suo mondo personale che è stato un fallimento (almeno a sentire la figlia, che però ci andava giù molto più pesante di quanto possa fare io), sia rispetto alla moderna fisica di cui non è che non ha capito nulla, l’ha capita, gliela raccontavano le sue stesse equazioni, ma proprio non gli andava di accettarle. Da qui le varie frasi to remember che lascianno il tempo che trovano. In ogni caso quando io sento parlare di dei, deini e deietti, Einstein o non Einstein mi girano le palle a mille e quindi mi fermo qui, spero che il grande vecchio non si offenda… ma io a lui preferisco i Tesla e molti altri, inclusi tanti moderni davvero pazzeschi.
    2) Non condivido assolutamente il tuo finale. Per due motivi, intanto come ti direbbe anche il principio antropico se c’è qualcuno che può spiegare e capire l’universo è proprio l’uomo. E arriverà a capirlo pienamente… nel fisico (dove abbiamo fatto passi da gigante) e anche rispetto alle altre dinamiche che chiamo “metafisiche” nella speranza che il prof Renzetti non passi di qui e non mi cazzi di conseguenza. Ma soprattutto non è affatto vero che la religione deriva da un nostro limite o da un nostro momento di incomprensione. La religione deriva da situazioni culturali (ci sono stati e ci sono anche ora popoli assolutamenti alieni a questi concetti), e soprattutto deriva dalla paura. Dove c’è paura c’è religione. Dove c’è coraggio, forza, conoscenza, c’è filosofia, scienza e il meglio di quell’uomo di cui sopra. Che è un essere grande per inciso… un altro parto della sorgente delle cose come la chiamo io, che da sorgente intelligente non credo che mai chiamerebbe gli esseri che-sono-lei a mangiare ostie, fare sacrifici umani (vedi gli Atzechi) e animali, autoflagellarsi e a compiere tutti i ridicoli riti di cui sappiamo: almeno un minimo rispetto a questa “sorgente” glielo dobbiamo e quindi questo lo dobbiamo riconoscere.
    Saludos, alla prossima

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  2. Dimenticavo… deriva anche dalla necessità di tenere il popolo nella paura e dunque rinsaldare il potere… succedeva sempre in Sud America… e la stessa storia del papato degli ultimi secoli racconta questa storia.
    Non c’entrano nulla neppure gli dei o supposti tali con la religione che è cosa pratica molto terrena e molto “interessata”. Chiedi ad Andreotti! Alla sua anima bruciacchiata, almeno!

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