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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Diario dai giorni del golpe bianco – Il discorso di Grillo dalla catacomba. E su Rimini.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

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Nell’attesa di una nuova edizione di questo testo, mi è tornato in mente che è stato mentre mettevo insieme i pezzi che lo compongono che ho capito tante cose che non avevo capito prima. Per esempio, non ricordavo, forse non l’avevo mai saputo, quale fosse stato il momento in cui, partendo da un approccio fondamentalmente critico, avessi cambiato idea sui Cinque Stelle. Quelle scritture mi hanno fatto capire che questa “illuminazione” l’ho avuta dopo il famoso discorso di fine anno 2014 fatto da Grillo… in diretta dalla catacomba. Ho notato infatti che da quel momento in poi, le mie posizioni si sono fatte più “tenere” nei loro confronti… anche se in realtà, data la qualità estetica e morale di quel video (un momento mediatico straordinario che sono certa in un futuro lontano verrà rivalutato come si deve e come merita), è il discorso di Grillo ad avere dato qualcosa a me, non viceversa.

In questi giorni in cui i grillini si ritroveranno a Rimini per annunciare il loro candidato alle Politiche 2018, mi piace riproporre il mio commento di allora, di quel Capodanno 2015. Ogni lettura di questo post sarà per una giusta causa, così la vedo io, ma soprattutto chi può, specie se un blogger, dovrebbe attivarsi per sostenere questi ragazzi in ogni modo: senza di loro sarebbe la barbarie totale e di fatto la morte di ogni speranza. La speranza che fa una differenza, naturalmente, ma questo bisogna capirlo… proprio come il discorso di Grillo.

Enjoy! Il video invece è in calce…

1 Gennaio  2015

Fine anno nella catacomba carbonara

Confesso che per tutta la mattina ho rincorso il video da un capo all’altro della Rete sul piede di guerra: come si permetteva quel comico genovese di fare il verso al discorso di fine anno del Presidente Napolitano, soprattutto allo storico discorso di ieri sera durante il quale ha annunciato le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino? Invece Grillo mi ha spiazzato! Mi ha spiazzato prima di tutto con l’inatteso collegamento dal “nuovo ufficio” (parole del leader M5S) della Casaleggio Associati, da quella catacomba – in certo modo carbonara – quanto mai necessaria per “cospirare” in tutta libertà, per riuscire a parlare di “cose che sono assolutamente proibite”, di concetti improponibili sotto il sole: lealtà, onestà…. faccende che fuori dalle pareti di quell’ideale ultimo rifugio verrebbero “ormai percepite come rivoluzionare ed eversive”.

C’era qualcosa di esteticamente e moralmente valido in quell’atmosfera ricreata e curiosamente gotica, curiosamente dickensiana e goliardica a un tempo. Anche il discorso imbastito ha tenuto sin da subito, senza annoiare: vi parlo senza rimpianti – ha detto Grillo, del resto cosa potremmo rimpiangere di questo 2014 che se ne va? Le balle di Renzi? Le balle del PD meno L? Di due partiti che si sono uniti per disfare la Costituzione e i cui padri costituenti sono in galera? La verità è che forse il 2014 ce lo ricorderemo solo perché sarà leggermente meglio del 2015 – ha continuato il guru del M5S, mostrando un sottile ottimismo. “Tuttavia non possiamo neppure negare che ormai ci stiamo abituando a questo marcio, alla sua percezione, ecco perché bisogna parlare sottovoce… Chissà? Forse l’ebetino (Matteo Renzi) si toglierà di torno, magari allo scopo di prepararsi per le Olimpiadi, allenandosi sui cento metri a ostacoli, nell’attesa del momento in cui verrà rincorso dalla popolazione…”. Quindi Grillo diventa strategicamente nostalgico: ricorda che il suo MoVimento esiste grazie all’iniziativa popolare, cita il V-Day del “2007” o forse era il “2009”… Rammenta le ragioni importanti che ne giustificherebbero l’esistenza: via i condannati, elezione dei candidati per non più di due legislature “sennò ti fai le combriccole”… Ma siamo ancora qui, sempre grazie all’iniziativa dal basso, insiste: “Guardate, non vi chiediamo niente, né voti né niente, fate quello che volete… ma il MoVimento vi apre le braccia se volete collaborare, se preferite non dar deleghe a questa gente qui… (…). Perché non scegliere di diventare un paese normale?”.

Già!, perché non farlo? Poi Grillo ha parlato del Referendum per uscire dall’Euro… ed è stato quello il momento in cui mi ha praticamente riportato coi piedi per terra dopo l’iniziale esaltazione. L’idealismo dell’avere “la nostra sovranità economica”, del voler recuperare la nostra sovranità nazionale, del desiderio di garantire un reddito di cittadinanza per tutti, mal si concilia con le nostre reali possibilità: noi non siamo l’Inghilterra della sterlina e pensare di uscire dall’ombrello protettivo dell’Europa sarebbe pura pazzia.

Ciò detto – avendo ascoltato l’intero discorso del “Presidente” Grillo – mi viene da chiedermi perché Grillo e Casaleggio non abbandonino questo cammino inutilmente etico (sono costretta a scriverlo, ahimè!), data la nostra limitata condizione umana, e si concentrino sul buono e fattibile che propugnano, perché se così fosse sarebbero in tanti a collaborare, a partecipare al loro “Piano B”, proprio come richiedono. Perché a Grillo bisogna dare atto di avere fatto nascere un MoVimento popolare che dà speranza alla politica futura (la sua non è anti-politica ma vera Politica con la P maiuscola!), e che – come giustamente e orgogliosamente rivendica – non ha messo le mani nelle tasche degli italiani.

La perla della lettura della fiaba di La pecora nera di Italo Calvino, ha rappresentato un altro motivo di grande felicità e speranza, e ci autorizza a pensare – pur con tutto il rispetto che non si dovrebbe mai far mancare al Presidente della Repubblica, che quello di Grillo sia stato il vero discorso di fine anno per gli italiani. Almeno l’unico le cui linee guida estetiche e morali occorrerebbe seguire se non si vuole rischiare che a seppellirci siano persino le macerie di quella catacomba che ci ha dato rifugio durante … la fuga.

 

rimini

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