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Non è vero e non ci credo (1) – Lorusso (FNSI) contro Grillo: senza parole. E quando Travaglio strigliò i colleghi in data 5 dicembre 2016 (la difesa di Cazzullo)

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

non e' vero

“Parafrasando il suo delirio, Beppe Grillo provoca nausea anche a digiuno Non fa più ridere nessuno e quindi non può che ricorrere al linguaggio dell’odio e dell’insulto che riversa soprattutto nei confronti di stampa e informazione che in un paese libero rappresentano un ostacolo per chi sogna di trasformare i cittadini in sudditi e la democrazia in una ‘cretinocrazia’”.

Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi (All’Ansa,

Confesso che quando ho letto questa dichiarazione che “Il Fatto Quotidiano” nel suo articolo “Grillo ai giornalisti: “Non vi vergognate? Vi mangerei per il solo gusto di vomitarvi” attribuisce a Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi, sono rimasta senza parole. Non sapevo se ridere o se piangere, e più che altro mi premeva pregare Grillo di non darsi al lauto pasto perché considerando la tipologia di figuri che dovrebbe azzannare potrebbero restargli sullo stomaco vita natural durante.

Come cittadina italiana la dichiarazione del segretario Lorusso mi offende. E dato che non sono abituata a dire senza ragione, pubblico qui di seguito un estratto dal “Diario dei giorni del golpe bianco” datato 5 dicembre 2016, il giorno dopo l’infame Referendum renzista, in cui si racconta di come lo stesso Travaglio fu costretto a scudisciare i colleghi per il loro infamante comportamento. Altro che paese mediatico libero, altro che democrazia: bisognerebbe misurarle le parole prima di pronunciarle, e prima di tutto bisognerebbe conoscere la propria storia!

Su questi argomenti avrò tanto da dire molto, molto presto, ma intanto, enjoy, perché tanto queste chicche le trovate solo qui!

Rina Brundu

 

5 Dicembre 2016

Disonore ai vinti

È da tre anni che sul mio sito tratto con continuità della grande emergenza democratica e soprattutto informazionale che ha portato nel nostro paese il governo del non-eletto. Mai, in nessuno stato moderno mediamente civilizzato, si è visto ciò che abbiamo dovuto vedere e sopportare in quest’Italia fatta vivere anche da un universo mediatico letteralmente genuflesso e sdraiato davanti a quella sorta di caudillo toscano che è stato Matteo Renzi. Sono tre anni insomma che denuncio il livello di propaganda faziosa raggiunta dalla stampa italiana schieratasi a testate unificate per l’occasione importante. E con la stessa determinazione ho pubblicato centinaia di pezzi con le perle aforistiche dei molti grandi geni italiani della parola scritta che con le loro profonde riflessioni, hanno tentato di eternare questo nefasto periodo e di convincerci della sua bontà. Non menziono neppure i professionisti RAI perché così grande è stato lo schifo provato che sono ormai sei mesi che non guardo più quei canali, e prima di riaprodare tra quelle sponde televisionare, che nonostante tutto continuo a sovvenzionare, vorrò essere sicura che abbiano lasciato i loro scranni tutti coloro che hanno fatto vivere la RAI più inguardabile di sempre. Quella di cui ci vergogneremo per decenni e ci farà rabbrividire nel ricordo.

Onore e merito a Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio che, in questi mesi bruttissimi per l’Italia, ha fatto quasi da luce e da faro didattico a una popolazione stremata dalla scaltrezza renzista, nonché dalla faccia tosta con cui questo signore toscano si è imposto nelle nostre vite senza che una sola voce si levasse a difenderci. A difendere la nostra dignità di cittadini e di nazione. Se fossimo dall’altro lato dell’Atlantico, Il Fatto Quotidiano sarebbe stato probabilmente premiato con il Pulitzer, ed è indubbio che un Pulitzer ideale glielo consegniamo tutti quanti noi cittadini italiani che a questo giornale abbiamo guardato come unico punto di riferimento in quest’era della politica scaltra. Ma cosa bisogna scrivere della filippica che lo stesso Marco Travaglio si è concesso quest’oggi contro i suoi colleghi giornalisti presenti nello studio di Enrico Mentana? Che si tratta di parole al vento, sprecate, cadute nel vuoto. Per certi versi il risultato ottenuto mi ha ricordato quel vecchio adagio che diceva di come il giorno prima della caduta di Mussolini in Italia ci fossero 45 milioni di fascisti e il giorno dopo 45 milioni di antifascisti. Allo stesso modo, anche tutti quei giornalisti presenti in studio, lungi dal fare mea culpa, si sono dichiarati vergini, illibati, innocenti come rosa purpurea appena sbocciata. Tra le altre è risultata particolarmente imbarazzante la difesa dell’indifendibile Corriere tentata da Aldo Cazzullo (operazione che non ha fatto onore a un professionista come lui, che peraltro ho sempre ammirato); altrettanto imbarazzante è stato l’evidente disagio dello stesso Mentana che ha tentato di cambiare argomento in tutti i modi. Insomma, di una eventuale autocritica di codesti signori se ne riparlerà alle calende greche, anche perché, ha sostenuto il conduttore, queste cose non interesserebbero agli italiani: ne é così sicuro?! Non era forse opinione del giornalismo italiano che ai cittadini italiani non interessasse neppure la Costituzione?

Nel frattempo costoro hanno continuato con le solite chiacchiere senza senso, ridondanti, fuori dal mondo, come prima e più di prima, ad ulteriore dimostrazione che forse non hanno neppure ancora capito cosa sia successo oggi. C’é da meravigliarne? Direi proprio di no.

Tratto da:

diario2

Di cui presto ci sarà una nuova edizione….

 

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