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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (21) – Il caso della censura del Gruppo L’Espresso (?). La chicca, l’aggiornamento e su… Gino.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

media e regime new (5)

Onestamente mi secca pubblicare questi post relativi agli attacchi recentemente subiti, che mi riguardano direttamente soprattutto come persona, come autrice e come editore. Mi secca anche perché per ovvie ragioni non posso discutere tutto ciò che vorrei liberamente come sono abituata a fare, non per ora almeno; tuttavia, almeno gli argomenti che riguardano il sito posso discuterli ed è un mio dovere farlo perché Rosebud vive ed è sempre vissuto anche del contributo altrui.

A questo persone io vorrei dire solo che se è vero che in queste settimane il sito si sta occupando prevalentemente di dati temi, riprenderà presto ad occuparsi anche dei soliti argomenti con cui ci intratteniamo. Ma soprattutto vorrei rassicurare i miei autori che io farò tutto ciò che la legge mi consente per difendere anche il loro lavoro che in infinite occasioni mi hanno affidato.  Su questo non ci possono essere dubbi… anche perché in venti anni di queste attività (olltre alle mie attività professionali), insomma…. qualcosa abbiamo prodotto. E tanto, tanto di buono, incluso il portare dei giovani autori sulla via della scrittura, con alcuni di questi che sono andati a vincere premi molto validi.

Ma per il momento muoviamo oltre, anche perché come spirito-che-scrive la mia visione di questi fatti è sotto prospettive completamente diverse. Mi preme annunciare quindi (a beneficio di coloro che in questi giorni non ci hanno dormito sopra) che Gino da ieri si è dato una calmata con i “mediafiles”, ovvero se l’è data da quando ho pubblicato l’altro post dando un po’ di dati relativi agli sfrucuglialmenti. Naturalmente Gino non ha smesso del tutto di occuparsi di Rosebud e debbo dire che la sua attività è encomiabile sotto molti punti di vista. Chi è Gino? Ah, si… dato che chiamarlo/li sfrucugliatore/a/i/e sembra bruttino a casa lo chiamiamo Gino… che chissà perché pare molto appropriato.

D’accordo, questo è l’aggiornamento… ma dove sta la chicca? La chicca sta nel fatto che in questi giorni dovendo fare molti lavori… sono stata costretta a tornare indietro ai tempi epici quando da universitaria scrivevo delle storie da pubblicare su una rivista isolana e poi più avanti fino al 2003, ovvero fino alla pubblicazione di “Tana di Volpe”. Tra le altre cose mi sono ricordata che oltre ad essere arrivato terzo in un concorso Mondadori (nella giuria c’era anche Pinketts), quel romanzo fu pubblicato da Flaccovio e ricevette una serie infinita di recensioni, peraltro con visibilità su scala nazionale essendo quella casa editrice molto valida.

Sfrucugliando, sfrucugliando (ho fatto anche io come Gino), mi sono ricordata che quelle recensioni erano apparse anche sui diversi giornali del Gruppo Espresso… così faccio una breve ricerca e cosa ti trovo? Che la recensione presente sulla Gazzetta di Reggio adesso è sparita. Se si clicca sul link online (anche se bisogna dire che a quei tempi in Italia gestivano i giornali ancora con il cartaceo) non c’è più. Tuttavia, purtroppo per loro l’algoritmo di Google è molto potente e dunque… anche Enrico La Talpa riuscirebbe a capire cosa si leggeva tra quelle pagine (vedi screenshot sottostante).

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Un’altra ripercussione per il diario renzista? No, e semmai riguarda altre faccende (dato che non mi sono mai fatta mancare nulla), più che altro una chicca da amarcord… divertente però dati gli avvenimenti di questi giorni. Che poi se pure la “censura” fosse stata dettata dall’imperativo categorico di far sparire la notizia, non riuscirei proprio a prendermela… e non ci riuscirei causa i meriti antirenzisti di Tommaso Cerno, il direttore del settimanale l’Espresso. Cerno, infatti, a differenza della maggior parte degli altri giornalisti di De Benedetti è apparso un raro caso di professionista impeccabile durante il renzismo; io lo ricordo durante molte ospitate dalla Gruber, da Paragone e in altre situazioni dove, a dispetto della sua posizione, si è sempre mostrato corretto, discretamente audace con il Renzi che allora imperava, finanche intraprendente… di sicuro sempre preparato e sul pezzo. Nel desolato panorama informativo italico quasi una rarità.

Rina Brundu

PS Per oggi a Gino diamo solo questo task su cui lavorare anche perché se dovesse lavorare su tutto quanto prodotto in venti anni… addio Gino, anche i neuroni rincoglioniti hanno i loro limiti!

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