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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (18) – Il caso Wikipedia Italia. La strumentalizzazione politica e il report del Freedomhouse.org: liberiamo Wikipedia dai ratti renzisti. E sul Linux Club di Roma.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

media e regime new

Sono abituata agli attacchi di natura politica. Il mio primo, come credo potrà testimoniare sia il mio editore nonché come potranno testimoniare le email che ci scambiammo quasi 15 anni fa ormai, mi fu portato da un noto politico italico (attualmente passato a miglior vita, anche se  ho ogni ragione di ritenere che per lui potrebbe non essere proprio “migliore”, specie se dall’altro lato l’etica politica e le ragioni del malaffare politico vengono prese in seria considerazione per qualsiasi fine), quando, dopo avere promesso una recensione a “Tana di Volpe”, la rifiutò causa un mio articolo inserito nel testo a mo’ di postfazione, per inciso l’articolo lamentava la corruzione amministrativa in Sardegna.

Dopo quasi vent’anni, cronache giudiziarie alla mano, credo di avere avuto l’occhio lungo, così come credo di avere avuto ragione nel preferire il mio articolo alla recensione. Nel tempo ne ho ricevuto altri, s’intende, su molti fronti (e scriverò anche di questi un giorno), basti pensare anche soltanto a quando frequentavo le pagine di un noto giornalucolo romano. Invece, su come avrebbe risposto il renzismo a tre annni di intensa campagna online portata avanti per restituire dignità democratica al nostro Paese in occasione dell’ultimo Referendum, ci scherzavo sovente con gli amici. Avevamo pensato a diverse opzioni, ma ritenevo di essere preparata anche perché in venti anni di attività online, su molti fronti, non ho mai usato la Rete per offendere gli altri, solo per raccontare i fatti. Per dirne una basti scrivere che in centinaia di articoli dedicati al pernicioso periodo renzista che ha vissuto l’Italia negli ultimi tre anni, io non ho mai attaccato la persona di Renzi, la famiglia, o altri membri di quel funesto governo Renzi da un punto di vista personale: non è nella mia natura, e del resto ciò che c’era sul piatto politico era più che sufficiente. Di recente, anche il piatto giudiziario non si è fatto mancare nulla, mi risulta.

Certo, sapevo bene che mercé le caratteristiche tipiche del renzismo, un qualche “feedback” me lo dovevo aspettare. Sapevo del sito monitorato e sapevo molte altre cose che non è necessario rendere note qui urbi et orbi. Paradossalmente, dopo la pubblicazione de “Il diario dei giorni del golpe bianco”, e col renzismo a babbo politico morto, non ho pensato più a tutte queste querimonie. Tuttavia, non è passato troppo tempo prima che notassi una insolita attività sul sito: tutti, dico tutti gli articoli a mia firma sono stati sfrucugliati. Ho capito subito cosa stava succedendo ma convinta come sono, che gli onesti (nei dealings e  nell’intelletto), non debbano mai avere nulla a temere (di fatto l’unica cosa che temo io è il rimbrotto della mia coscienza, null’altro, e in questo sono degna figlia balente dei “demonios”, dei diavoli rossi, ovvero dei ragazzi del 1899 chiamati dalla Sardegna a difendere l’onore della loro nazione), che chi non fa male, male non può avere, me ne sono sbattuta le palle. Lo “sfrucugliamento” però è continuato in una maniera così ossessionante che alla fine ho preso alcuni screenshots pochi giorni fa li avevo anche pubblicati con un messaggio scritto con l’approccio chiaro che preferisco sempre: andate a cagare!

Su questa faccenda aggiungo solo un fattoide, direbbe Sheldon Cooper, a titolo ludico. Chi frequenta Rosebud sa bene che ho sempre ripetuto di non editare mai i post che pubblico, non ne ho il tempo e poi in fondo penso che la scrittura di pancia si adatti al blogging…. Un modo di procedere forse discutibile salvo il fatto che io di editing me ne intendo (come credo di poter dimostrare), e se debbo cambiare registro non ho problemi a farlo. Il problema è che intendendomi di editing, non appena rileggo un mio scritto non editato mi si contorcono le budella dentro… considero alcuni miei post, specie quelli prima maniera, assolutamente illeggibili e infatti li avevo già fatti rientrare nella lista di quelli che avrei tagliato e cancellato entro il fine anno. Indovinate, ebbene si, hanno sfrucugliato anche quelle merdacce, direbbe invece Fantozzi, e questo ci dice tutto sulla tipologia di “avversario” con cui ci stiamo confrontando.

La mia pagina wikipedica non la creai io, fu creata tanti anni fa dopo la pubblicazione di “Tana di Volpe”. Ho peraltro ancora le email di un signore molto knowledgeable che anni dopo mi scrisse chiedendomi una foto da inserire in quella pagina… (una foto che scelsi male e che odiai da quel giorno in poi). Vero è che dopo la sua creazione, ogni volta che pubblicavo qualcosa aggiornavo la pagina, ma mai mi sono presa la briga di andare a raccontare in maniera piena tutto ciò che si è fatto in questi venti anni… per diversi motivi…. Incluso il fatto che ritengo che date cose si debbano scrivere alla fine della vita e poi perché sono così portata verso il futuro che non mi perdo mai a considerare il passato.

Essendo però quella pagina quasi una istituzione ormai, non ho mai pensato che avrebbero mandato i loro scagnozzi a cancellarla (scrivendo peraltro una discussione di un singolo commento diffamatorio che mi riservo di perseguire legalmente, non contro Wikipedia, naturalmente, che adoro, ma contro l’autore, ognuno deve mettere la sua faccia su ciò che scrive e io l’ho sempre fatto). La mia idea della vendetta-renzista per il diario dei loro tre anni di governo deleterio, era che ne avrebbero acquistato alcune copie e poi lo avrebbero bannato a suon di mezzo like…. E con recensioni di fuoco. Ero prontissima, in particolare ero prontissima a riprenderle e a mostrarle qui sul sito, urbi et orbi, con quell’onestà di metodo che è mia così come ritengo non sia mai stata di nessuno su questa terra: e che “ambiti riconoscimenti” sarebbero stati!

Ripeto, mai avrei pensato all’attacco politico miserabile su Wikipedia. Ma, del resto, nella terra dei cachi mediatici, nella terra considerata dalla Freedomhouse.org (vedi featured image), l’unico stato canaglia mediatico dell’Europa occidentale, cosa si può volere di più? A mio avviso si può volere che Wikipedia, degna iniziativa di Jimmy Wales (iniziativa che peraltro invito tutti a sponsorizzare, per esempio, lasciando una percentuale della vostra eredità a questa organizzazione), viva assoggettata alle regole dei paesi occidentali liberi e non alle regole mediatiche italiche.

Si apprende che in Italia questa company sia gestita da un certo Linux Club romano e sia fatta vivere da circa 125 persone, è vero non è vero? Intanto, se così non fosse invito il gestore del Linux Club a scrivermi onde smentire ufficialmente…. Vero è però che io per formazione sono abituata a guardare alla testa e  non al buco del culo e in quanto a comunità Linux, web farm e robe simili da queste parti non scherziamo.

Sto organizzando un progetto editoriale (ma non solo) per dare visibilità all’attacco di cui sono stata oggetto, che richiederà un massimo di tre mesi, ritengo, ma arriveremo. Voglio che quanto è accaduto in Italia resti, e abbia visibilità imperitura, specie altrove e dove deve averla, non certo sui nostri giornaletti. Come ho già scritto, invito chiunque abbia notizie sulla gestione di Wikipedia Italia, abbia storie da raccontare in merito, qualsiasi cosa, a mettersi in contatto con me.

Non c’è niente come l’asservimento intellettuale alle ragioni della politica che offenda di più la mia anima: da qui nasce questa mia iniziativa, perché della pagina wikipedica italica me ne sbatto le palle. Non ho mai avuto padrini politici in vita mia, ne padrini di altro tipo, le mie battaglie, come tutti gli onesti, le ho combattute da sola. Non sono neppure Milena Gabanelli con “Il Fatto” che mi stende lo stuoiono, ma io sono un raro spirito che scrive perché è nella sua natura non perché lo abbia mai desiderato, e di questo bisogna tenerne conto. Io per prima debbo tenerne conto. Così come non mi mancano le possibilità di fare.

Fermo restando, lo ripeto, che ieri Sakrestu mi ha fatto un dono che da ratto renzista non potrà capire mai, ma io da quel momento cammino come portando una medaglia addosso: “Ambito riconoscimento!”.

Liberiamo Wikipedia Italia dai ratti renzisti e, anche se ci costasse una vita, facciamolo partendo dalla testa non dal culo!

Rina Brundu

PS Mi scuso in anticipo con i tanti followers del sito che si dovranno sopportare le email, ma oggi ci saranno diversi post che, su argomenti diversi, daranno notizia su molti cambiamenti che interesseranno Rosebud nel futuro prossimo

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