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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (16) – Il caso La7… tutti su Discovery!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

media e regime (9)

Diamo a Cesare… pardon, diamo a Cairo quel che è di Cairo. L’anno scorso, infatti, quando in Italia è stata combattuta una delle battaglie politiche e civili più importanti dell’ultimo mezzo secolo, quando una intera nazione si è determinata a scendere in campo per difendere i suoi valori democratici più alti messi sotto tiro da una ridda di personaggi “interessati” su versanti multipli, il suo canale La7 ha dato una mano importante nell’organizzare questa specie di “resistenza”. Nell’età della RAI silenziata dal regime, nell’età del servizio pubblico ridotto al rango di stuoino da calpestare, questa rete televisiva e indipendente ha saputo dare speranza ai tanti (me compresa). E da lì, infatti, che partivano le stoccate antirenziste e mirabolanti dell’immenso Maurizio Crozza, era nei programmi di Floris e Paragone che si riusciva ad ascoltare ancora una discussione più o meno libera.

Si sperava, inoltre, che la buona fibra da “editore puro” di Urbano Cairo, venisse esportata anche sul “Corriere della Sera”; per questi motivi  avevamo tifato affinché Cairo riuscisse nel tentativo di acquistare il giornale, e per questo ci eravamo illusi che anche per quell’ex prestigiosa testata si palesasse una qualche possibilità di salvezza. Purtroppo non è andata così e da quel giorno in poi abbiamo dovuto registrare una continuata decadenza anche nella qualità della programmazione de La7. La partenza di Crozza è stata, credo, un colpo dal quale non riusciranno a riprendersi per molto molto tempo, poi c’è stato il forzato addio di Paragone… l’arrivo delle prezzemoline renziste in stile marie terese meli… e un degrado continuato e costante. Dopo parecchie settimane in cui non mi sintonizzavo più su La7, ieri, in seguito ai fatti di Livorno, cambiando sul quel canale ho dovuto ascoltare un Alemanno, ex sindaco della Roma umiliata, pontificare su ciò che sarebbe stato necessario per risolvere (diceva lui) e puntare il dito con determinazione contro la Protezione Civile… Ho dovuto ascoltarlo per pochi secondi, s’intende, il tempo di trovare il telecomando…

Persa anche la corazzata de La7, che fare per sottrarsi al pernicioso indottrinamento politico di moda, nell’attesa di liberare la RAI dopo le prossime elezioni politiche? Tutti su Discovery: Crozza sarà lì e sembrerebbe che si stiano attrezzando anche per ospitare una programmazione libera. Speriamo bene…. dicono che la speranza sia l’ultima a morire, anche se da noi è più facile che sia quella a tirare le cuoia piuttosto che il marciume e la corruttela mediatico-amministrativa senza vergogna e per… partito preso.

Rina Brundu

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