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M5S: dal V-Day al governo del Paese? E in chiusura del caso Consip. Vorrei tornare tra cento anni…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

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La domanda credo che se la sia posta chiunque segua le vicende di attualità politica: come faranno a chiudere il caso Consip in modo tale da salvare tutti coloro che vi sono coinvolti, magari anche dall’arresto? La risposta l’abbiamo finalmente ottenuta (vedi in calce lo screenshot e il link a Il Fatto Quotidiano), e adesso possiamo tornare a dormire tranquilli. Che poi, a ben guardare, nell’Italia post-renzista corrotta fino al midollo, in quell’Italia che ha ormai perso finanche l’illusione  o la tentazione d voler essere un paese “normale”, a portata di cittadino onesto, ciò che sorprende di più non sono le trame ordite dalla casta, che ormai le conosciamo, quanto piuttosto quei cittadini che le difendono. In alcuni casi questi signori si scomodano persino a scrivere articoli a difesa di tali eroiche gesta, a difesa delle gesta epiche del duce di Rignano e della sua corte, a difesa dell’indifendibile: chapeau! L’ennesima dimostrazione che le caste, i corrotti, i politicanti, non vengono da Marte, ma sono spesso il fiore all’occhiello della popolazione che rappresentano, e noi in questo campo non siamo secondi a nessuno.

Dieci anni fa c’è stato il primo V Day dei Cinque Stelle, lo stanno celebrando in questi giorni. Confesso che in quel periodo non ero molto tenera con Grillo e con i suoi, indottrinata com’ero alla politica politically-correct. Mi ci è voluto molto tempo per capire che Grillo non stava scherzando e che lui e i suoi stavano costruendo qualcosa di valido, qualcosa di duraturo, forse la prima cellula politica sana come non la si vedeva in Italia da… da sempre. Rivedendo le mie scritture sul periodo del renzismo mi sono accorta di avere cambiato completamente opinione sul MoVimento dopo il discorso di fine anno 2014-inizio 2015 di Beppe Grillo. Sto parlando del famoso discorso dalla “catacomba”, sto parlando di quel video che farà storia per la sua qualità estetica e morale. Immagino che un altro fattore che mi abbia confortato mentre percorrevo quella diversa strada, fosse il fatto che dopo otto anni un qualche giudizio sulla qualità di quella diversa iniziativa politica nata dal basso lo si poteva comunque dare e non poteva essere che positivo.

Dieci anni dopo, piaccia o non piaccia alla casta e ai loro luogotenenti mediatici, un’altra conclusione la si può sicuramente tirare: tolta la fuffa mediatica tesa a cooptare i mentalmente labili di cui all’incipit, quelli che si scomodano anche per scrivere poemi a difesa del sistema corruttivo nostrano, in dieci anni dei ragazzi di Grillo non ne hanno mai arrestato uno, e non è poco nella Repubblica delle banane rubate, non è davvero poco! Se si pensa poi al caso Roma e al fatto di come si abbia finalmente certezza che nel Comune di quella città non si stia rubando più, o che comunque non lo si stia facendo con il silenzio-assenso dell’attuale amministrazione, non si può che raggiungere la conclusione che prima questi ragazzi della porta accanto prenderanno in mano le redini del governo del Paese, meglio sarà, per tutti.

Vorrei incontrarti tra cento anni, cantava Ron, io invece vorrei tornare in Italia fra cento anni, quando, dipartiti finalmente anche i figli e i nipoti di questa casta politico-mediatica vile come niuna, si potranno finalmente scrivere articoli, saggi, libri in libertà… e Grillo sarà ricordato come un vero padre della patria, uno di quelli rari, di quelle figure che si pensava noi non potessimo avere più. Un raro politico che ci ha regalato speranza di normalità in un’epoca scaltra come nessuna prima.

Rina Brundu

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