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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

I Tirseni/Tirreni costruttori delle «torri nuragiche» della Sardegna

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

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La affinità etnica dei Sardiani – trasferitisi in epoca precedente dalla Lidia in Sardegna – con i Tirseni o Tirreni od Etruschi (si tratta, come vedremo fra poco, di tre varianti di uno stesso unico etnico) arrivati in epoca successiva nell’Italia centrale, è fondata su un fatto che risulta fornito di un elevatissimo valore dimostrativo, fatto sul quale è quasi incredibile che non abbiano fermato l’attenzione e l’analisi i numerosi autori che si sono interessati della dibattutissima questione dell’«origine degli Etruschi».

È da premettere che gli studiosi moderni favorevoli alla tesi erodotea della migrazione degli Etruschi dalla Lidia in Italia non hanno mai attribuito alcuna importanza alla notazione di Erodoto, secondo cui i Tirseni avrebbero derivato il loro nome dal principe Tirseno che li avrebbe guidati nella loro trasmigrazione; ciò per l’ovvio motivo che nella notazione erodotea essi non hanno visto altro che una favola eziologica. D’altra parte dallo scolio del «Timeo» di Platone, da noi esaminato in precedenza, è risultato che il nome di quel principe era Agrono, al quale – aggiungo adesso – soltanto più tardi sarà stato attribuito il soprannome di Tirseno, in virtù di un importante fatto linguistico che adesso indico e delucido.

Quasi tutti gli autori antichi e soprattutto quasi tutti gli studiosi moderni, favorevoli od anche contrari alla tesi migrazionista, hanno riportato l’etnico Tyrsenói, Tyrrenói o Tyrsanói, Tyrranói al vocabolo týrsis, týrris = «torre», tramandato anch’esso come “tirrenico” ed hanno interpretato l’etnico come avente il significato originario ed effettivo di «costruttori di torri», cioè quasi di «Torriani» o «Torrigiani» o «Turritani».

Si deve d’altra parte considerare che non esiste alcuna testimonianza storica né alcuna prova archeologica che induca a ritenere che i Tirreni/Tirseni od Etruschi dell’Etruria fossero un popolo particolarmente dedito alla «costruzione di torri». Non che – ovviamente – si possa negare che pure questo popolo abbia costruito nella sua lunga storia anche «torri» (si pensi alla località etrusca di fronte a Caere (Cerveteri) chiamata Pýrgoi = «Torri»), ma le avrà costruite né in quantità maggiore né in qualità migliore di quelle in cui le avranno costruite gli altri popoli antichi vissuti nel medesimo torno di secoli, cioè i Latini, gli Italici, i Greci, i Cartaginesi, gli Egizi, ecc. È ben vero che più che alle «torri» degli Etruschi alcuni studiosi hanno preferito fare riferimento alle loro «roccheforti», alle loro «città fortificate» o «città alte»; ma nemmeno su questo punto si può privilegiare il popolo etrusco rispetto agli altri coevi, in quanto anche i Latini, gli Italici, i Greci e i Cartaginesi avevano le loro «roccheforti», le loro «città fortificate», poste, tutte le volte che era possibile, sulla cima di alture, perché assai più facilmente difendibili. Non solo, ma risulta anche accertato che da una parte le cinte murarie delle città etrusche sono piuttosto recenti, dall’altra esse sono «muraglie continue, originariamente non intramezzate da torri» e ciò a differenza di quanto avveniva, ad esempio, a Cartagine, nelle cui mura «le torri sorgevano a intervalli di sessanta-settanta metri» l’una dall’altra.

Escluso dunque, in maniera certa, che gli Etruschi o Tirreni/Tirseni d’Italia, quelli che noi conosciamo nel periodo storico che sta fra i secoli IX e I a. C., avessero un qualsiasi titolo ad essere definiti e denominati propriamente come i «Costruttori di torri» per eccellenza ed escluso che un tale titolo potessero averlo altri popoli dell’intero bacino del Mediterraneo, tutto al contrario è assolutamente certo che esisteva un popolo al quale quella denominazione si adattava in maniera perfetta, il popolo dei Sardi o Sardiani della Sardegna, quello che ha punteggiato quest’isola di più di 8 mila «torri», cioè di più di 8 mila «nuraghi». Ragion per cui con tutta sicurezza si può affermare che i Sardi antichi hanno costruito più torri che non tutti gli altri popoli dell’antico Mediterraneo presi assieme. E si trattava di «torri nuragiche» che erano disseminate in tutte le zone dell’Isola, comprese le coste e perfino le isole vicine, tanto che erano facilmente visibili dai naviganti di tutte le nazionalità che fossero sbarcati nell’Isola e l’avessero visitata per una qualsiasi ragione, di commercio, di trasferimento o di approdo forzato.

Su questo argomento è molto significativo anche il fatto che sia Erodoto (I 94) sia Ellanico di Lesbo (in Dionigi di Alicarnasso, I, XXVIII 3) dicano che i Lidi presero il nuovo nome di Tirseni soltanto dopo la loro trasmigrazione nell’Occidente mediterraneo. Ed io dico e preciso: soltanto dopo che ebbero preso a costruire un così elevato numero di «torri nuragiche» in tutta la Sardegna.

Anche su questo punto però è giusto precisare che uno studioso moderno, Adolf Schulten, aveva già stabilito una esplicita connessione fra i Tirreni/Tirseni e le «torri nuragiche» della Sardegna (in Klio, XXIII, 1930, 421-424). Senonché egli aveva anche commesso un notevole errore: quello di ritenere che i nuraghi della Sardegna fossero stati costruiti dagli Etruschi o Tirreni/Tirseni d’Italia. A mio fermo giudizio, invece, i nuraghi sardi sono stati costruiti dai Sardiani venuti dalla Lidia in Sardegna; in seguito qualche gruppo di questi «costruttori di torri nuragiche» si trasferì nella penisola italiana, dove vide mutato il suo originario nome o soprannome di Tyrrenói/Tyrsenói in quello di Tusci/Etrusci, per effetto di un semplice scambio di suffissi (Tyrr/Tyrs-en-ói in Turs-c-i ed E-trus-c-i) (§ 35, 36) (LELN 124-126; StSN 88).

D’altra parte è un fatto che nemmeno questa connessione, già stabilita e indicata dallo Schulten, fra le «torri nuragiche» della Sardegna e il popolo dei Tirreni/Tirseni «costruttori di torri» ebbe alcun seguito sia nel campo degli studi sulla Sardegna nuragica sia in quello degli studi sulla civiltà etrusca.

Posso concludere quest’altro punto con la seguente importante considerazione: ai fini della piena identificazione dei Tirreni o Tirseni – ossia dei “Torriani” o “Torrigiani” o “Turritani”, cioè “costruttori di torri” – coi Lidi Sardiani che si trasferirono in un primo tempo in Sardegna e in seguito anche in Etruria, l’esistenza nella stessa Sardegna di più di 8 mila «torri nuragiche» costituisce un argomento fortissimo, contro il quale riesce perfino difficile prevedere obiezioni di una qualche consistenza.

Tratto da:

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