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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Editoria (1) – Il caso Massimo Pittau

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

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I Sardi tirreni dominatori del Mediterraneo (2017) è l’ultimo saggio di Massimo Pittau pubblicato da Ipazia Books. Di seguito a questa pubblicazione, ma soprattutto all’inizio di un anno editoriale molto importante, e anche molto faticoso, per questa casa editrice, con decine di nuovi autori che verranno pubblicati nei prossimi mesi, ho deciso di scrivere qualcosa sul caso editoriale Massimo Pittau. La scrivo invitando il professore o chi per lui a intervenire qualora anche solo una mezza riga di quanto dirò sotto fosse incorretto.

Alcuni anni fa quando cominciai a pubblicare i testi di questo autore – che peraltro a quel tempo aveva già pubblicato circa cinquanta volumi con l’editoria tradizionale – Ipazia non era ancora una vera casa editrice ma solo una sorta di brand name digitale. Di converso io ero già una forte sostenitrice dei nuovi modelli editoriali. Essendo già stata un autore pubblicato da un editore nazionale, il cui testo era stato presente nelle librerie di tutta Italia, recensito in giornali molto noti, non ci misi molto a fare due più due: tutte quelle querimonie tradizionali non servivano a nulla, come autore, infatti, io volevo che qualsiasi mio scritto mi sopravvivesse nel tempo e dunque restasse in luoghi affidabili sotto qualunque punto di vista; volevo che i miei scritti fossero subito disponibili per chiunque nel mondo e soprattutto volevo che vivessero sempre di nuova vita, non che facessero il solito percorso dalla vetrina trendy allo sgabuzzino impolverato. Avendo poi già avuto una avventura editoriale cartacea italiana, avventura da dimenticare sotto prospettive diverse, come editore mi interessava invece operare con criteri editoriali liberati, dinamici, moderni, mettendo in primo piano la qualità e l’impegno.

Ciò che mi colpì a quel tempo fu il fatto che se per me – figlia di quella rivoluzione digitale che avevamo anche aiutato a plasmare in questa Irlanda pioniera di tutto ciò che vive alla velocità della luce nel mondo d’oggi – fosse normale pensarla in questi termini, lo era senz’altro di meno per un autore italiano che aveva vissuto un altro mondo e che già a quel tempo aveva più di 80 anni. Massimo Pittau però non si è smentito mai e oggi, dopo che abbiamo venduto i suoi testi, specie quelli sulla cultura e sulla lingua etrusca, in tutto il mondo, dall’America al Giappone, dall’Europa dell’Est all’Australia (al punto che ormai ritengo che non ci sia studioso di etruscologia che non abbia un testo di Massimo Pittau), posso dire che è stato una vera forza della natura e che in fondo Ipazia è una creatura sua quanto mia, sicuramente una sua eredità editoriale che varrebbe la pena portare nel futuro. Insieme abbiamo creato modi nuovi per gestire questa tipologia di editoria cutting-edge, abbiamo valutato soluzioni, ne abbiamo studiato altre, sia tecniche che di marketing (e in questo Rosebud ha dato un grande aiuto grazie a un indexing internazionale importante), che letterarie, siamo migliorati nel tempo e presto tutti i libri di Massimo Pittau (ma anche quelli degli altri autori), saranno disponibili sulle maggiori piattaforme mondiali con veste elegante e soprattutto sia in versione digitale che cartacea.

Perché parlo di caso Pittau, dunque? Per il fatto che ha venduto, certamente (credo che poi il professore potrà anche testimoniare non solo sul come Ipazia paghi le royalties, ma come rendiconti fino all’ultimo testo, essendo questo un tipo di editoria che garantisce sia l’autore che editore e che appunto mal si adatta all’editoria furba e scaltra di antica – spero – memoria italica), ma soprattutto proprio per l’approccio con il nuovo mondo editoriale che ha saputo avere questo autore. Massimo Pittau è in questo senso un esempio mirabile che così facendo ha soprattutto assicurato alla sua opera molta visibilità futura. Che senso avrebbe avere scritto saggi anche importanti se nessuno li ricorda più? Se sono finiti da decenni nei sottoscala, negli angoli più bui delle biblioteche o rosicchiati dai topi? La letteratura, la saggistica, sono vive quando del loro valore possono usufruirne i lettori, quando vogliono come vogliono, fermo restando che non si dovrebbe mai pubblicare in solitudine ma che il ruolo di un editore resta centrale.

Certo, da quel tempo in poi Ipazia è cresciuta, offre servizi di traduzione in lingua inglese, servizi di editing, pubblicazioni ebook e cartacee gratuite, edizioni speciali, offre la possibilità di depositare i testi cartacei in prestigiose biblioteche internazionali, ma ci sono aspetti che questa piccola casa editrice metterà sempre in primo piano, perché è nella sua natura ma anche per rendere omaggio al lavoro e allo studio di questo grande autore isolano, ovvero la qualità contenutistica e l’impegno d’intelletto. Tornare all’impegno a mio avviso è fondamentale, sotto prospettive multiple. Invito quindi tutti gli autori, saggisti, autori dalla scrittura kafkiana a contattarci, così come chi volesse scrivere la sua autobiografia o quella dei suoi cari perché eternare le vite che insegnano sarà un impegno di Ipazia e mio personale.

Insomma, per tutto questo e molto altro ancora, grazie a Massimo Pittau dei cui insegnamenti cercheremo di fare tesoro al meglio, adesso e sempre.

Rina Brundu

PS Mi scuso con i tanti che mi hanno scritto per i ritardi, ma in queste settimane è stato necessario fare molti lavori per far fronte alle necessità future, sia di Ipazia che di Rosebud. Rispetto a Rosebud procedono i lavori di rimozione autori e articoli già indicati, sarà presto pubblicato un nuovo bellissimo (e ricchissimo devo dire) numero di Diogene, e arriveranno molte sorprese. Insomma tutto come prima… solo, meglio, molto meglio di prima:)

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info@ipaziabooks.com

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