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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (4) – Il Caso Belpietro

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

media e regime (1).jpgDi norma non scrivo post politici o mediatici “teneri”, anzi per la verità non li scrivo mai, parendomi gli stessi un’oggettività ossimorica rispetto all’obiettivo che si vuole raggiungere. Ma oggi voglio fare un’eccezione per le ragioni di cui dirò, anche se del Caso Maurizio Belpietro ne parlo dopo. Nel frattempo mi preme dire che questo sarà il mio ultimo scritto con tematica renzista: non ne posso più! E a breve non pubblicherò più neppure stralci dal mio “Diario” su questo sito.

Perché? Perché ormai ho già visto, sentito, letto, analizzato tutto ciò che c’era da sapere e da conoscere su questo periodo mediaticamente e politicamente fraudolento della nostra famigerata storia recente, e soprattutto basta con Matteo Renzi! Basta con Matteo Renzi e con Alfano!, voglio gridarlo urbi et orbi anche nell’eventualità che passi di qui qualche redattore de Il Fatto Quotidiano o lo stesso Travaglio: basta!, non se ne può più del faccione satollo del ducetto di Rignano che fa l’ennesima boccaccia inguardabile dalla “home” del vostro giornale! Capisco benissimo che in questo caso – e diversamente da quanto accadeva con i giornaloni italici durante il periodo di maggior gloria del renzismo – il poster non è laudatorio o celebrativo, quanto piuttosto teso a svilire, svergognare, sputtanare la pochezza politica, ma il problema è che quei poster non si possono guardare comunque: Matteo Renzi non “buca” né in video né in Rete! Santiddio, come bisogna scriverlo perché questo messaggio venga recepito?!

Altra domanda: dato che non scriverò più di renzismo significa che non scriverò più di politica? Affatto! Intendo documentare in pieno anche tutte le diverse fasi della corrente “età” cazzara almeno fino alle prossime elezioni: se si è fatto 30 perché non fare 31? Vero è però che quando dovrò usare il termine “renzismo” userò un sinonimo e quando dovrò riferirmi alla coppia Renzi-Alfano recentemente convolata a nozze in quel di Sicilia, userò espressioni come Mr and Mrs Kramer, o similari, insomma qualcosa si farà. Resta il fatto che, dopo il prevedibile ripensamento renzista sulla via di Palazzo Chigi e sulla via della politica intesa come posto pubblico occupato a vita, se prima abbiamo lottato per scalzare l’ex Premier dallo scranno scaltramente e immeritatamente occupato, ora dobbiamo lottare per far scomparire il lessico, la dottrina, la propaganda che ha accompagnato questo miserevole, quando non miserabile, regime. Questa è infatti la conditio sine qua non per muovere oltre, per guardare avanti, pena la nostra morte civile e d’intelletto, l’annichilimento politico o similpolitico nazionale nei secoli dei secoli.

Ma dicevo del “Caso Belpietro”, di che si tratta? In realtà si tratta soprattutto di un non-Caso ed è per questo che per quanto mi riguarda resta notiziabile; si tratta di una di quelle “piccolezze” che non si fanno notare mai tra le pagine dei giornali italiani, impegnati a costruire eroi “liberal” a loro immagine e somiglianza, ma dato che Rosebud si occupa di giornalismo, non mi dispiace parlarne. Di fatto, durante la testé defunta epoca renzista, Maurizio Belpietro si è distinto in molte occasioni nel suo ruolo di professionista capace. Quando? Per esempio, quando nel dicembre del 2015, in pieno scandalo Banca Etruria, questo giornalista, invitato da Giovanni Floris nel suo programma DiMartedì (ritengo fosse la puntata del 15 del mese), disse al colà presente sottosegretario renzista: “Prima del Salvabanche, con il decreto del 13 novembre 2014 avete fatto il decreto Salvabanchieri, avete salvato il papà della Boschi. Il singolo azionista non può più fare causa…”.

Come non bastasse, Belpietro ha pagato le sue inchieste su questo famigerato scandalo renzista in prima persona. “La mia idea è che Maurizio Belpietro – che pure non è mai stato tenero con il M5S – sia stato sostituito perché nell’ultimo anno Libero, il giornale di cui era direttore, ha fatto numerose inchieste sullo Scandalo Banca Etruria e ha detto chiaramente che le riforme renziste sono pericolose” ebbe a dirne lo stesso Alessandro Di Battista sempre a DiMartedì nella puntata del 17 maggio 2016. “Ricordiamoci che Feltri, che ne prenderà il posto, ha già detto che voterà SI, e che Angelucci, l’editore, è amico di Verdini che, non dimentichiamolo, ha più processi che elettori e tira Renzi per la giacchetta. Noi siamo nell’era della dittatura mediatica renzista, con il TG1 che è  l’organo mediatico armato. Oggi non si fanno più i colpi di Stato, ci si compra una linea editoriale e si monopolizza l’informazione”.

Eh, già, gli “eroi” mediatici come Belpietro non fanno notizia sui giornaloni nostrani, sono in dato modo considerati “figli di un giornalismo minore”, eppure, piaccia o non piaccia, il direttore de La verità è stato uno dei pochi giornalisti italiani (gli altri sono Travaglio, Giannini, Pansa e De Bortoli), che durante il renzismo ha davvero fatto il suo lavoro: non è poco, non è affatto poco nell’Italia piegata alle ragioni del potente committente editoriale di turno e vinta dal torpore autoprodotto dagli effluvi del radical-chicismo azionato a briglia scioglia; ovvero, lanciato al galoppo senza vergogna alcuna, quasi come se, necessitando di analizzare retoricamente l’intera opera omnia shakespeariana, dovessimo correre ai loro piedi per riuscire nell’impresa: puttanate!

Come già scritto il Caso Belpietro è in realtà un non-Caso Belpietro, ma nell’Italia del professionismo giornalistico asservito alla convenienza politica ed economica è di fatto un Caso: di sicuro lo è tra queste pagine virtuali dove per l’appunto e tanto per cambiare noi ci occupiamo di giornalismo. Quello vero, a suo modo epico e digital-chic, Rampini e colleghi permettendo!

Rina Brundu

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