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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’età politica cazzara (13) – Renzi e Alfano: il viaggio di nozze in Sicilia

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

politica.jpgDunque, per i più distratti e incauti, per quelli che vanno a leggersi le analisi politiche tra le pagine dei giornaloni nostrani, cioè per quei lettori che come Giocondo vanno in giro con la scritta “inculami” in fronte, ricordo che l’età politica cazzara si è instaurata in Italia subito dopo l’epocale fallimento del referendum costituzionale (Anno Domini 2016), quindi dopo la fustigazione da parte di una intera nazione esacerbata, delle più oscure trame renziste – trame ordite con una campagna di tipo Borg, tesa ad assimilare qualsiasi non-assimilato impenitente e recalcitrante – che miravano a consegnare il governo del Paese nelle mani del Ducetto di Rignano almeno per un altro ventennio.

Ricordo anche che l’età cazzara non lo è solo di nome, ma lo è anche di fatto, basti pensare che è questa l’età politica che ha saputo gagliardamente nascondere sotto il tappeto il famigerato Caso Consip da un lato, e dall’altro ha saputo mantenere in carica una sorta di governucchio cotto in salsa renzista riscaldata e chiamato, per la gioia dei lettori dei giornali di cui sopra, Renzi II, pardon Gentiloni (Chi?) I. Ma nell’Italia del travestitismo politico, nell’Italia corrotta fino al midollo e oltre, nell’Italia anti-gramsciana dove anche la Storia ha ormai smesso di insegnare perché sarebbe sforzo davvero inutile, potrebbe bastare tutto questo? Si riuscirebbe comunque a scorgere una qualche lucetta che dia segno di speranza di cambiamento?

Figuriamoci! Ecco allora che in barba a tutto ciò che è stato, in barba al sentimento di una intera nazione, in barba al suo NO urlato in maniera così tonante come non lo si sentiva nella nostra penisola dai tempi in cui i pretoriani fecero fuori Caligola, ecco che si apprende di come Renzi, l’intonso Pisapia e il nostro ministro degli Esteri Angelino Alfano, starebbero unendo le forze per calare in Sicilia e okkuparla in vista delle prossime elezioni regionali. Vero, tutto vero, non mi sto inventando nulla. Se vi riesce turatevi il naso per un istante e date un’occhiata alle pagine dei suddetti giornaloni per avere conferma di quanto scrivo, subito dopo però uscite da quei siti perché non mi assumo alcuna responsabilità!

“Non c’è un cazzo di politico che rappresenti le ragioni dei lavoratori” urlava nel novembre 2016 un signore siciliano che protestava contro la guerriglia urbana prodottasi nella sua terra tra la gente e le forze dell’ordine costrette per dovere a difendere il fortino da dove il renzismo predicava: tutto dimenticato? O forse Renzi, Alfano, e a quanto pare anche Pisapia, si sono davvero convinti che gli isolani si possano prendere per il culo con tanta facilità? Eppure, mi pare che proprio la Sicilia abbia dimostrato in questi ultimi anni di non avere problemi a scrollarsi di dosso il peso di una casta amministrativa così invasiva della libertà personale, imprenditoriale, intellettuale, da rivaleggiare persino con la mafia in questo suo essere tale!

Sì, sembrerebbe proprio essere un caso di obnubilamento della memoria tra le sacre sponde del fiume Lete… pardon, dell’Imera meridionale, ma io resto convinta che la smemoria riguardi solo i signori su citati non i siciliani che, se tanto ci dà tanto, a novembre dovrebbero rifilare l’ennesimo calcio nel sedere al lupo travestito da Cappuccetto Rosso, e contestualmente faranno fare all’Italia un altro passo avanti importante sulla strada di questa storica liberazione; una “liberazione” che sicuramente risulta più difficile da attualizzare su piano pratico di quanto si fosse mai preventivato.

L’età cazzara, appunto, e questi sono i suoi maestri.

Rina Brundu

PS Se poi gli ultrà e irriducibli renzisti la smettessero di sfrucugliare il sito cercando probabilmente qualche parola buona (ma non solo, vero?) sul loro capo, sui suoi vassalli, valvassini e valvassori, farebbero un favore a tutti quanti. Rosebud, nel suo piccolo, non è né la RAI, né Repubblica, né il Corsera, ancora ancora un poco di dignità d’intelletto e deontologica cerchiamo di salvarla. Sic!

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