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Rai 1 – Sul tratto fortemente diseducativo nel programma “Don Matteo”: salviamo il mito di Terence Hill! Sulla Germania di Friedrich Nietzsche!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

800px-Nietzsche187aL’ho scritto più volte: ho una ammirazione incondizionata per Terence Hill. Era il mio unico “eroe” mediatico adolescenziale, avendo sempre evitato di crearmi “eroi” canterini locali o internazionali che pur non mancavano negli edonisti anni 80. La mia “ammirazione” verso l’attore che ha dato il volto e la personalità al simpatico villain “Trinità” è diventata vera e propria venerazione quando ho scoperto che dietro l’attore c’era un “uomo”, uno di quegli esseri, rari, che a buon diritto possono chiamarsi così. Negli anni questo sentimento si è mantenuto inalterato, sempre, e dubito che potrà mutare mai: a uccidere un tale mito non sono riusciti neppure gli scaltri sceneggiatori RAI che lo hanno incatenato tra i panni troppo stretti del parroco guareschiano “Don Matteo”.

Tuttavia, dopo avere visto un’altra puntata di “Don Matteo”, un programma che non guardavo più da tanto tempo, così come non guardo più la RAI renzista peggiore di sempre, la mia speranza, forte, sentita, è che Terence Hill non vesta più quei panni fortemente diseducativi. Non so se Terence Hill capiterà mai su questa pagina virtuale, ma non mi stupirebbe se questo “miracolo” possa accadere. Nel caso vorrei dirgli, caso mai coltivasse ancora dei dubbi, che non è don Matteo a dare splendore alla sua arte, ma che è piuttosto il contrario. Soprattutto che lui, Terence Hill, ha ormai una fama, un’età, una coscienza di sé che dovrebbe portarlo a scegliere i suoi “canovacci” in maniera più “accorta”, specie perché si tratta di un raro “entertainer” capace di formare, di settare un esempio.

I bambini italiani per quanto mi è stato dato modo di vedere nascono già con molti “handicap” formativi: si pensi per esempio all’indottrinamento religioso che viene portato avanti nelle scuole elementari senza che esista una forte coscienza genitoriale capace di imporsi per cambiare lo status quo (diverso è il caso dell’America, dove ci sono stati scontri sostanziali in questo campo, con le famiglie più accorte intellettualmente che hanno optato per l’educazione dei figli a casa col precettore, proprio come si faceva una volta), e alla contestuale prassi scolastica di relegare le materie di tipo scientifico e filosofico in secondo piano. Uno status quo deleterio soprattutto per le ragazze che a questa situazione debbono aggiungere anche i perniciosi indottrinamenti che ricevono spesso in famiglia, laddove il loro destino di mogli e di madri è già idealmente servito in tavola prima ancora che queste bambine abbiano capito in che mondo vivono.

L’altra spada di Damocle sul loro destino di cittadini della loro terra è una cosiddetta “intellettualità” che chiamare così è un poco come offendere i topi di fogna. In virtù di ciò ci ritroviamo il 99% di codesti “venerati  maestri” impegnati in esegesi evangeliche, impegnati a “studiare” i reconditi retro pensieri di passi biblici che sono vere e proprie scritture criminali, impegnati a decantare il pensiero di sub categorie di maiali orwelliani chiamati santi, al secolo terroristi dello spirito; impegnati a celebrare profondi “concetti”, dall’essere “credenti” alla beatificazione di Tizio e di Caio, che sono un insulto al nostro esistere come uomini e donne degni di questo nome: ah, poter fare un pacchetto di tutte queste immorali sconcezze, di tutti i nostri santi e poeti e poterli scambiare anche con la sola genialità cogitativa di Friedrich Nietzsche!! Purtroppo noi alla Germania non siamo costretti a invidiare solo lo status-quo economico florido, ma soprattutto quello intellettuale, laddove noi non abbiamo davvero nulla da opporre a quei suoi giganti del pensiero, mentre ritengo che sia anche inutile fare un viaggio alle origini di questa tristissima situazione perché purtroppo quelle motivazioni, quelle situazioni ataviche perniciose le conosciamo molto bene nella loro natura.

Cambiare lo status quo culturale italiano sarà un compito erculeo che richiederà centinaia di anni. Sarà insomma solo quando una visione pragmatica del mondo si imporrà in virtù della sua forza, che ogni scoria superstiziosa potrà essere mondata via, non ci potranno essere altri modi. Vero è però che tutti noi, tutti quanti noi possiamo dare una mano, nel nostro piccolo, a velocizzare questo processo, ad aiutare le generazioni di italiani che verranno. E lo può fare anche Terence Hill. Cominci col dare il buon esempio: lasci stare le abusate e diseducative storie di don Matteo e accetti magari di interpretare un personaggio che possa settare un esempio valido, importante. Che aiuti a mostrare ai ragazzi l’importanza dello studio, della formazione, del credere in loro stessi e non nella Provvidenza, del saper creare e plasmare il loro destino, del saper aiutare gli altri senza doversi aspettare paradisi in cielo o in terra, dell’importanza dello sviluppo e dell’avanzamento del pensiero scientifico onde creare domani un mondo migliore per tutti quanti.

Ecco, se Terence Hill riuscisse a fare questo grande salto diventerebbe molto di più di un possibile santo cattolico, diventerebbe un personaggio che oltre a essere stato un grande attore, un grande uomo, ha saputo anche dimostrare di essere uno spirito brillante che è riuscito nel compito improbo di fare una differenza per il destino futuro del suo popolo. E, almeno esteticamente, tra Terence Hill e Friedrich Nietzsche non c’è partita!

Rina Brundu

 

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