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Il Caso Consip, Travaglio e i messaggini Mulino Bianco (ma di fuoco) tra Pinocchio e Geppetto.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Macché, macché! Travaglio lo sopravvaluta (nda: sopravvaluta Renzi)…. Questo signore non ha una strategia perché non è capace di averla… Renzi spara cazzate! Il suo grande alleato è la vigliaccheria congenita del sistema politico italiano! E che fai tu, Gruber? Sei diventata una sostenitrice di Renzi? Non ti riconosco più! Cosa pensi possa accadere a un paese come questo guidato da un Premier come questo? Cosa credi sia successo oggi per giustificare la lettera a Repubblica pubblicata senza critiche? Renzi avrà chiamato Calabresi e gli avrà ordinato: “Senti, c’ho una lettera… pubblicamela!”. Un giorno chiamerà Cairo e gli dirà: senti, questa Gruber mi sta sulle scatole, toglila!”.

Giampaolo Pansa, Otto e mezzo (La7), 11 febbraio 2016

Tratto dal Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu.

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Rina Brundu

jackal-1434867_960_720“Renzi “Babbo hai amici da vomito ma senza Whatsapp è meglio tacere” titola oggi in prima Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, mentre un articolo pubblicitario a corredo ci informa che ci sarebbero stati scambi “di fuoco” tra Pinocchio e Gep… pardon, tra l’ex Premier Matteo Renzi e suo padre a proposito dei recenti coinvolgimenti dello stesso genitore nel caso Consip, o comunque nelle indagini correlate.

domenica-30-luglio-2017-204x300Onestamente qui non so cosa pensare, a preoccuparmi è infatti Travaglio non Renzi. Ho già scritto in mille e una occasione su questo sito che considero Marco Travaglio il più grande giornalista italiano di sempre, più grande della Fallaci, più grande di Montanelli, il quale con il suo famoso aforisma sul direttore de Il Fatto Quotidiano, mi dà conferma che lui la pensasse proprio come me: “Certo, per un direttore di giornale, avere sottomano un Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio è un bel conforto. Ma anche una bella inquietudine. Il giorno in cui gli chiesi se in quel suo archivio, in cui non consente a nessuno di ficcare il naso, ci fosse anche un fascicolo intitolato al mio nome, Marco cambiò discorso”.

Confesso però che a volte Travaglio, o chi per lui in redazione, mi lascia perplessa. Come oggi, con questa sua scelta di pubblicare questi messaggini della famiglia Renzi in stile Mulino Bianco dando loro tutta l’evidenza della prima pagina. E non è neppure la prima volta che accade. Certo, noi italiani siamo venuti a conoscenza del Caso Consip grazie a Travaglio e al suo giornale, e solo per questo dovremmo fare loro un monumento. A oggi, benché le indagini sembrino essersi arenate, anzi, proprio in virtù di come sono state trattate le indagini, ritengo che ogni italiano di buon senso si sia fatto la sua opinione su cosa sia successo nel background dell’assegnazione di un appalto pubblico gigantesco come può essere uno che vale, euro più euro meno, 2 miliardi e 700 milioni di Euro. Personalmente ritengo che solo una frazione infinitesimale di quanto è davvero accaduto sia venuta allo scoperto e a questo punto della Storia non è né Renzi né il babbo che considero i responsabili del molto fango gettato sulle nostre Istituzioni (inclusa l’arma dei Carabinieri), ma chi ha permesso che questo giovane avventuriero toscano, figlio mirabile della Goldrake Generation, occupasse uno scranno che con ogni ragione non era adatto ad occupare. Questo è un grave peccato che a mio avviso peserà sulla coscienza dei molti per molto tempo, ed è inutile ribadire che uno dei più grandi responsabili politici è l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Questa è la mia idea, e le mie idee sono anche altre ma è inutile ribadirle qui. Comprendo naturalmente che un giornale come quello di Travaglio, prono com’è al giornalismo d’inchiesta, al giornalismo d’assalto, al giornalismo che è veramente tale, debba anche tentare di tanto in tanto di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ed è proprio in questa prospettiva che voglio inquadrare l’odierna pubblicazione delle favolette… pardon, dei messaggini di cui sopra. Tuttavia la domanda assillante mi rimane, anche perché appunto di simili scritture digitali Il Fatto Quotidiano ne aveva già pubblicate pure altre, insomma, aveva già pubblicato altre intercettazioni tra Renzi e il genitore: perché? Perché Travaglio? Perché non lasci che questi scambi vengano riportati a caratteri cubitali da giornali come il Corriere di Fontana, la Repubblica di Scalfari, il Foglio di Ferrara, la Stampa, il Messaggero, che ne diano nota i telegiornali Rai e Mediaset, tutti quanti insieme e appassionatamente, a testate unificate e maroni schiacciati come hanno fatto quotidianamente negli ultimi tre anni quando si coordinavano per intessere gli onori e le glorie del ducetto? Perché?

Il Fatto Quotidiano invece dovrebbe occuparsi solo di giornalismo, solo di notizie, ed è per questo che lo sosteniamo, che lo acquistiamo, che ci piace leggerlo, che ne raccomandiamo la lettura nei nostri blog, che lo consideriamo l’unica fonte sicura quando si tratta di informarci sul malaffare e la corrutela politico-amministrativa che regna in Italia. Spiegami tu, caro Travaglio, come si possono considerare “notizie” questi scambi tra un padre e un figlio che lungi dal proporsi per quello che erano, ovvero alcuni degli deus-ex-machina che (su diversi livelli, s’intende) hanno fatto il bello e il brutto tempo nel nostro Paese negli ultimi tre anni, fanno di tutto per sembrare due gentiluomini british qualsiasi intenti a punzecchiarsi a vicenda onde favorire lo sviluppo morale uno dell’altro? Io che sono malfidata, per esempio, penserei, penso, che tutte queste intercettazioni sugli scambi tra Renzi e il padre, ma anche quelle che riguardano il ministro Lotti, siano una mera operazione di marketing politico, preparata a tavolino, tesa a creare la notiza dove non c’è e a infinocchiare il popolino “gullible” (credulone). Ma se non siamo mai riusciti a vedere quegli scontrini che si sussurrano saldati dal contribuente in quel di Firenze, se la stessa inchiesta Consip si è arenata con apparenti conclusioni molto preoccupanti (vedi l’ultimo intervento della Cassazione: a proposito perché non hai riportato in prima online il pezzo sulla Cassazione pubblicato su cartaceo?), se tu stesso hai definito il rignanese “l’intoccabile”, come vuoi che ci sia dato leggere i “veri” scambi tra Pinocchio e Geppetto? Ah.. o grullo!?, non si dice così in Toscana quando si vuol portare un sempliciotto a pensare meglio?

Che poi, caro Travaglio, abbandoniamo la giudiziaria e passiamo al mero campo della linguistica, al mero campo scritturale e tecnico. Analizziamo il campo semantico di una simile frase: “Renzi “Babbo hai amici da vomito ma senza Whatsapp è meglio tacere”…. Cioè, ma tu Travaglio, quando parli con i tuoi, parli così? Io sono venti anni online con i miei siti… dal 1997….ma non frequento Facebook, Twitter e compagnia, e ancora non ho un account Whatsapp e non intendo farmelo perché sono abituata a dire ciò che penso senza problemi, non importa il rischio che si corre, è il grande dramma con cui si confrontano coloro a cui fin da piccoli è stata insegnata l’onestà e non a trafficare col denaro pubblico. Orbene, se io fossi stata il Presidente del Consiglio, a maggior ragione, puoi starne certo che una simile frase non me l’avresti mai sentita dire, così come puoi starne certo che in presenza di un genitore i cui atteggiamenti mi dessero da pensare (1), l’avrei fatto seguire da uno dei miei scagnozzi e se necessario denunciato e fatto arrestare. Ci sono casi in cui la lealtà verso un popolo viene prima della lealtà che  si deve alla famiglia: il caso di Matteo Renzi era uno di quelli.

Rina Brundu

(1) Proprio rivedendo i testi per questa mia pubblicazione sul renzismo “Diario dai giorni del golpe bianco” (disponibile presto), mi sono ricordata che la famiglia Mulino Bianco di Geppetto e Pinocchio esisteva già nel settembre del 2014, quando altre faccende poco chiare interessarono padre e figlio nei loro diversi ruoli, e tutto questo dunque solo pochi mesi dopo l’insediamento a Palazzo Chigi: se il buongiorno si vedeva dal mattino perché non prendere provvedimenti subito? Ecco di queste robe dovresti interessarti, caro Travaglio, non di fare pubblicità alle goliardie della famiglia Renzi che, per carità, sono legittime, ma francamente ai lettori seri e avveduti, che non amano essere presi per il culo, non interessano….

PS E se il punto era far vedere che date Procure ci sono andate col guanto di velluto con i Renzi, allora bisognava titolare diversamente, mettendo in primo piano il comportamento di quelle Procure, del resto Renzi e il padre non possono essere considerati responsabili anche per gli “shortcomings” altrui, o no? Più coraggio in Redazione, o mi sbaglio?

il golpe bianco 800

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