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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Filosofia dell’anima – Dell’uccello rizzato di Staino, metafora del fallimento intellettuale di intere generazioni, e dell’impegno che è vuoto cosmico.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

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Nota bene: articolo rigorosamente  vietato ai maestrini da oratorio, spiriti proni all’indottrinamento di tipo scolastico, critici de noartri, recensori marchettari, sperperatori di denaro pubblico, visionari dei miei stivali e compagnia cantante. Grazie.

Non ho mai fatto mistero dell’avere un disprezzo quasi totale per l’intellettualismo italico degli ultimi 70 anni. Con esclusione di Giovannino Guareschi, Umberto Eco, Ennio Flaiano, Indro Montanelli, Oriana Fallaci, Giampaolo Pansa, Alda Merini e pochi pochissimi altri, io non userei ciò che è stato prodotto in Italia nel dopo guerra sia in forma di romanzi, di saggi, di poesie e stampato su carta, neppure per pulirmi il culo!

Il disprezzo diventa ribrezzo quando si va a guardare la “produzione” dell’intellettualismo sinistrico, ma non in quanto tale (anche Gramsci era di sinistra, tuttavia si muoveva su altro livello), quanto piuttosto come esempio plastico di quella pseudo arte e di quel pseudo impegno sartriano che aveva come fine ultimo un unico traguardo: riempire il portafoglio mungendo la mucca grassa delle finanze pubbliche. Io farei un monumento (un altro) a Marco Travaglio se finalmente si decidesse a fare una inchiesta a tutto tondo sui denari pubblici spesi negli ultimi 50 anni con intenti “culturali”. Per esempio, vorrei vedere una classifica dei film finanziati con i nostri soldi, gli effettivi ritorni, apprendere dell’effettivo “in più” d’intelletto che hanno saputo produrre, leggere i nomi e i cognomi dei beneficiati nei loro ruoli di registi, produttori, sceneggiatori, scrittori, attori… peraltro, immagino, sempre gli stessi, sempre le stesse facce di culo, ad infinitum.

E questa inchiesta dovrebbe comprendere tutte le arti (si fa per dire, si intende)… tutti i settori che per decadi hanno mangiato alle spalle di una intera nazione, prendendo senza dare mai, rubando per produrre il nulla cosmico, il vuoto che solo un Kafka particolarmente ispirato potrebbe trasformare in metafora della decadenza epocale di una intera nazione: bastardi! Che dire poi di quelli che ci erano sembrati diversi, che ci erano sembrati veramente intenti a stare dalla parte se non degli ultimi, di coloro che hanno più difficoltà a fare sentire la loro voce in capitolo? Senza fare i nomi che sono brutti, prendiamo il caso del Serra ex venerato direttore del giornale satirico “Cuore” e dell’ex-vignettista e fu direttore de “L’Unità” renzista (una bestemmia d’intelletto in sé), adesso intento a monitorare il rizzarsi del suo uccello (vedi featured image e mio precedente articolo sul post-renzismo d’accatto).

Il caso di Serra mi fa paura ed è straordinario in sé. Di fatto gli artisti dotati di carica satirica importante, prima e dopo Rabelais, hanno sempre usato questo loro dono per fustigare il regime, per ridicolizzarlo specie quando non si rendeva conto di essere ridicolizzato. Lo stesso Shakespeare, che pure avrei qualche difficoltà a considerare di “sinistra”, ha usato i suoi fool per mettere in evidenza, e da par suo, tutte le ridicole velleità di una monarchia limitata, molto limitata: vuoi vedere che Serra passerà alla storia della “grande letteratura” come il primo “fool” (sì, proprio in senso tecnico teatrale) che invece si è accucciato ai piedi del ducetto di Rignano per lustrargli le penne? E se così fosse, che si tratti di malattia contagiosa? Potrebbe significare, per esempio, che anche noi di Rosebud, che in questi ultimi tre anni ci siamo distinti per non avergliene fatto passare una a quello stesso ducetto, tra una decade potremmo risvegliarci altrettanto rincoglioniti? Magari accendendo ceri e invocando la benedizione di Santa Maria Etruria? Nell’eventualità, non importa quanto remota, che un lampo ci possa incenerire subito, hic et nunc.

Il caso Staino invece è più risibile. Di norma nell’età che ha questo signore ci si dedica a coltivare le rose, a fare parole crociate, a scrivere fiabe per bambini, ma davvero questo ex-vignettista che ha sputtanato tutta la sua precedente carriera in tre anni di genuflessione al renzismo, vuole spendere i suoi ultimi tempi sorvegliando le temerarie imprese del suo uccello e annunciando il miracolo del raddrizzamento in diretta televisiva? Non vorrei farmi portavoce di ferali notizie ma le statistiche insegnano che le probabilità che quello voli sul serio sono limitate… Ne deriva che nell’ultima occasione di pochi giorni fa potrebbe essersi trattato di un qualche miraggio post l’ultima Leopolda, all’insegna del mitico motto della patria-fascista (riarrangiato per l’occasione): “L’eiaculazione renzista continua”.

Insieme, le parabole pseudo intellettuali dei Serra, degli Staino, e degli infiniti altri commercianti di “alto sentire”, di commitment sartriano sbandierato ai quattro venti più per interesse di portafoglio che per effettivo traguardo dell’anima, nonchè nutrito dalle mammelle poderose della mucca Italia, diventano metafora pungente del fallimento intellettuale di intere generazioni e dell’impegno artistico che è stato vuoto cosmico. Oltre, si spera, ci potrà essere solo un nuovo inizio, diverso e purgato dalle nefandezze che, impotenti, abbiamo dovuto testimoniare fino ad oggi. Meglio ancora… un nuovo inizio lavato nelle acque ricostituenti del fiume Lete. Il fiume Lete? Sì, per sapere di che tipologia di fiume si tratta chiudere la zip dei pantaloni e darsi alle parole crociate!

Rina Brundu

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