Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

D-Day e caffè filosofico: sul perché il didascalismo esagerato e la gestualità non si adattano né alla storia né alla fiosofia. Il caso Cerno e Odifreddi.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

La domenica mattina si può perdere tempo a fare zapping. Se sei collegata sul satellite italiano, ti prende sempre qualche secondo per evitare i numerosi canali che si dedicano a messe, ostie, e querimonie varie. Di buono c’è che questi televisori moderni ti dicono tutto (ma proprio tutto) sul programma che sta andando in onda nel dato momento, senza doverlo selezionare, anche quando sei costretta a scorrere centinaia di canali prima di atterrare su qualcosa che per te abbia un senso.

Stamattina mentre bevevo il caffè mi è capitato di fermarmi per cinque minuti su due programmi italiani. Non ricordo su quali reti RAI, ma sono quasi certa che non si trattasse né di Rai1 né di Rai2. Il primo programma era dedicato al D-Day e sembrava condotto dal giornalista Tommaso Cerno, mentre in esterna si intravedeva il faccione di Paolo Mieli che, purtroppo, da quando ha espresso il suo sostegno incondizionato alle puttanate renzistiche,  per quanto mi riguarda vale come storico tanto quanto un pizzino informativo sulla realtà dei fatti dettato da Mussolini al suo adepto mediatico più fidato. L’altro programma era di tipo filosofico e in quel momento stava parlando il bravo professor Odifreddi.

Premetto che Cerno e Odifreddi sono due rari personaggi che riesco a sopportare in televisione. Nello specifico ne profitto anche per dare tutta la solidarietà a Tommaso Cerno – che, ricordiamolo, durante i tre anni di renzismo nefasto, benché giornalista di un settimanale debenedettico non si è mai prostrato sguaiatamente come hanno fatto buona parte dei suoi colleghi davanti al duce di Rignano – il quale è stato vigliaccamente fatto oggetto di minacce dai soliti codardi che usano la Rete per nascondersi dietro i nick e insultare gli altri; codardi e ignoranti peraltro, perché basta arruolare un hacker neppure tanto bravo per sapere tutto su qualsiasi user determinato a nascondersi sotto l’ennesimo nomignolo trendy. Del professor Odifreddi invece ne ho parlato più volte,  specie in passato, e non serve aggiungere altro.

Ma qual è il gist del mio discorso? Il punto è che benché i conduttori fossero bravi i programmi in questione risultavano fastidiosi, infatti ho cambiato canale dopo solo cinque minuti nonostante gli argomenti pregnanti. In particolare, continuo a domandarmi: perché tutto quel didascalismo? Perché tutta quella sceneggiata prossemica? Perché gli italiani necessitano di essere sempre presenti in studio (o in esterna), necessitano insomma di apparire anche quando l’argomento che stanno trattando è decisamente più “grande” di loro? Perché non si fa come fa la BBC, laddove il David Attenborough di turno si limita a raccontare da par suo ma nel background?

Ma soprattutto, e qui il dubbio mi attanaglia all’ennesima potenza – come si fa a fare un programma così didascalico quando filosofia è tutto fuorché didascalismo, necessitando, come nessun’altra disciplina, concentrazione massima sulla parola allo scopo di favorire un’adeguata comprensione e una possibile via di ulteriore cogitazione? Detto altrimenti c’è solo un modo di proporre filosofia ed è denotativo non connotativo se si vuole fare un servizio onesto nei confronti del “pensiero” (in senso lato) che si pone sotto osservazione nel dato momento. O mi sbaglio?

O degli innumerevoli misteri italiani, un altro!

Rina Brundu

Advertisements

info@ipaziabooks.com

%d bloggers like this: