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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Filosofia dell’anima – Dal linguaggio di Rosebud al papa Francesco di “Corrosione”: La corruzione come “bestemmia” e “cancro che logora le nostre vite”. Il pontefice contro il caso Consip?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su Rosebud… (Ignazio La Russa. aka rb)

Rina Brundu

francescoNon ho mai fatto mistero di avere usato Rosebud, e dunque gli ultimi 7 anni di blogging, di scrittura online (vedi anche Il bruco e la farfalla” in “L’Approdo”, nr 6), per sperimentare con la lingua e dunque con il linguaggio che stava cambiando contestualmente all’universo che lo utilizzava. Di fatto, non mi sono mai fatta mancare nulla e volendo si potrebbe quasi scrivere un dizionario rosebuddiano-italiano, laddove il primo termine rimodellato che mi viene in mente è il determinato scrivere superstizione per intendere religione, ma questo è appunto solo uno dei tanti esempi che si potrebbero fare.

Naturalmente procedere lungo quel percorso non è stato facile. Non è stato facile perché la sperimentazione linguistica non si adatta ad un pubblico variegato come lo è senz’altro quello che arriva su questo sito. Da un lato, avendo sempre ammonito che Rosebud non è un luogo virtuale adatto a un pubblico troppo giovane, ho la coscienza a posto, dall’altro ho dovuto prendere atto che anche spiriti apparentemente più “formati” trovano difficile uscire finanche dal seminato-lessicale se non hanno fatto studi specifici, un percorso universitario capace di aprire loro la mente verso il variegato e complesso mondo delle convenzioni, specie linguistiche.

Ciononostante (e anche a dispetto delle numerose maledizioni che mi sono tirata addosso), ho proceduto spedita come un treno, come mi accade il più delle volte. E per tanti versi ho goduto di questo percorso che andavo facendo di orchestrata distruzione del linguaggio politically-correct che ci ha ammorbato negli ultimi 70 anni (e che in molti casi continua ad ammorbarci ancora anche in contesti trendy che si dicono intellettualizzanti). Confesso che lo stesso percorso è stato utile sul versante formativo, ma è stato persino terapeutico nonchè illuminante. Tra le altre cose mi ha fatto capire meglio quanto data significazione, culturalmente motivata (nonchè ulteriormente customizzata dalla variabile asse temporale), attribuita alle parole, le faccia diventare armi potenti, apparentemente invincibili, e ad un tempo mi ha fatto riflettere su quanto sia comunque facile renderle innocue, basta solo un poco di coraggio in più.

Prendiamo per esempio il termine “bestemmia”. Questo termine per me è ridicolo in sé. Secondo la Treccani (1), tale parola denoterebbe una “espressione ingiuriosa e irriverente contro Dio, i santi e le cose sacre”, ma se questo fosse vero, occorrerebbe far notare almeno due punti pregnanti 1) Dato che non vi può essere espressione universalmente condivisa di ciò che è sacro, ogni cosa sotto il sole può essere in ogni momento “bestemmia”, 2) L’universo che ci circonda, lungi dal raccontarci che esistano esseri o cose “sacre”, ci racconta piuttosto che negli intendimenti della “sorgente delle cose” (quella che i credenti chiamano Dio), non vi è creazione che sia “spazzatura”, ovvero ogni “creazione” vive della stessa dignità; detto altrimenti Dio non crea spazzatura e questo dovrebbero saperlo gli adepti del dio di tipo biblico prima di tutti gli altri.

Ma il termine “bestemmia” non esiste nel mio vocabolario per infinite altre motivazioni, non ultima il fatto che se esistesse combatterei da par mio per abolirlo: non ci sono dei contro cui inveire, non ci sono “questioni sacre” contro cui portare dirispetto, ci sono solo uomini che si confrontano con l’infinitamente più vasto che ancora non comprendono e, nel far questo, bisogna dirlo, sembrano dei piccolo giganti, non dei bestemmiatori!

Debbo dire però che l’ultimo utilizzo del termine “bestemmia” sulla bocca del grandissimo papa Francesco (un papa che se non ci fosse stato sarebbe stato necessario inventarlo!), mi ha piacevolmente sorpreso. “La corruzione è bestemmia e cancro che logora le nostre vite!”. Parole sante quelle usate nel suo ultimo libro “Corrosione” di prossima uscita: questa volta è proprio il caso di dirlo. E val la pena di sottolinearle non solo perché raccontano una verità plastica nell’Italia del renzismo pernicioso, ma specialmente perché dette dal pontefice echeggiano nel mondo con la stessa forza (aumentata esponenzialmente), che noi piccoli blogger volevamo proporre con i nostri incauti tentativi di fare sperimentazione linguistica, o meglio con i nostri arditi tentativi di esprimere il nostro dissenso verso un sistema oggettivamente degenerato, attraverso l’utilizzo di un linguaggio liberato dai suoi atavici dogmi, dalla formalità, dal background incancrenito che lo “costringeva” da migliaia di anni ormai.

E senza dimenticare che questo straordinario papa argentino parla poco, specie negli ultimi tempi, ma quando lo fa non lo fa mai a sproposito. L’idea che con questa sua ultima crociata stia condannando a suo modo anche le esecrabili dinamiche che stanno accompagnando la censura del maledetto Caso Consip, ovvero dello scandalo Watergate italiano per eccellenza, non è troppo peregrina. E come non capirlo del resto, davanti ad una inchiesta sulla corrutela più immonda, osteggiata dai media di regime in un modo che non si era mai visto prima, davanti a un pastrocchio che è bestemmia contro ogni nostro valore civile e istituzionale più grande? Bestemmia?! I stand corrected!!

Rina Brundu

PS Siamo quasi in chiusura di una stagione straordinaria, ma in realtà il lavoro è solo all’inizio, sebbene si concentrerà per lo più su Ipazia, su altri argomenti. Detto questo Rosebud non chiuderà anche perché vedo che continua a ricevere un sostanziale numero di visite ogni giorno, vale a dire che anche in questo periodo meno attivo restiamo sempre oltre le 15000 al mese, che non sono poche per un sito orgogliosamente eretico per sua natura! Soprattutto, grazie alle università che sono il nostro sponsor più grande e in realtà il target verso cui guardiamo e guarderemo maggiormente in futuro. Grazie a tutti comunque e buona estate.

  1. bestémmia f. [lat. tardo blasphēmia, dal gr. βλασϕημία, rifatto secondo il verbo bestemmiare]. – 1. Espressione ingiuriosa e irriverente contro Dio e i santi e le cose sacre: bè un parlare oltraggioso contra il Signoreed è direttamente contrario alla lode divina (Segneri); diretirare una b.; letter., proferir bestemmieil vizio della b.; bche fanno rabbrividire, iperb. che fanno tremar la terra. La teologia cattolica distingue una bereticale, quando contenga cose contrarie alla fede, una bsemplice, costituita da mera ingiuria, una bimperativa, se esprima desiderio di un male a Dio; e inoltre una bimmediata, rivolta a Dio direttamente, e mediata, contro la Vergine, i santi, le cose sacre. 2. estens. a. Ingiuria, espressione offensiva contro persone o cose a cui è dovuta riverenza. b. Imprecazione. c. Giudizio gravemente erroneo, affermazione sconveniente, grosso sproposito (cfr. l’analogo uso estens. di eresia): non diciamo bestemmievia!Manzoni è un uomo grandissimoma non tutto quel che si credee troppo grossa bestemmia proferì quando esortava a lasciare i classici (Carducci). ◆ Pegg. bestemmiàccia; poco com. il dim. bestemmiùccia; accr. bestemmióne m., bestemmia particolarmente volgare o violenta.

 

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

3 Comments on Filosofia dell’anima – Dal linguaggio di Rosebud al papa Francesco di “Corrosione”: La corruzione come “bestemmia” e “cancro che logora le nostre vite”. Il pontefice contro il caso Consip?

  1. salvofigura // 18 June 2017 at 21:00 // Reply

    Posso ridere un po’ sul termine “bestemmia”? Ma solo perché, l’oggetto o la persona o il “puro spirito” del dileggio non può o non vuole difendersi. Non ho mai visto uno e mai si vedrà, che dopo una bestemmia cada a terra fulminato o infartuato o colpito da stroke. Prova invece a farlo verso la Boschi o Renzi o Mattarella o Berlusca o chiunque tu voglia, e fallo in piazza o nel tuo blog dove tuttti ti ascoltano. Vedrai la pioggia di querele da parte degli interessati. Ergo, discorso chiuso. Dio, della Bibbia, del Corano, del libro sacro degli Indù o di chi tu voglia non c’è e se c’è non sente e se sente non gliene frega un cappero delle nostre bestemmie. Punto.
    Quella bestemmia che tu riporti dal Treccani o di cui parli, è a mio avviso, solo una caduta di stile, una cafoneria, al pari di una parolaccia fuori luogo o fuori contesto. Ci stanno magari dopo una martellata sull’alluce ma non di certo in un discorso di alta filosofia o metafisica. Volendo poi traslare il senso della bestemmia, come ha fatto Papa Francesco, be’, credo che abbia ragione, ma anche qui, la parola betsemmia è fuori luogo. La corruzione, a mio avviso è un’offesa alla dignità della gente che lavora e che suda e che sanguina, al di là di qualunque significato “spirituale” che si voglia attribuire al termine, perché il corruttore fa il suo “bravao sporco lavoro” ma il corrotto sbaglia due volte, perché non è etico accettare offerte in denaro o prebende. Userei la parola “prostituzione” anziché bestemmia. Insomma, il corruttore è un magnaccia e il corrotto una puttana consenziente (perché ci sono le prostitute sfruttate e violentate, e per costoro ho pena e affetto).
    Io la vedo così.
    Salvo e buona estate

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  2. Certamente non può difendersi perché non esiste e se esistesse guarderebbe alla cosa ridendo come farebbe qualsiasi essere raziocinante. Superstizione, appunto, filosofia non ne vedo e la filosofia non si occupa di “bestemmie”, semmai appunto di portare l’essere raziocinante verso altre strade (La macrosegmentazione sotto “filosofia dell’anima” sta ad indicare altre questioni che non mi interessa spiegare in questo contesto).

    Nel contesto usato da papa Francesco invece il termine ci sta perfettamente perché le istituzioni sono una cosa seria e la corruzione è bestemmia contro la società civile.

    L’unico punto che si faceva nel post era sottolineare la forza con cui il papa si è espresso che, per molti versi, è la stessa usata dai blogger e generalmente in Rete in questi anni per esprimere dissenso verso un sistema corrotto.

    Questa cosa è stata compresa dai pochi, pochissimi, laddove i bigotti e i paparazzi trendy hanno preferito parlare di populismo o peggio.

    Da un punto di vista di analisi sociolinguistica invece, su questi argomenti ci si potrebbe scrivere una enciclopedia… anche con i dati raccolti in questi anni, ma credo che questo task esuli dal compito del post.
    RB
    PS La definizione della Treccani è la definizione della parola bestemmia in italiano e per sua natura non connota eticamente né in positivo né in negativo, denota solamente; è la prima lezione in ogni corso di linguistica minimamente decente, vox populi per ogni matricola.

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  3. salvofigura // 19 June 2017 at 11:32 // Reply

    Francesco può chiamarla come vuole, la corruzione. Per me è e resta, NON bestemmia, che non ha senso, bensì prostituzione violenta; ben più grave della bestemmia cui non do peso se non per dare del cafone a chi la adopera.
    Bonneville vie… per dirla alla Macron

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