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Elezioni amministrative – Mentono sapendo di mentire, ma hanno davvero vinto i lupi?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

forest-2056852_960_720Spesso faccio sogni strani, hanno un senso che a volte mi riesce di afferrare solo tempo dopo. Alcuni giorni fa ho sognato grandi tavolate, c’erano uomini allegri seduti a quei deschi e si davano reciprocamente pacche sulle spalle. All’improvviso un qualcuno che si era alzato e aveva fatto un giro tra le tavole imbandite, è tornato a sedersi al suo posto e ha sussurrato alla persona che gli era seduta a fianco: “Sono un branco di ladri!”.

Confesso che a questo particolarissimo sogno ho ripensato già ieri sera quando ho saputo dei risultati delle elezioni amministrative italiane, ma ci ho pensato soprattutto oggi quando, seppure stando bene attenta a cambiare canale all’istante, in diversi momenti mi è sembrato di notare grandi festeggiamenti e apparecchiamenti nella tv italica. Festeggiava l’immonda RAI che paghiamo con i nostri soldi, festeggiava il TG5 ormai perduto dietro alle pseudo-imprese del duce di Rignano, festeggiava finanche il “Piazzapulita” di La7 che stasera ci ha presentato un Nicola Porro vergine e in forma smagliante per la ghiotta occasione.

Nicola Porro, chi? Mi dispiace, ma da quando il grande Jimmy Wales ha creato la sua Wikipedia la domanda non è pertinente. Pertinente credo sia, invece, il mio sdegno ormai conclamato, se non fosse che… Sì, se non fosse che questa “gloriosa” vittoria (madre di tutte le vittorie?) che i morti viventi della prima Repubblica si attribuiscono (alcuni di questi finanche trecentenari, se così si può dire, quasi alla stregua di Matusalemme-sui-genereis contesi tra cielo e terra: la terra vorrebbe impacchettarli e spedirli su al più presto, il cielo tratta questi “pacchi” con molta più circospezione degli aeroporti di Sua Maestà di questi tempi!), e su cui i loro boiardi mediatici (attavolati anche loro a cotanto desco, proprio come da mio momento onirico), spendono l’inutile talento poetico nel vano tentativo di eternarla, tutto sommato fa proprio al caso del Movimento Cinque Stelle…

Mi spiego meglio; di fatto io credo che questo “inaspettato” momento di respiro che questi mostruosi parti dei nostri peccati amministrativi capitali (i.e. li abbiamo votati noi, in un qualsiasi tempo della nostra inutile vita politica!), si illudono di godere, sia una occasione unica per indurli a venire allo scoperto, come un branco di lupi affamati, e magari, guarda guarda, finanche convincerli a restituire al popolo sovrano una parvenza di governo legittimo anticipando le prossime elezioni: speriamo!

As for the rest... che il movimento del San Francesco Grillo continui con il suo onesto e indefesso lavoro che, come dimostrano tutte le percentuali ottenute dai candidati grillini, specie di quelli arrivati terzi, riguarda una forza politica che anche quando metà della popolazione va a votare mostra di valere su scala nazionale circa il 30-33%. Ma non basta, qui infatti si sta parlando dell’unica forza politica che oggi ha credibilità, che ha un ideale mandato a continuare a lavorare per rappresentarci un giorno, per restituire dignità, la dignità che merità, al nostro Paese infangato da quei figuri scaltri di cui alle tavolate dell’incipit. E senza dimenticare che si tratta di una forza politica che tutto dovrebbe fare tranne che cambiare il suo percorso di fronte a questi inciampi amministrativi, peraltro grandemente previsti alla vigilia. Che dire poi del ducetto tenuto a debita distanza, nascosto come la peste per vergogna, dal trionfatore di Palermo, Leoluca Orlando? O che dire di Pizzarotti, in quel di Parma: non viene forse dalla stesso partito di Grillo, non pesca forse in quell’elettorato?

Forse tutto ciò che ci resta da dire è che se in questa occasione sembra che abbiano vinto i lupi, da laici noi riponiamo comunque tutta la nostra fiducia del momento nel Grillo San Francesco, nella speranza che sarà tra sei mesi che potrà dare il calcio in culo definitivo che questi parti dei nostri momenti incancreniti si meritano: per noi, per l’Italia, per i nostri figli, per il futuro di una nazione avvilita dalla peggior classica politica di sempre, in questo universo e in tutti gli altri, nei secoli dei secoli. L’Amen ve lo risparmio!

Rina Brundu

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