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Concorsi scuola: che mondo?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Nico Grilloni

board-1614646_960_720Apprendo dal TG7, oggi 11 giugno dell’anno di grazia 2017. che nel recente concorso per l’assunzione in ruolo di maestre della scuola d’infanzia e primaria c’è stato un numero scandaloso di bocciati: sette su dieci (il 71%) e otto su dieci nel Lazio (il 79%).
In pratica non è stato possibile assegnare le cattedre messe a concorso. I commissari si sono trovati di fronte ad una situazione paradossale: “ha” senza h, “è” senza accento e, se non bastasse, una miriade di errori oltre che grammaticali e sintattici anche di ortografia. I commissari hanno cioè constatato errori su alcune regole basilari della nostra lingua, errori che, ove immessi in ruolo, quegli insegnanti avrebbero dovuto insegnare di evitare ai loro allievi.

L’esempio
Sui social sta andando alla grande il comizio di un candidato al consiglio comunale di una città calabrese, un certo Angelo Cofone. Il suo intervento è esilarante al punto da sembrare una comica ben studiata.
In confronto le esibizioni verbali di Cetto La Qualunque sono da letterato di rango.
Come a chiedersi: ma dov’è andato a scuola? A quale “buona” scuola ha attinto?

Quale mondo?
“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.”
È l’inizio di una bellissima poesia del poeta brasiliano Mario de Andrade che nel percorso ultimo dell’esistenza coglie finalmente l’essenziale della vita buttando via tutti gli orpelli e le medaglie per i quali si è soliti battersi fin dall’adolescenza e nell’età matura. È uno sguardo al passato e alle sue vacuità.
Io, che appartengo alla generazione del dopoguerra, memore degli entusiasmi dell’italiano del tempo che con la ricostruzione diede avvio al boom economico, mi pongo invece qualche domanda sul futuro guardando alle prossime generazioni, ai miei nipotini nati in un tempo che più fosco non sarebbe potuto essere.
In quale mondo vivranno? Avranno una scuola decente? Impareranno a scrivere e a far di conto? Sarà loro evitato il trauma delle guerre? Saranno sufficientemente tutelati da una società e da uno Stato che riporranno finalmente al centro l’essere umano. Ri-porranno, ovvero porranno di nuovo.
E non mi rispondo. Forse per vigliaccheria. Perché non penso che ciò avverrà, almeno a breve. Ma quasi per scaramanzia non voglio dire un sì o un no. Penso di no, ma un ottimismo inveterato che non vuole tradimenti, mi porta ad auspicare che si ri-porranno situazioni migliori, che sulla scena politica, nazionale e non, torneranno uomini prestigiosi di fine intelletto e robusta cultura.
Per certo, se guardo alle macchiette che al presente “fanno” la politica nel nostro paese e altrove, giustifico quel pessimismo che una speranza quasi assurda vuol relegare in angolo.
Poi penso ai corsi e ricorsi. A ben guardare infatti la storia ci ha proposto secoli bui e successivamente, in un’alternanza quasi fisico-matematica, secoli di grandi splendori: una sinusoide viaggiante nel tempo. E nello spazio. Per andare ovunque. In ogni luogo, dove i bambini non abbiano più a patire la fame e la sete, dove tutti, ma proprio tutti i bambini godano delle cure mediche e dell’assistenza sanitaria, dove intere famiglie non abbiano più a fuggire da guerre e lotte tribali, dove i mari siano nuovamente popolati da pesci e alghe e non da cadaveri, dove non ci siano più scienziati che ci dicano che l’uomo non ha responsabilità alcuna nell’inquinamento dell’aria e del mare, dove chi si diverte a giocare con missili e bombette atomiche sia stato finalmente chiuso in manicomio, dove, infine, i rappresentanti di un popolo non più ignorante siano stati scelti con sicura consapevolezza delle loro qualità e dei loro obbiettivi umani.

Nico Grilloni

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info@ipaziabooks.com

3 Comments on Concorsi scuola: che mondo?

  1. Il mio pensiero? Onestamente io penso che la maggior parte dei maestri e professori in Italia non siano preparati. Altro che e’ accentata o ha senza h robe che andavano bene per i nostri nonni… Non sanno nulla di matematica, fisica, non parlano le lingue (e a volte le insegnano), non hanno minime basi di filosofia (ma in compenso insegnano superstizione ovvero prostituzione dell’intelletto etc etc)…. E lo stesso penso di chi li ha scrutinati. Sbagliero’ sicuramente su alcuni individui, ma proprio su alcuni… i bastanti a confermare che l’eccezione conferma la regola.

    Fermo restando che la colpa non e’ la loro ma di un sistema vergognoso che fa capo ad un ministro che non ha nemmeno un diploma come si dovrebbe: davvero, di cosa stiamo parlando?
    Sic!

    PS Penso anche che nessuno dovrebbe mai insegnare senza avere prima esperienze lavorative e di ricerca sostanziali. In altre parole le regole che valgono per l’universita’ a maggior ragione dovrebbero essere adottate nelle scuole primarie, dove si fa sicuramente piu’ danno. Sic.
    Rina Brundu

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  2. Aggiungo infine che se io fossi un genitore italiano, farei come fanno molte famiglie in America, la formazione di mio figlio la gestirei io almeno fino alle superiori… perche’ a quel punto un intelletto e’ formato e tutte le basi sono state settate.
    Tra le tante puttanate che ho sentito ricordo ancora una madre che si vantatva: mio figlio ha 7 anni e niente computer, mica come tanti compagni, quando sara’ piu’ grande!

    Come spiegarle che il futuro di suo figlio era gia’ fottuto e che a 7 anni per il coding sei un dinosauro?, sic!

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  3. Ho letto con vivo interesse questo articolo, perché si tratta di una argomento che mi sta molto a cuore. Ho due figli insegnanti, rispettivamente in materie scientifiche e in lingua inglese e danese. Gli aneddoti che mi raccontano, ogni qualvolta l’argomento cade sui loro allievi, sarebbero spassosi, se non facessero piangere! Come fa una ragazza di 18 anni a confondere l’Austria con l’Australia? Ma questo è solo uno dei tanti…E sicuramente questa ignoranza crassa non è dovuta solo alle famiglie, che magari non hanno avuto un iter scolastico, o a insegnanti poco preparati. Oggi esistono tante fonti d’informazione, seppur nozionistica, come servizi televisivi a carattere documentaristico, telegiornali, e se non bastasse, considerato che questi giovani d’oggi hanno a disposizione il pc, possono documentarsi viaggiando in internet. Succede invece che usano il pc per guardarsi film poco edificanti, o per giocare con i video games. Il controllo da parte delle famiglie è quasi inesistente, considerato che per campare in Italia, devono lavorare entrambi i genitori, e i figli non sono sotto controllo. Leggere qualche buon libro è un optional destinato a pochi. Quindi gli errori ortografici sono all’ordine del giorno, il vocabolario linguistico limitatissimo. Ma come si fa ad arrivare al liceo, oppure all’Università, con un così basso livello culturale? Una selezione severa, sia nel caso degli insegnanti che in quello degli studenti sarebbe indicata. A casa nostra i libri sono pane per la mente, ma già i nipoti, esperti di informatica fin da bambini, non amano aprire un libro ed è fatica convincerli. Però se ho un problema col mio Mac, in quattro e quattr’otto me lo risolvono! Che dire? Ricordo che avevo una maestra elementare di Cagliari, si chiamava Angela Mura, ed era un vero cerbero. Ha portato la mia classe fino alla quinta, e poi è andata in pensione per cui aveva esperienza da vendere. Le mazzate che ci dava, se mettevamo una virgola fuori posto! Figuriamoci per gli errori ortografici o di sintassi. La odiavo, Ma oggi la ringrazio, perché per merito suo non ho avuto problemi nel mio percorso scolastico, dal punto di vista della scrittura. La grammatica va insegnata fin da piccoli, perché meglio si memorizza, e se si trascinano errori di base, difficilmente si riescono a correggere. Un po’ più di severità non guasterebbe, ma se le stesse maestrine sono impreparate (per non dire ignoranti) ecco il risultato!

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