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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

“Amici” di Maria De Filippi – Sul talento fine a se stesso e su un programma patinato che é apologia della mediocrità artistica. Una critica ragionata e grazie ad Aldo Grasso (di esistere!).

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

AmiciHeaderPatinato! Amici è semplicemente un programma patinato! Sono patinati gli sfondi, i concorrenti, gli ospiti in studio, i professori che colà insegnano, è patinato il parterre di giornalisti e il pubblico vociante. Credo sia infine questo a spiegare perché, nonostante il grande, indiscutibile talento che questi ragazzi sembrano mettere in campo anno dopo anno (in un “talent” che è oggettivamente il migliore nel suo campo), nessuno dei concorrenti o passati vincitori si sia mai affermato come artista a tutto tondo fuori dalla sfera di influenza della trasmissione televisiva che li sponsorizza, o perché questi stessi protagonisti mostrino dei limiti oggettivi quando si “provano” in contesti internazionali come fu il caso di Emma all’Eurofestival di pochi anni fa.

La fame! O meglio la mancanza della stessa (in senso lato) è un altro elemento che a mio avviso determina lo status quo suesposto: mai sentito (con esclusione forse di Goethe, che però era un genio, e di pochi altri), di figli di papà (anche qui in senso lato, di fatto si potrebbe pure scrivere “figli di tempi moderni troppo fortunati e facili“) che siano diventati grandi artisti. Credo che la capacità artistica davvero importante, che esiste in nuce nel dono del talento, sia solo meraviglioso e fortunato frutto di esperienza, sofferenza, di una strenua lotta impari tra il self-costretto e il mondo esterno; di una lotta impari che generalmente per portare significazione e connotazione artistica valida deve pure portare alla totale distruzione dell’Essere, conditio sine-qua-non per garantire visibilità all’interna luce dello spirito.

Il tratto posticcio, artificioso, artificiale è l’ultimo elemento che colpisce in questo programma. Colpisce perché non se ne comprende la necessità, mentre la conduttrice è per certi versi l’ideale low-profile che vorresti vedere sul palcoscenico a gestire il traffico e l’andirivieni dei protagonisti senza soffocarli o relegarli in secondo piano. Un merito non un demerito, s’intende, seppure discutibile nel suo essere probabilmente effetto prossemico-sui generis studiato con attenzione!

To cut this long story short, non bisogna certo aspettare l’incoronazione del vincitore per sapere che anche quest’anno l’Amici della De Filippi si risolverà in una apologia talentuosa ma patinata della mediocrità artistica. La maggior colpa? Secondo me soprattutto della pletora di “recensori”, “opinionisti”, “blogger a vario titolo”, “giornalistidenoartri”, critici di professione che lo sponsorizzano in questa forma, della loro incivile piaggeria verso il committente, con alcuni di costoro profondamenti convinti che la prossemica sia una fan avvinazzata di Gabriel Garko.

Ammetto però che non ho visto Aldo Grasso in quella platea di critici d’alto rango e, se colui non mi è sfuggito, questo in fondo mi consola: insomma, mi garantisce che non sono io ad essere esagerata sono loro che sono patinati! Già detto, e non basta un Saviano esageratamente retorico e scontato a riportare la “performance” in pareggio, sic!

Rina Brundu

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