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Sull’omelia del vescovo di Ferrara che ha suscitato tanto clamore. Lo scambio epistolare tra don Maurizio e…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Danila Oppio

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Danila Oppio

Faccio riferimento a questo articolo, e simili, riportati sul web.

http://bologna.repubblica.it/…/negri_vittime_manchester-16…/

Carissimo don Maurizio, ho urgente necessità di un tuo parere in merito a questa grandissima cavolata che ha detto il vescovo di Ferrara. Quando uno del clero (meno male che sta andando in pensione) parla senza valutare quello che gli esce da quella bocca, fa venir voglia di scappare a gambe levate. Come si fa a dire a dei ragazzi morti in un attentato, o a quelli feriti, una frase del genere:

(Monsignor Negri, rivolgendosi alle vittime dell’attentato):

 “Figli miei, siete morti così, quasi senza ragione come avevate vissuto”. Come fa a dire che sono morti quasi senza ragione (quasi?) come avevate vissuto? Che ne sa lui, di come hanno vissuto quei giovani che sono andati ad un concerto per trascorre una serata piacevole? E quella bimba di soli otto anni, la più piccola tra i presenti, ha forse vissuto senza ragione? Un simile personaggio deve mettersi in ginocchio e chiedere scusa degli insulti gratuiti che ha sparato da quella bocca! E i genitori di quei poveri ragazzi morti e feriti, se vengono a sapere che uno del clero ha vilipeso perfino il dolore, che cosa dovrebbero fare? Se quest’uomo è un rappresentante della Chiesa, io me ne chiamo fuori. Vergogna Negri, neppure sei degno di essere chiamato Vescovo! Dimmi tu, Don Maurizio, se non c’è da aver paura delle parole di quest’uomo? Quanti, ora inveiranno contro la Chiesa? Scusa lo sfogo, ma una persona così mette in cattiva luce tutto il clero. Ciao!
Danila

Ciao Danila, mi è davvero difficile in questo momento così doloroso trovare un senso alla dichiarazione di questo nostro apostolo. L’unico appiglio (?), potremmo individuarlo nella frase di accusa a quel mondo di adulti che non ha un vero desiderio di figli e, quando arrivano, non li educa, soprattutto a fare i conti col Male. La frase che grida vendetta alle nostre orecchie, a mio parere, è satura di sarcasmo; si proprio sarcasmo: l'”inutilità della vita di questi ragazzi” per Negri non è un’offesa al dono inestimabile e gratuito che Dio ci ha fatto, ma è il risultato di una società incapace di amarlo, educarlo, e dargli un fine che superi il contingente. Il vero MALE è in chi non comprende il valore di ciò che possiede e, ahimè, cerca di distruggerlo anche negli altri. Ripeto, da un vescovo dovremmo aspettarci parole più ponderate e comprensibili, perciò, mi dissocio completamente dal suo discorso; ti chiedo però di non incorrere nel facile errore di fare di tutta l’erba un fascio: la Santa Chiesa di Cristo non è il singolo, ma è l’insieme di tutti coloro che lo riconoscono come il Signore della vita.

Grazie don Maurizio, per la chiara risposta. Vedi, se si fosse riferito ai giovani kamikaze che perdono la vita e la fanno perdere a tantissimi altri, sarebbe stato un giusto discorso, perché questi giovani attentatori sono “ammaestrati” come cagnolini da chi muove i fili della loro vita, e dalla certezza che nelle loro famiglie non è stata data una giusta direttiva. E’ pur vero che molti nostri giovani sono capricciosi, e che molti genitori non rivestono più una sicura guida, ma resto del parere che quella frase è stata una scudisciata in faccia ai morti, ai feriti, e ai vivi che hanno subito l’attentato. Si pensa: se non fossero andati a quel concerto, per nulla necessario, ora sarebbero vivi. A parte la sacrosanta libertà di poter recarsi dove vogliono, senza il rischio di mettere a repentaglio la loro vita, quanti attentati sono stati fatti nei metro, dove la gente stava recandosi al lavoro o a scuola, o lungo i viali di una città? La colpa non è, quindi,  da addebitare ai nostri giovani, ma non vanno nemmeno accusati tutti i musulmani, piuttosto solo quei fanatici del Daesh. In ogni caso, un uomo di chiesa non deve sollevare polveroni che potrebbero accendere un’altra miccia pericolosa. Ciao e grazie per la tua chiara risposta.

Danila

Questa il breve scambio di opinioni con un sacerdote che stimo moltissimo, e che non ha le bende sugli occhi.

Vorrei mettere in chiaro il mio pensiero, nel caso fosse oscuro!

La mia ultima frase, nella prima lettera al sacerdote, è riferita al timore, sempre più presente, che molta gente dalla fede fragile, tiepida, possa definitivamente allontanarsi dalla Chiesa cattolica, per certe esternazioni che potrebbero essere anche giuste, ma espresse malamente, da parte di un Vescovo. Già la Chiesa è presa di mira a causa dei molteplici casi di pedofilia o di veri e propri ladrocini,  relativi a prelievi di forti somme, utilizzate per usi privati, da quei fondi che erano  destinati ad opere di bene. Di questi scandali non ne andiamo fieri, noi cattolici, anche se siamo persuasi che la maggior parte degli uomini di Chiesa siano persone che fanno della loro vocazione una missione vera. Ma si sa, basta una o poche mele marcie, per guastare tutto il cesto. Ovvero, sono sufficienti pochi gravi scandali, per insozzare anche chi non ne ha alcuna colpa.

Per questo chiedo di moderare le esternazioni poco ortodosse. Sono  gravemente nocive in un contesto sociale che versa in una crisi profonda. Ed è per questa ragione che ora i media si divertono a pubblicare l’omelia del Vescovo, interpretandola a loro piacimento. Resta inteso che, se il Vescovo avesse usato parole più moderate e meno taglienti, tutta questa bagarre non avrebbe avuto ragione di esistere.

 

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info@ipaziabooks.com

4 Comments on Sull’omelia del vescovo di Ferrara che ha suscitato tanto clamore. Lo scambio epistolare tra don Maurizio e…

  1. Cara Danila,
    perdonami ma a volte sono lenta… dove sta lo scandalo in cio’ che ha detto quel parroco?
    Spiegami per favore…
    1) Pure di guerra di religione si tratta (tutte le guerre in genere sono prodotte da simili questioni e argomenti sui quali il mio parere e’ noto).
    2) Trovo inoltre l’espressione “siete morti quasi senza ragione” giustissima… fatto salvo il quasi che toglierei dato che e ‘ indubbuio che quegli innocenti non dovevano morire…. ma sono stati assassinati da un pazzo…
    3) L’altra parte della frase “senza ragione come avevate vissuto” e’ piu’ opinabile…. ma bisogna capire cosa intendesse… i sacerdoti spesso parlano per metafore ma i teologi sono peggio: parlano per dogmi e pretendono che cervelli cogitanti li prendano sul serio. Comportamento a mio avviso intellettualmente scaltro e censurabile piu’ delle parole del parroco.
    Ripeto non ho capito, ma sara’ sicuramente un limite mio. Ciao.

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  2. Spiego subito. Quella frase: ” siete morti così, quasi senza ragione come avete vissuto” è insensata a dir poco. Che siano morti, senza quasi, ovviamente, senza ragione, è senz’altro vero. Ma dire “come avete vissuto” è un’esternazione fuori luogo. Che ne sa il vescovo, di come hanno vissuto quei ragazzi uccisi da un pazzoide? E quegli altri feriti? Se avesse voluto fare un discorso sulla “non educazione” che spesso accade ai giorni nostri, da genitori che non conoscono il loro mestiere di educatori, sempre occupati in mille faccende, lasciando i figli senza una guida sicura, non era questo il momento adatto.
    Questa sua omelia è piena di rabbia, “piena di sarcasmo” come giustamente afferma don Maurizio, ma io aggiungerei anche “cinica”. Insomma, se io fossi il genitore di una di queste giovani vittime, e avessi udito con le mie orecchie quanto vomitato dalla bocca di Negri, mi sarei alzata, avvicinata a lui, e sferrato un bel pugno sul naso. Un uomo di Dio non può e non deve sobillare ulteriormente l’odio, la rabbia, e soprattutto non può giudicare l’operato dei genitori, mettendoli tutti nel calderone degli indifferenti, degli ignavi, se vogliamo citare Dante in uno dei gironi del suo Inferno. Ma neppure lo può fare un uomo ateo. Insomma, se non esistono più parole di conforto, ma solo ingiurie gratuite, allora siamo alla frutta. E quello che mi fa rabbia, è che certe “insolenze” siano uscite proprio dalla bocca di una persona che dovrebbe dire ben altro. Spero di essermi spiegata meglio.
    Danila

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  3. Mah… non lo so, tu sei più esperta di me nella comunicazione della chiesa. Io onestamente non vedo tutto questo scandalo ma è pur vero che non ho prestato grande attenzione.

    Il miglior Gesù probabilmente però avrebbe tentato di comprendere anche l’errore dialettico di questo povero prelato, o no? Lo avrebbe scusato. A mio avviso prenderebbe pure un te con Bertone nel suo attico: io, lo confesso, fin lì non arrivo. Tanto meno a bere l’acqua blu che pubblicizza il “gentil” Insinna. Sic!
    Ciao

    Ps Sempre bene però praticare la critica onesta e firmata

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  4. Se mi sono indignata, è proprio perché so quali parole avrebbe potuto pronunciare in quell’omelia, invece di confondere le acque! Temo che Gesù gli avrebbe chiuso la bocca con un bacio, perché non avesse continuato a sproloquiare. Ricorda che Gesù NON era un buonista: ha rovesciato i banchi al tempio: Nel vangelo di Marco si dice che “rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio” (Mc 11,15-16). E nel vangelo di Giovanni arrivò perfino ad usare una corda per minacciare le persone (Gv 2,15).
    Inoltre disse:
    “Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono
    in me, gli conviene che gli venga appesa
    al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare”.

    (Matteo 18,6)
    Secondo l’esegesi, per piccoli non si intendono solo i bambini, ma tutte le anime innocenti.
    Da qui si evince che Gesù sapeva anche prendere posizioni dure, laddove ce ne fosse la necessità.
    Resto dell’idea che il Vescovo avrebbe potuto tenere quell’omelia in altra sede e momento, non nel contesto di un’eccidio che ha tolto la vita o ferito giovani creature. Senza neppure tener conto del dolore dei familiari.
    Questo è un dato di fatto, oltre che una mia personale opinione.
    Ciao!
    Danila

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