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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

SUL CAOS & LE STELLE DANZANTI

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Elena Ludovisi

La canzone che stai per ascoltare è intimamente legata alla mia attuale condizione interiore e, possibilmente, anche alla tua.

English version herebelow

Voglio iniziare questo aritcolo con una tautologia spicciola: per fronteggiare un problema, qualunque esso sia, è indispensabile conoscerlo (ma che geniah) e, fintantoché sarà solo il sintomo a essere considerato, il rimedio non sarà mai definitivo.

“Bisogna avere il Caos dentro per generare una stella danzante”, qualcuno ha detto in passato. Ebbene, fedele lettore, la stella danzante sei tu e il Caos è il coraggio di scoprire chi veramente sei. Focalizzàti questi due dati fondamentali, la logica conseguenza è che tutto deve partire sempre e solo da te.

Ci sono momenti in cui la vita ti manda il jolly vincente (che sia una persona o una realizzazione personale) e qualcuno o qualcosa ti ricorda che ‘non sei mai solo’. Come saprai, sentirselo dire è bellissimo, ma la veridicità insita di questo incoraggiamento è anche molto limitata; la vera grande e unica verità è che nella vita, nelle scelte e nelle circostanze più difficili sei sempre solo. E sei anche l’unico responsabile.

Se senti che questa frase ti fa paura o ti mette a disagio, è molto probabile che tu non sia ancora in grado di scegliere per te. E non c’è nulla di male ad ammetterlo; nessuno, in fondo, ci ha mai detto che la vita fosse una passeggiata.

Credo che in questa era, specialmente da questa parte del mondo dove ogni bene materiale è accessibile più o meno a tutti con enorme facilità, l’unica vera rivoluzione è, appunto, avere il coraggio di scoprire chi siamo. E mentre compriamo il cellulare fico che ci porta il caffè a letto o il bikini estate 2017 di Vèrsacedulitri, simultaneamente perdiamo il contatto con il Caos che dovrebbe trasformarci in quelle stelle danzanti di cui prima. Allora, a questo punto, cerchiamo il contatto col nostro vero io attraverso la condivisione di selfie sui social network (giusto per fare un esempio); detta in maniera più semplice, abbiamo bisogno di sentirci accettati perché quello che in realtà ci serve davvero resta sepolto sotto alle macerie della nostra attenzione spostata su priorità che puntano all’esterno anziché all’interno (mettece ‘na pezza).

Stiamo dimenticando l’enorme potenziale dell’intimità con noi stessi, del silenzio, della riflessione…

Lasciamo che ciò che ci circonda prende le decisioni al nostro posto. E anziché diventare stelle brillanti e danzanti ci accontentiamo di rimanere meteoriti di passaggio che prima o poi si sfracelleranno addosso a qualche pianeta.

Il mondo è sempre stato un posto piuttosto difficile con dinamiche, rapporti e situazioni talvolta davvero complessi da comprendere. Forse più il tempo passa e più l’essere umano si abbrutisce vicendevolmente; la dura legge del più forte sul più debole continua a ripetersi nella storia come fosse un pezzo del nostro codice genetico da cui non ci libereremo mai. Forse la pace tra gli uomini non sarà mai veramente possibile perché anche le migliori intenzioni possono rivelarsi atti di fanatismo puro; forse l’unico vero favore che possiamo farci è lasciarci stare e iniziare a riconoscere il limite entro cui finisce la tua libertà e inizia quella del tuo vicino, e rispettare questo limite sempre – della serie: “Vuoi andare a far la spesa col costume di Paperino addosso? Fallo, purché non ledi il tuo prossimo.

Ma sto divagando, il vero argomento di questo articolo è la singolarità di ognuno di noi e l’avventura di scoprirci e di conoscerci. In queste parole che stai leggendo, mio curioso e sensibile lettore, voglio che tu senta tutto il coraggio che ti è necessario per diventare la stella che (già) sei.

Ci hanno detto che l’uguaglianza è un valore intangibile e io penso che questo sia vero quando si tratta di punizioni – chiunque deve essere trattato allo stesso modo di fronte a un torto che ha commesso – ma per qualche motivo, in qualche modo a me sconosciuto, questo concetto è stato ribaltato; mentre il rispetto dell’individuo viene appiattito da una società basata su modelli che si riferiscono ad apparenza, estetica e immagine con l’effetto di renderci tutti uguali, gli uomini del potere fanno il bello e il cattivo tempo alle nostre spalle, e la forza più grande che possiamo dargli è insita nell’azione stessa di non generare il nostro Caos interiore, soffocando quelle peculiarità che ci rendono unici e consapevoli.

Caos è, in termini filosofici, Dionisiaco e purtroppo, specie con l’avvento del Cattolicesimo, ha assunto un’accezione negativa nella società odierna. Ma attenzione, lettore: questo è falso, perché non c’è rivoluzione che inizi senza Caos.

Caos è anche sinonimo di κρίσις, un’altra bellissima parola antica ed eterna (che ti invito a conoscere meglio qualora non l’avessi già fatto nei tuoi studi precedenti). Κρίσις è rottura e, in quanto tale, violenta. Ed è qui che entra in gioco il tuo coraggio; quando senti Crisi o Caos dentro di te vuol dire che c’è qualcosa che non va che DEVE emergere, o l’alternativa è che perdi la tua battaglia personale contro un mondo che funziona secondo logiche che disprezzi. E noi questo non lo vogliamo, o sbaglio? (Dò per scontato che no, non mi sto sbagliando, altrimenti puoi smettere di leggere qui e andarti a fare il selfie col nuovo bikini di Vèrsacedulitri che hai comprato ieri, ché io voglio parlare a gente sensibile perché non ho più tempo da perdere con la mediocrità).

L’unico modo che conosco per vincere inizia con lo smettere di prendersi per il culo. Tutto parte dall’accettazione della propria condizione interiore senza paura ma, anzi, con un enorme senso di tenerezza verso te stesso. Ti prometto che piangerai fiumi di lacrime quando scoprirai di essere qualcosa di più che un mero pezzo di carne che deve pagare le bollette e fare i conti con le tasse.

Attraverso questo articolo io ambisco a te che scopri la tua vera essenza che troverai dentro di te, fra cuore e cervello; che rintracci il motivo reale per cui sei qui e che lo prendi in pugno e lo stringi fino alla fine della tua missione e, possibilmente, anche oltre.

Lo so, sono grandi ambizioni per grandi persone (modestamente…), ma se succedesse con anche solo uno di voi io mi sentirei di esser spiccata in volo verso il Paradiso (sì, proprio come la canzone) e di esser scoppiata di gioia a metà del cielo tra le nuvole e le stelle, dove spero ci ritroveremo.

Nella mia infima piccolezza e condizione umana in cui mi trovo, posso solo dirti che forse il tuo vero tu è chiuso nel bambino che eri. Cosa ti piaceva fare? Disegnare? Allora forse sei un pittore o un grafico. Cantare? Allora forse devi formare una band o semplicemente cantare di più. Fotografare? Alora per favore lascia stare Instagram e piuttosto segnati a un corso di fotografia. Qualunque cosa sia, riappropriatene il prima possibile. Prima che sia troppo tardi.

Elena Ludovisi

 

ABOUT CHAOS & DANCING STARS

The song you’re about to listen is intimately related to my current inner condition and, perhaps, to yours too.

I would like to start this article with a simple statement: in order to face a problem, whatever problem is, you must know what it’s all about (wow, what a genius I am). And as long as it’s only the symptom that we pay attention to, the cure will never be permanent.

“You have to have a Chaos within youself to create a dancing star”, someone had said in the past. Well, my dear reader, that dancing star is you and the Chaos is the courage to find out who we truly are. Once we are focused on these two pieces of information, the logic consequence is that everything starts from you, always.

Sometimes Life is gentle enough to send you over the right card at the right time (could it be a person, or a personal realization), and someone or something whispers at you that ‘you’re never alone’. I’m sure you know how comforting is to hear such thing – yet limited. The real, unique, big truth is that when life plays it hard you’re always alone, as you’re the only responsible for your own choices and actions.

If you feel like this statement makes you uncomfortable is likely that you’re still not ready to make choices by yourself. And there’s nothing wrong to admit it: no one has ever said that life is an easy mission.

I believe that in this era, especially in this side of the world where every material good is dangerously easy to be reached, the real big revolution is, again, to find out who we truly are. And while we buy the latest super-cool new I-Phone or the latest super-cool bikini from Versace (unluckily I can’t make the same word game as in Italian here, sorry English readers), simultaneously we loose contact with that Chaos that is able to turn us into the dancing stars mentioned above. Hence at this point we seek a contact with our own selves through a pathetic selfie-sharing attitude on social networks (just to make an example). In easier words, we need to feel accepted because what we actually need is buried under the ruins of our attention focused on the outer instead on the inner.

We are slowly getting detached from the huge potential of intimacy with ourselves, from the silence, from the ability to think independently.

We let things surrounding us to take decisions on our behalf. And rather than become those dancing stars, we settle for just remaining meteorites destined to crash against a giant planet.

The world has always been a weird place with very complex dynamics to understand. Maybe, the more  the time passes by the more the human will keep demeaning reciprocally; the harsh law of the jungle keeps repeating its pattern in human history as if it’s written in its own genetic code. Maybe peace among all the humans will never be possible because another more ambiguous form of fanaticism could wear the mask of a ‘good intention’. Maybe the only real favor that we could do to each other is start to respect the limit within my freedom ends and yours starts – I mean: you wanna go to the grocery with a Donald Duck carnival custom? Fine, do it! As long as you don’t harm the others around you.

But I’m wandering off the real topic which is the singularity of each of us and the big adventure to know ourselves. In these words that you’re currently reading, my curious and sensitive fellow, I want you to fully perceive the necessary courage to become that big amazing thing that you already are.

They’ve told us that equality is an untouchable value and I think that such statement should be valid when applied in terms of punishment – everyone must be treated in the same way in front of a mistake that he’s done -, but for some reason in some way that it’s unknown to me this concept has been tipped over; while the respect towards someone’s individual essence is being literally raped by a society which bases its own values on appearance and aesthetics with the consequence to make us all the same, someone else with more power in their hand is doing whatever they want with justice. And the biggest strength we can give them is within the action to not generate that inner Chaos mentioned above, choking those peculiarities that make us so special and unique and, hence, aware.

Chaos is, in philosophical terms, recognized as Dionysian and unfortunately it’s taken a negative meaning in nowadays society. But careful, reader: this is false, as no revolution will ever take place without Chaos at its own base.

Chaos has a synonym as well, which is a beautiful, antique and immortal word: Κρίσις (and if you’ve never met such word in your previous studies I strongly recommend you to find out what that meant back in the ancient Greek superb era). Crisis means to break up with the past and as such, Crisis is often violent. And that’s precisely when your courage must rise up and play it hard. When you feel Chaos or Crisis inside of you it means that there’s something wrong and that it requires attention, or you’ll be likely to lose your personal battle against a society which is overcoming through a modus operandi you don’t agree with. And we don’t want this to happen, right? (I give for granted that you and I do not want this to happen for real, otherwise you can stop reading here and go back to your pathetic selfie attitude because I don’t have time and energy to waste with mediocrity anymore).

The only way I know to win over this starts with you ceasing to fool yourself. Everything starts from the acceptance of your inner conditions fearlessly; from you looking at you with the biggest sense of tenderness that you can experience. And at that point I promise that you’re likely to cry rivers of tears when you find out that you’re not just a piece of walking-flesh in charge of paying bills and dealing with taxes.

Through this article I crave you to discover the real you and stick with it forever; I crave you to investigate your vastness between heart and mind, find what makes you so special and clench it in your fist until the end of your mission and, possibly, even beyond.

I know, this is such a huge ambition. Huge ambitions are only for huge personalities though (haha! Yes, I’m “humbly” talking about myself now). But if that would happen even with only one of you all, I’d feel as if I’m soaring up in the sky between the clouds and the stars where we will meet again, hopefully.

In this little human condition of mine I can only tell you that perhaps the real you is locked in who you were when you were a child. Did you like drawing? Well maybe you’re a painter. Or was it singing? Then maybe you should form a band or, even more simply, sing more often. Was it photograph? Then please quit Instagram and join a photography course.

Whatever it was, please get back to it as soon as possible.  Before it’s too late.

Elena Ludovisi

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