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Filosofia dell’anima – Giovanni Falcone. E in morte di Roger Moore.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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FalconebnFilosofia dell’anima vuole anche dire poter associare due vite così diverse come quelle di Roger Moore e di Giovanni Falcone e trovarvi diversi spunti di riflessione. Nulla di strano del resto, in entrambi i casi si tratta di vite che insegnano, meglio ancora, in entrambi i casi si tratta di “vite”. Non è un inciso banale dato che non può esservi filosofia dell’anima senza una o più vite di background che la fanno essere, la giustificano nel suo esistere.

Adesso scriverò anche un’altra di quelle considerazioni che mi porteranno tanti altri amici tra gli inetti d’intelletto: chisssenefrega!, non è da quelli che mi interessa ricevere approvazione. Per essere più chiari io l’approvazione non me l’aspetto da nessuno, neppure da Dio in terra, ma fa sempre piacere scoprire un qualche altro spirito dotato del tuo stesso tratto irriverente, della tua stessa forza di sfida gagliarda prima che quella vada a morire omologata e affetta dalla sindrome senile come sempre accade ad ogni essere nato per crepare, prima o poi.

Ecco, il mio inciso forte di oggi è questo: io non ho mai amato particolarmente la figura di Falcone e mentirei se scrivessi diversamente. La verità recita piuttosto che quando Falcone è morto io vivevo in perfetta ignoranza della sua vita, delle sue lotte, della forza della sua etica, del suo faticare quotidiano. Solo il suo assassinio me lo ha fatto scoprire e la sua eredità me lo ha fatto ammirare ogni giorno che passava: stupida me! Come non bastasse anche questo processo di “ammirazione” si è estrinsecato in maniera naturale ma lenta perché io, a differenza della bella gente, della gente di mondo, degli opinionisti trendy che bazzicano in tv, degli scrittori colti (dove?) non mi sono presa la briga di andare a conoscere meglio Falcone e la sua filosofia dell’anima neppure dopo la morte. Ne ho apprezzato qualche aforisma, certo, ma sono stata sempre troppo “lazy” intellettualmente per ingegnarmi a conoscerlo meglio, a leggerne i libri, ad ascoltarne i discorsi, ad impararne le lezioni.

Tuttavia sono pure certa che Giovanni Falcone mi perdonerà anche perché in questi anni in cui non ho fatto nulla per avvicinarmi a lui, lui si è in qualche modo avvicinato a me. Si è avvicinato quando scoprivo la maniera infame con cui lo hanno prima avversato e poi lasciato solo gli stessi colleghi di lavoro, si è avvicinato e si avvicina a me quando lo vedo ogni giorno ricoperto del liquame che in forma di apologie-false gli butta addosso la casta politica peggiore di sempre e che, ritengo, Falcone avrebbe schifato come la merda più zozza. Si è avvicinato a me ogni volta che sento delle battaglie che porta avanti la sorella, la quale non si è mai fatta turlupinare da questi avvoltoi di mestiere e ha sempre preferito coltivare la miglior memoria del fratello, sovente rinunciando ad onori e glorie.

Ecco, ripensandoci la vita di Giovanni Falcone è una di quelle vite che insegnano che io non ho bisogno di adulare, studiare, analizzare. La sua didattica discreta si insinua in me senza che me accorga e diventa mia per affinità elettiva, che altro si potrebbe volere di più? La stessa cosa, per esempio, non mi accade con la vita di Roger Moore che è morto oggi. Roger Moore è stato un attore molto conosciuto, fortunato. Da bambina mi piaceva, nel tempo anche la sua performance di Bond è diventata solo la terza o la quarta nella lista delle mie preferite.

A dirla tutta io su Roger Moore non ho nulla da dire ed è per questo che ne scrivo. Questo fatto del non avere nulla da dire mi colpisce in qualche modo. E quindi mi interrogo: come può una vita così fortunata non insegnarmi nulla? Ma naturalmente mi sto imbrogliando. In realtà quella vita mi insegna proprio non insegnandomi nulla, mi insegna assicurandomi (per contrasto) che la vita non sono i sogni di gloria holliwoodiani ma che… è altro. Meglio ancora, la vita denota non connota… proprio come quella di Falcone che è stata capace di imporre la sua etica innata a dispetto di tutto e di tutti, dei tentativi mafiosi di zittirla e di quelli mediatici di turlupinarla con la dialettica rancida.

Rina Brundu

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