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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Facce da fichi d’India – Ancora sull’incredibile entente cordiale M5S-PDR proposta dal duo Zagrebelsky-Travaglio.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su Rosebud… (Ignazio La Russa. aka rb)

Rina Brundu

prickly-pear-1608572_960_720.jpgQui c’é da riformare un Sistema non da mettere su una balena bianca governativa! Questa sarebbe la prima obiezione che d’istinto mi viene da muovere all’incredibile proposta del costituzionalista Zabrebelsky, e ripresa da Marco Travaglio l’altra sera ad “Otto e mezzo” (La7), in favore di una entente cordiale tra i pentastellati e il PDR (Partito di Renzi), in vista di una possibile futura coalizione governativa in grado di superare un eventuale stallo proporzionalista. Naturalmente, ci sarebbero anche tante altre cosette che mi verrebbe da dire “d’istinto” (boccaccia mia!), ma mi trattengo semplicemente perché Gustavo Zagrebelsky è personaggio degno esattamente come lo è Marco Travaglio, mentre lasciandomi andare troppo allo stile digitalitalico finirei per fare la figura barbina e cafona che a suo tempo fece l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi quando si scontrò con questi due signori (specie con il primo), in occasione della sua inqualificabile campagna a favore dello stupro della Costituzione italiana.

Detto questo sono due giorni ormai che non riesco a digerire soprattutto la “ripresa” televisiva dell’argomento azionata dal mio personalissimo idolo giornalistico, aka Marco Travaglio. Dunque debbo scriverne, anche rubando il tempo ad un tempo che non c’é e mi chiedo: ma di cosa stiamo parlando? Altre questioni, secondo me anche queste meritevoli di attenzione sono: ma non è che anche il direttore de Il Fatto Quotidiano sta attraversando quel difficile momento dell’esistenza (no, non sto parlando della menopausa!), in cui bisogna cambiare pusher? In cui gioco forza bisogna trovare qualosa di più “potente” della solita sostanza leggera onde stimolare al meglio il neurone rincoglionito? Non sono domande peregrine come potrebbero sembrare a prima vista. Piuttosto mi chiedo pure: come si fa a dire che i pentastellati dovrebbero ricercare una futura intesa governativa con il Renzi delle origini che non era “neppure male”? A meno che non stesse dicendo che tutti i grillini debbano fare i boyscout (attività assolutamente degna e forse necessaria a più di un politico così come ai cittadini che quei politici amministrano, ci sono infatti ancora diversi insetti pericolosi che vagano nelle nostre foreste e che con un singolo “bite” potrebbero risolvere i problemi per sempre!), o auspicasse che tutti  i grillini partecipino ad un quiz televisivo che ne rilanci l’immagine su scala nazionale, non si capisce davvero di cosa stesse parlando il direttore.

Di fatto io pensavo che Travaglio fosse stato presente in Italia mentre uno scaltro giovinotto toscano, con uno stile degno dei migliori complotti politici orditi nella sua avita terra al tempo dei Borgia, sgrafignava il posto al precedente Premier e portava la sua corte di nani interessati e ballerine anelanti a Palazzo Chigi; pensavo che Travaglio abitasse in Italia quando quello stesso signorotto ha iniziato una obsoleta quanto naif campagna di “conquista” del territorio, ma non venendo incontro alle necessità della sua gente quanto piuttosto piazzando i suoi boiardi addestrati in tutti i posti chiave immaginabili della pubblica amministrazione dello Stato; pensavo che Travaglio abitasse in Italia quando quello che nel breve si è auto-manifestato come il ducetto di Rignano, faceva e disfava a suo piacimento nel mare magnum di un crescente dissenso popolare; pensavo che Travaglio abitasse in Italia quando il suddetto ducetto volava a Machu Picchu, o nella Silicon Valley alla stregua di un bambino un po’ “difficile” che si è accorto solo venti anni dopo del miracolo colà avvenuto, e pagava questi suoi “whims” trendy con i soldi del contribuente (ovvero, i nostri); pensavo che Travaglio fosse in Italia quando, mentre il bomba (altro soprannome assegnato in virtù delle pubbliche virtù mostrate) si dedicava agli scazzi e agli intrallazzi con gli emiri arabi sempre munifici di rolex d’oro poi puntualmente spariti, un Paese che viveva la crisi economica più straordinaria di tutti i tempi, restava solo con se stesso, ridicolizzato e mobizzato dalla comunità internazionale, e non sapeva dove guardare; pensavo che Travaglio fosse in Italia quando lo “scherzo” di Rignano ha monopolizzato l’attenzione di una nazione intera, reso meri servi della gleba quali effettivamente erano (e di fatto questo è l’unico merito del governo Renzi!), i nostri giornalisti più “quotati” (nei circoli rotary de noartri), messo sotto amministrazione controllata la Rai e calpestato la dignità delle nostre istituzioni in una maniera così indegna che, ritengo, se avessero potuto i nostri “veri” padri della patria, si sarebbero sollevati dalla tomba anche loro pur di dire un “No” tonante alla riforma di quel pezzo di carta che ci ha donato la nostra libertà e che loro, con i loro sacrifici (sovente della vita), erano riusciti a fare esistere anche su piano factual.

Che poi Travaglio non è nuovo a simili “esplosioni” opinabili, suggestive di un’età senile incombente. Solo poche settimane fa, con un altro editoriale discutibile ne è venuto fuori idealmente suggerendo che noi dovremmo “abbracciare” il Renzi sconfitto. Sono ancora orgogliosa della calma con cui “risposi” a quella argomentazione; mi limitai a considerare che prima di abbracciarmelo il ducetto poteva “andare a fare in cul”. Confesso però che oggidì non so se se riuscirei a mantenermi altrettanto “cool”. Fermo restando che a mio avviso è proprio la pratica tutta italica del voler “dimenticare” a tutti i costi il passato politico “scomodo” (del voler mandare sempre tutto a tarallucci e vino), che ci ha portato dentro il baratro in cui viviamo attualmente, che dire dell’attuale fase decadente del renzismo? Forse è in virtù di questa nuova età dell’oro che Travaglio vorrebbe sdoganare Renzi? Ho le mie riserve. Per la serie “non ti cago perché ti profumo”, come spiegare il fatto che abbiamo un ministro delle Finanze che a dirgli di sembrare lui l’avatar dell’imitazione che ne fa Maurizio Crozza è fargli un complimento? Solo ventiquattro ore fa davanti all’inevitabile declassamento del Paese da parte di un’altra agenzia di rating, questo facoltoso signore non è riuscito a fare altro che a “garantire” sul come l’economia italica migliorerà l’anno prossimo e l’anno dopo. Furbo PierSilvio-PierCarlo Padoan: è quasi un decennio ormai che lui e i suoi colleghi che lo hanno precededuto ripetono questa ridicola tiritera, prima o poi l’evento dovrà manifestarsi di suo, proprio come la venuta di un nuovo Messia o l’arrivo degli UFO, lo dice la statistica, lo dice la probabilità.

Ma forse sbaglio io, forse Travaglio vuole che il Paese rinnovi la fiducia al Renzi delle origini in virtù della grande armata Brancaleone, pardon, in virtù dell’ammirevole selezione fatta dei membri del suo Esecutivo. Una pattuglia di nostri rappresentanti tanto in gamba che tuttora fanno parte, a scatola chiusa, del corrente Esecutivo Gentiloni (si fa per dire). Sarà così? Tutto può essere, fermo restando che non avrebbe fatto male all’immagine del Paese averne almeno uno tra codesti “alti” rappresentanti che fosse entrato in qualche università anche per sbaglio, qualcuno che la tesi se la fosse fatta di suo, qualcuno meno attento all’epidermide e più ai contenuti e, dulcis in fundo, qualcuno orfano onde non far soffrire i peccati di una intera dinastia familiare a tutta la nazione.

Mi fermo qui. Non ho tempo per dirimere, ma a mio avviso basta. Basta ad interrogarsi se questo è un uomo… pardon se questo è il leader di partito con cui i pentastellati, secondo Zagrebelsky e secondo Travaglio che ne ha ripreso adorante la coglionata (qui mi si perdoni il termine ma era ormai tempo che il mio preferito stile digitalico prendesse il sopravvento), dovrebbero cercare un’intesa politica. Per fare che? Per ballare allucinati sulla carcassa spolpata della nostra amata nazione? Mi ripeto, qui c’é da cambiare un Sistema non da mettere su una balena bianca governativa che eternizzi le malepratiche che ci hanno strozzato fino a questo momento, e chi non ha capito questo dovrebbe “servire e tacere”, non importa il suo ruolo, o almeno dovrebbe evitare di esternare urbi et urbi. Sempre con infinita stima per i due signori citati in questo articolo.

Rina Brundu

 

 

 

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

1 Comment on Facce da fichi d’India – Ancora sull’incredibile entente cordiale M5S-PDR proposta dal duo Zagrebelsky-Travaglio.

  1. E quando Travaglio ha dubbi sul fatto che occorra cambiare il Sistema… si legga questo ovetto fresco fatto dal suo stesso giornale: manco il Quirinale si salva più!
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/23/bando-per-la-tenuta-di-castelporziano-scelta-la-figlia-dellex-vicesegretario-del-quirinale-pronti-ricorsi-non-ha-requisiti/3534924/#disqus_thread

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