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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Ora vuole pure li sordi

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.
(George Orwell)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non dico che per rinnovare la fiducia al renzismo occorra essere ad un tempo rincoglioniti e coglioni, però aiuta! (Rina Brundu)

Nico Grilloni

renzi100Renzi, sì, Renzi, l’ex premier (o premier per interposta persona?) non ci crederete, mi è simpatico. Chi mi conosce non ci crederà ed è allora necessario che spieghi. Mi è simpatico perché in fondo rappresenta un profilo italiano (d’antan?), un’italica caricatura, una delle tante che ci attribuiscono anche all’estero. No, non è chitarra, mandolino e pizza. Quello è ancora un altro profilo, ma che è comunque possibile immaginare, in specie adesso che ha messo su pancetta e pappagorgia, nella cucina di Ciro a Santa Brigida mentre impasta acqua e farina. Il profilo a cui però principalmente mi riferisco è quello dell’italico fanfarone, del gradasso di borgata che, in quanto tale, viene preso sul serio e anche riverito dai compari del quartiere. Da quei compari che portatori di notevole incultura e istinto ruffianesco, vivono per lui, cantano per lui invidiandone eloquio e disinvoltura. È il classico personaggio italico che gode dell’adulazione, poco interessandosi della fonte da cui proviene. Perché in genere, la persona normale, anche moderatamente narcisista, è in genere attenta allo spessore dell’adulatore sempre sperando che questi sia di un certo livello culturale e intellettivo. Renzi no. Naturalmente dotato di un narcisismo elefantiaco, non va molto per il sottile e si bea comunque del plauso senza molto osservare la consistenza, intellettiva e culturale per l’appunto, della platea.

Una platea, ad onore del vero, non più numerosa come “ai bei tempi” del giovane ruspante. Di quel giovanotto che, ancora in forma, non ancora imbolsito, dichiarava a destra e a manca che nel volgere di una notte avrebbe rivoltato l’Italia come un calzino, avrebbe rottamato tutti coloro che avessero osato opporsi alla sua crociata salvifica, che ci indicava un sol dell’avvenire quasi fossimo all’indomani del Risorgimento. No, quel tempo è passato. Adesso si sta dando, a fatica proprio perché imbolsito, a raccogliere i cocci di ciò che non avrebbe mai pensato di rottamare, ma che, non so quanto a sua insaputa, ha rottamato: i cocci del Pd. Nella speranza di poterli magicamente ricompattare ricostruendo un contenitore dove raccogliere un consenso del 40 per cento. Ed è questo il profilo dell’ex premier che mi fa simpatia. Questo caparbio credere di essere l’araba fenice del XXI secolo, l’araba fenice modello 2.0.

Senza rendersi conto che anche questa è una fanfaronata, una smargiassata da giovane di quartiere che vuole dare ad intendere di avere la carte in regola per scalare la guapperia. Intendiamoci: Renzi non è un guappo. Lui, ignaro del male che fa a se stesso, vuole solo apparire guappo: con la tipica arroganza, col passo sicuro, con la dialettica vuota, ma ad effetto.

Mi ricorda, ad ogni apparizione in video, Cetto La Qualunque. Ma Cetto aveva però un pregio: le promesse fatte in campagna elettorale in buona parte le manteneva passando addirittura alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, “u ponti du pilu”. E questa differenza fra Matteo e Cetto non è di poco conto. Perché proprio le promesse eccessive, numerose e reiterate e poi non mantenute sono state la buccia di banana dell’ex premier. Che però, vale ch’io lo ripeta, mi è simpatico. Sì, che volete farci, ho una naturale propensione a voler bene ai perdenti.

P. S. Stamattina ho letto su “Il fatto quotidiano” che anche ad Andrea Scanzi il Matteo Renzi non sta antipatico. Ma a Scanzi fa tenerezza, a me no, a me sta comunque sulle palle. E oggi, dopo la comparsata di ieri a “Otto e mezzo”, ancora di più. Perché? Perché adesso ha perso anche il benché minimo fair play che, sebbene con evidente fatica (il fair play non esiste nel suo DNA), fino a poco fa riusciva ad esibire. Adesso – sperando che il Cav. di Arcore non si offenda – adesso è proprio berlusconiano: minaccia querele a destra e a manca. Insomma, come dicono i borgatari romani, “vuole li sordi”. Anche da Travaglio. Il cui unico torto è quello di fare il giornalista a tutto tondo. A proposito – in merito alla censura di Stato – a quando l’editto fiorentino?

Nico Grilloni

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

3 Comments on Ora vuole pure li sordi

  1. Nico, stavo per eleggerti titolista più più di Rosebud. Ma prima di procedere attenderò conferma che hai cambiato pusher: quello di Scanzi non va bene specie per un giornalista d’assalto.
    Buona Pasqua, grazie:)

    Liked by 1 person

  2. salvofigura // 14 April 2017 at 16:36 // Reply

    Ma no, anche il bulletto di Rignano ha promesso e mantenuto “Pilu”. La Madia ministra copia-incolla, l’altra… di cui mi sfugge il nome, né laureata, né diplomata, forse un corso serale da parrucchiera e tingicapelli, ma ministra della cultura e della ricerca scientifica, e infine la beata, santa Boschi, “Mercuria” al femminile(noto dio protettore di ladri e viandanti) Maria Elena Boschi.
    Se non è “Pilu” questo e anche di classe, ditemi cos’é? Certo, sono dee intoccabili, inaRRIVABILI, INSOGNABILI, ma dèe sono e la Morani… che strilla e urla in ogni talk contro Grillo e i 5 stelle manco avesse visto un topo. Già, stupratori come i grillini dove li si trova?
    Suerte.
    Salvo

    Like

  3. Il problema è che serve altra classe dirigente: al PD!

    Like

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