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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Diario di bordo – Speciale primavera. E sulle collaborazioni con il sito e con Ipazia.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Rina Brundu

rose-animated-gif-14Oggi sono rimasta sorpresa dalla performance di questo sito a marzo. Sono rimasta sorpresa dalla performance di un sito che ormai vive completamente liberato dagli aggregatori e che in fondo a marzo ho abbandonato pure un poco, causa i tanti impegni, ma che continua a veleggiare in maniera sostanziale, importante.

Tuttavia non è certamente questo il miglior risultato ottenuto negli ultimi giorni. Sicuramente resta una specie di perla il lavoro che si è fatto con i testi di Ipazia dedicati ai contadini di Sardegna e ormai assicurati in luoghi dove vivranno per sempre. Secondo me resta una “perla” soprattutto perché portata avanti nel privato riguardando questi libri luoghi geografici che, causa una assoluta assenza della politica e della scuola, della formazione, di una coscienza d’intelletto anche basilare, non avrebbe potuto realizzarsi altrimenti. La speranza è che possano trasformarsi in una sorta di camera del tempo, magari riscopribile tra cento anni, la quale conserverà traccia di quella preziosa memoria e di noi con quella, anche se questo è il tratto meno importante.

Nel mese di aprile, Ipazia proporrà anche altre sorprese straordinarie e altre ne verranno più avanti, sempre di più, particolarmente con riferimento ai testi che riguardano gli studenti, i ricercatori, i professori universitari and so on and so forth, ma sempre facendo un piccolo passo dietro l’altro, come solo si può fare quando si lavora seriamente, impegnandoci e investendo di persona, non vivendo di sovvenzioni pubbliche.

Per quanto riguarda Rosebud ci sarà una piccola pausa da metà aprile fino a fine maggio, anche se i lavori inviati continuerò a pubblicarli nei momenti liberi. Il piano è di continuare a vivere questo anno in maniera più defilata e poi, terminato ormai un settennato di scuola secondaria che era necessario, muovere verso un altro tipo di approccio più impegnato. Magari anche più “rigoroso” come raccomanderebbe Umberto Eco, ma sempre partendo dal sostrato creato che è humus prezioso.

In generale posso garantire che il sito offre grande visibilità e notevoli soddisfazioni a chi lo frequenta con il giusto spirito. Da questo punto di vista consiglio ai validi autori di mettersi in contatto anche per delle collaborazioni con Ipazia, in qualche caso pure pagate come usa questo editore e come i suoi autori potranno confermare. Non scrivete però tanto per fare. Ho avuto simili contatti e non servono a niente, si riesce a percepire l’assenza dell’impegno e del desiderio di lavorare tutte le miglia che separano l’Italia dall’Irlanda. Non bisogna dimenticare, infatti, che questa è una diversa cultura e anche se Ipazia pubblica solo in italiano per il momento (non sarà così in futuro), resta una casa editrice irlandese. Presto però ci sarà una pagina di feedback e di referenze degli autori che hanno lavorato e lavorano, anche nel background con Ipazia, e questa penso sia la miglior garanzia e conferma del mio dire.

Per il resto continueremo così, sempre cercando di restare noi stessi, senza mai tentare di proporci migliori di come siamo né peggiori perché non amiamo le autoflagellazioni bigotte. Men che meno la falsità. Ci piace pensare di essere spiriti liberi, dotati di una formata coscienza di intelletto, proni a fare e a sbagliare, ma anche determinatissimi a riprenderci sempre e a migliorarci in un loop infinito, perché questo è in fondo il vivere e il morire, ogni giorno.

Besos e grazie a todos. Anzi, ora che ci penso, un grazie speciale ad alcune persone straordinarie che mi hanno sostenuto in maniera importante in questi mesi, senza mai farsi sentire, senza mai comparire, che mi hanno insegnato che se è vero che nella vita si può incontrare il peggio (che basta scansare), si può incontrare anche il meglio che bisogna inseguire e da cui si può imparare. Davvero tanto. Tutto il mio affetto, la mia ammirazione incondizionata a queste persone che posso contare con le dita di una mano, nella certezza che in qualche modo saprò ripagare la loro generosità e fiducia. Oggi di questo ho una certezza – forse incentivata da questo bellissimo mattino domenicale d’Irlanda – che in dato modo percepisco inferiore a quella che avrò domani e sicuramente superiore a quella che avevo ieri.

RB

(Qui sotto in versione Michael Jackson come sono un poco in questi giorni, in questi giorni di attività febbrile come non mai).

 

rbblessingtolakes19mar2017color

19 marzo 2017 – The Blessington Lakes (Ireland)

Come una farfalla…

Come una farfalla….

Che non fa che volare
Incapace di fermare
Il moto del vento
Incapace
Di frenare
Lo scorrere del tempo

Incapace di godere
I suoi stessi colori
Incapace di lenire
I suoi mille dolori

Come una farfalla
Che vorrebbe dormire
Lasciarsi andare e poi
dolcemente morire.

03.11.2012

(Tratta da “Poesie 2007-2016” di Rina Brundu, Ipazia Books, 2017)

 

 

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

9 Comments on Diario di bordo – Speciale primavera. E sulle collaborazioni con il sito e con Ipazia.

  1. iva21liberoit // 2 April 2017 at 19:24 // Reply

    Sei inarrestabile, sempre piena di belle novità, sempre curiosa della vita di cui offri a tutti noi una parte importante e preziosa.
    Non smettere di regalarci momenti belli e di profonda intensita’
    Grazie Rina

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  2. pezzo intenso e autentico,,mia cara farfalla sacra. Poeticamente verso quel che resta del giorno. Hugs Ornella

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  3. Ciao Iva, Ornella, grazie. Scusate il ritardo ma oggi sono stata nei luoghi di Braveheart e di Mel Gibson (Trim, contea di Meath). Magari dopo pubblico qualche foto. La verita’ e’ che sono stanca piu’ di quanto pensassi e avevo bisogno di uscire. In questo castello ho anche infilato la testa e le mani nei ceppi medievali, mancava solo un flagellante… ma rispetto a tutto il resto mi e’ parso di riposarmi:)…. Bisogna andare piu’ lenti non si hanno piu’ 15 anni, sic! a poi. ciao

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  4. Grazie per l’articolo che hai scritto e per questa bella poesia! Buone vacanze, riposa o, conoscendoti, fai meno cose e con molta calma. Bellissima la tua foto che hai pubblicato, un fiore tra la natura!!!
    Ciao! Danila

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  5. Grazie Danila…ma il riposo non è contemplato:)
    Ciao

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  6. sitting on the dock of the bay, wasting time, no?

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  7. Unclear. Are you sitting on the dock? ciao

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  8. no, pensavo che imparare a perdere tempo nel senso di prendersi una pausa e starsene lì ad oziare può far bene (forse) e allora mi è tornata alla mente la meravigliosa canzone di Otis. Ma hai ragione, così come l’ho scritta è proprio una frase oscura.Ciao! molto suggestiva la foto Braveheart. Mi piacerebbe “oziare” da quella parti.

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  9. Colpa mia non conosco né Otis né la canzone. Purtroppo non tutti abbiamo il tempo di oziare, da noi non ci sono sovvenzioni statali e bisogna lavorare. In realtà con me è più difficile convincermi ad uscire per una gita fuori porta, ma ieri, mercé anche il primo sole che tocca l’Irlanda, ho mandato tutto aff.. e sono uscita. Non sapevo in realtà che a Trim (pur non troppo distante da noi) ci fosse un castello normanno cosi grande, men che meno sapevo che nel 94 ci avessero girato Braveheart che pure non ho mai visto per intero… che ricordi.
    In ogni caso la mia favorita resta la rocca di Cashel, dopo le isole Aran s’intende.
    Il prossimo trip quando sarà lo voglio fare di nuovo a Belfast per vedere il museo del Titanic che quando ci andai io a fine anni 900 non era ancora aperto.ciao

    ps 900 dopo Cristo, e leggasi 1900, lo preciso perché efffettivamente la foto potrebbe trarre in inganno, ciao

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