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Filosofia dell’anima – Di un regalo speciale. Spoon River d’Ogliastra, o dei contadini sardi tra Oxford e Cambridge (seconda parte)

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

DSC02637.JPG(continua dalla prima parte)

Ho già detto nella prima parte di questo scritto di come, per celebrare la piena operatività di Ipazia Books, qualche settimana fa io abbia deciso di farmi un regalo speciale e di come dello stesso ne avrei parlato in questa seconda “puntata” del post, dunque qui, dunque adesso. Ma sono stanca e oggi non sto al meglio (dolori di donne: ah se solo potessi incontrare quel dannato Dio biblico!!). E poi a che pro’ un altro polpettone?

Certo, qualche secondo vorrei spenderlo per sottolineare che la raccolta “Spoon River d’Ogliastra” (che creai di getto postandola su questo sito) non è stata “salvata” all’oblìo da me: no, questo merito non posso farlo mio. Di converso più di un anno fa, forse vittima di una strana Sindrome della Notte dei Cristalli, mi sentivo determinatissima a cancellare quei ricordi sciocchi, a loro modo infantili. E infatti buttai nel cestino tutti i post. Poi, in un momento diverso decisi che avrei messo insiemo i files, senza editarli, senza riguardarli, che avrei creato un ebook e lo avrei consegnato alla Rete: ne facesse quel che voleva!

Tutto mi sarei aspettata tranne che in tanti si ricordassero di quegli scritti, andassero a scaricarli e pagassero pure per averli! Allora ho voluto guardarci più da vicino e rileggendo ho capito tante cose di cui comunque non voglio discutere per ora. Forse posso solo dire che le radici della mia filosofia dell’anima si trovano in questo strano libricino di 80 pagine, un curiosissimo pezzo di tradizioni popolari sarde.

Peraltro, leggendo… ciò che avevo scritto di getto, ho capito pure che avevo comunque un dovere di preservare non il mio scritto ma la memoria dei personaggi ricordati nello stesso. La memoria dei tanti contadini di Sardegna e dell’Ogliastra in particolare che non esistono più ma che mi hanno regalato tutto il meglio che ho dentro: quale luogo più degno per preservarla quella memoria delle migliori biblioteche d’Irlanda e del Regno Unito??!!

Da questo discorso e da questo non-pensare è nato infine il libretto cartaceo “Spoon River d’Ogliastra” (Ipazia Books, 2017) e a questo punto non ho capito chi abbia fatto il dono più grande a chi.

In ogni caso non mi interessa dirimerere troppo in merito. Ora ho ottemperato al mio dovere e di questo testo che resta disponibile su Amazon (per i contenuti cliccate qui), non ne parlerò mai più.

Ma stasera o domani scriverò qualcosa della “terza parte” di quel “regalo speciale” perché a suo modo anche quella è molto importante per me: segna una fine e marca un inizio. Almeno lo spero.

To be continued...

Rina Brundu, in Dublino, 31 marzo 2017

DSC02638

SPOON RIVER 6 – Is mannos

Ti insegnavano, is mannos (1), a loro modo. Per lo più non sapendo di insegnare. Ti insegnavano con il silenzio. Con gesti rari. Educati. Davanti al fuoco. Davanti alla brace ancora ardente o alla cenere più fredda che si impadroniva del focolare, lo colorava della sua tinta smorta. Ti insegnavano quando il fumo non saliva lungo la cappa annerita e rientrava nella stanza, rosata, impregnandola del suo sapore, acre, o quando dalla finestra, minuta, dai vetri stanchi, entrava una luce diffusa, fastidiosa, a volte mancante. Di ogni splendore.

A maggio tornavano i pastori dal Campidano, da ogni corno di Sardegna che nella brutta stagione aveva saputo di sole. Non era raro, allora, che qualcuno tra quelli si fermasse dai nonni. Per farsi raccontare.

È fissato nel ricordo di bimba piccolissima la figura di un misterioso visitatore: gigante! Era un signore avanti negli anni, possente, una barba fluente, vestito di velluto scuro, portava i gambali e parlava poco. Mi guardava con occhi neri e profondi. Di tanto in tanto annuiva ai discorsi-altri. Intimava rispetto ma non saprei dire perché. C’erano regole di quella atavica filosofia dell’anima che intuivo per affinità ma non riuscivo a spiegarmi. Non mi spiegavo la remissività apparente che mal si conciliava con il germe “balente” che, lo sapevo, viveva dentro di loro. Finanche di me. E non trovava pace. L’ombra sotto cui tale “tratto” prosperava era quella benigna e ad un tempo nefasta della grande montagna, antica di milioni di anni, abituata a dominare. Sul nostro destino, sui nostri pensieri, sulle nostre azioni mai troppo grandi. Senza riuscire a domarci però. Quella combattuta era dunque antica guerra velata, riproposta ad ogni canto di gallo, ad ogni vagito di bimbo o ad ogni atteso ciclo di luna. Ma in tale continuata e silenziosa battaglia c’era scritto tutto di noi: piegati nel corpo, spavaldi nell’anima. Soprattutto, liberi. Liberi come le aquile che pattugliavano i cieli chiari, sbeffeggianti il cacciatore a valle. Liberi come i mufloni che dai crinali più aspri vegliavano sul loro futuro, segnato, forse anche fatto di un solo domani. Liberi come leprotti che correvano veloci a nascondersi sotto l’ombrello che erano i funghi titani. Liberi come l’aria che nutriva lo spirito e respiravamo in abbandonza a titolo di compenso. Per il desco d’intelletto. Mancante. Di tutto. Il resto. Di tutto ciò che avrebbe dovuto fornirci coscienza della nostra identità. Delle sue possibilità. Dei nostri diritti e delle nostre speranze.  Future.

Ma, lui, il pastore gigante, pareva non farsene cruccio della contigenza, presente o passata, e proseguiva a spiegarsi, muto. Seduto su una sedia impagliata, poggiata alla parete, si limitava a fissare ora l’uno ora l’altro. Nella stanza. E non si muoveva. Quali storie mi nascondi? Pensavo. Speravo che le avrebbe rivelate almeno alla nonna, la quale, lo sapevo, le avrebbe riproposte la sera. Che lei aveva un dono per i racconti carichi di significato, per le morali importanti estrapolate dalla roccia più dura, anche se a forza viva. L’ospite, era chiaro, non avrebbe proferito verbo. Non avrebbe impartito lezioni, non avrebbe commentato, illustrato, interpretato, chiarito.

Fu infatti nell’andarsene il suo dono più grande. Nella sedia vuota, nella cucina sgomberata del suo Essere essenziale, nelle domande mute destinate a diventare enigma. Per molti versi, eterno. Come dentro ogni filosofia degna che si interroga senza mai rispondersi e consegna un abbozzo di illuminazione alla mera benevolenza… del Tempo.

4 giugno 2012

[1] Lett. i grandi, gli anziani.

Estratto da:

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info@ipaziabooks.com

5 Comments on Filosofia dell’anima – Di un regalo speciale. Spoon River d’Ogliastra, o dei contadini sardi tra Oxford e Cambridge (seconda parte)

  1. Direi che hai avuto una magnifica iniziativa, e la domanda sorge spontanea; dove si possono acquistare i tuoi libri, ovvero questo di cui parli, e la raccolta delle tue poesie? Forse l’avrai anche detto, ma non ricordo. Pensavo fossero ordinabili direttamente da te, ma non so dove versare l’importo, che poi neppure conosco. Penso che tu abbia fatto bene a raccoglierei tuoi racconti e le tue poesie, così non vanno disperse, ma restano nero su bianco…per tutti quelli che desiderano averle. Più avanti ti chiedo come pubblicare con Ipazia!
    Danila

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  2. Cara Danila,
    non ho pubblicato questi scritti per eternarmi, ma per altre ragioni spero più importanti che non voglio discutere in pubblico come scritto. Perdonami, non mi sono attardata a spiegarlo.

    Ipazia opera in maniera articolata come un vero editore moderno e di norma tutti gli autori sono messi al corrente delle variegate possibilità di pubblicazione (almeno 4). Ci sarà peraltro un’opera molto interessante molto presto.

    In generale per il pubblico standard il distributore unico per il momento è Amazon e poi ci sarà Google.

    Questo post era senz’altro frettoloso come si evince però per esempio per questo testo come già detto i dettagli sono qui
    https://ipaziabooks.com/2017/03/31/rina-brundu-spoon-river-dogliastra/
    mentre il testo è acquistabile su Amazon sia in formato cartaceo (che peraltro ha un format molto bello) che ebook

    Per tutte le altre informazioni su Ipazia fare riferemento a http://www.ipaziabooks.com e all’indirizzo di contatto di Ipazia.

    Ciao, buon fine settimana di una settimana molto intensa).

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  3. Trovato, fatto, ordinato due tuoi libri! Per il resto, non ti assillo per ora, considerato il gran lavoro che hai! Buon fine settimana anche a te!
    ciao
    Danila

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  4. Urka che bella questa cosa…. mica lo sapevo…. ho messo il link ad Amazon e appare la preview del libro… anche se questa è la copertina del kindle e non del cartaceo!
    Che tempi straordinari che viviamo!

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  5. Danila, ti ho risposto privatamente, ciao, buon fine settimana:)

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