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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Elia. Della balentia?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

(continua dalla seconda parte)

Già! In realtà questa è la terza parte di un unico post che trattava di “regali speciali”. Nel caso di Elia poi, per le ragioni che ho già esplicitato alla fine del libro (mostrando un notevole grado di libertà mentale, credo, o incoscienza?), il regalo è doppio. Ma non è della genesi di questo personaggio che voglio dirimere, che è pure già contenuta in calce al racconto. Piuttosto volevo buttare giù qualche pensiero su Cilestra. Non so perché sia importante farlo, e dato che il metro valutativo che uso quando parlo di qualcosa è sempre il mio, a che serve interrogarsi?

In realtà voglio parlare di Cilestra perché Elia lo conoscevo da almeno venti anni: era sempre stato dentro di me, Cilestra no! Cilestra si è prodotta come per magia durante quei quindici giorni di febbrile creazione e poi solo dopo un po’ ho capito che era sempre esistita, anche se ancora è riuscita a sorprendermi nel finale.

Fuori dalle dinamiche testuali, Cilestra mi ha sorpreso nel suo essere un personaggio che racconta in modo pieno date dinamiche della mia filosofia dell’anima. Dinamiche che in Sidhe sono da un lato non esistenti o sul versante opposto troppo rarefatte: darei un premio consistente a chiunque riuscisse a decriptare Sidhe con la mia stessa chiave di lettura. Ad oggi non mi è mai capitato nessuno che fosse in grado di leggerlo dentro la dimensione che ho sempre voluto assegnarle, nemmeno di capirlo nel suo imprint cronotopico. Sicuramente un mio demerito. D’altro canto Sidhe mi ha insegnato che quasi tutti gli Esseri, anche quelli che paiono più addentro alle cose dello spirito, dell’intelletto, in realtà ne sono molto distaccati. Specie questi ultimi, appunto, i più culturalmente accorti. Quando ti va di lusso fanno l’equazione spirito uguale spirito santo e già lì si capisce che non si potrà andare lontano.

Elia parte da prospettive completamente diverse. In Elia la filosofia dell’anima la si può toccare con mano. Di fatto è sanguigna, rabbiosa, vendicativa, sublime ma soprattutto “balente”.

Però farei un torto a Cilestra, alla dolcissima Cilestra se la etichettassi come una balente tout-court, se questo fosse vero non si sarebbe mai affidata alle cure di Elia, non si sarebbe mai fatta cullare tra le sue braccia, non avrebbe… beh. La chiudo qui dicendo che forse Cilestra – molto più di Elia – è la mia prima vera creatura capace di abitare il realm della mia filosofia dell’anima con dignità, che mostra una data complessità. Una complessità accennata, sfiorata, mai pienamente mostrata come ben si conviene tra le vallate soleggiate della Sardegna interna.

Come a dire che il viaggio è in fondo ancora molto lungo e non è scritto in nessun luogo che si arriverà mai da nessuna parte davvero importante. Forse l’unica possibilità è di tentare di imparare quel poco cammin facendo.

Rina Brundu, in Dublino 31 marzo 2017

Via Ipazia

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