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Del PUZO (Mario) nel giornalismo italiano (dal Corriere alla Rai). Sulla vittoria di Pirro del Renzi alle primarie del PD e su un dubbio arcano: ma il M5S ha già superato il 40% nei sondaggi veri?

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

puzoNon so voi ma quando io sento questo o quell’esponente renzista che in questo o quel programma tv tenta di argomentare di politica, l’unico pensiero che mi passa per la capoccia è: ma questo signore, questa signora, non si vergogna a farsi vedere ancora in giro? Subito dopo mi vergogno per lui o per lei e cambio canale. Non so voi, ma io quando sento (di fatto non le vedo più perché me le sono proibite) che dalle pagine del “Corriere della Sera”, ovvero dalle pagine dell’ex prestigioso quotidiano di Via Solferino, ci si incarta in accorate e diseducative difese dei nostri ministri votati al traffico di influenze e a scribacchiare tesi scopiazzate, finanche ad incensare atteggiamenti mafiosi quando si va alla ricerca di una occupazione, l’unica cogitazione che mi riesce di formulare è: ma questi “giornalisti”, direttori di giornale, non si vergognano? Subito dopo mi vergogno per loro e muovo oltre. Non so voi, ma quando mi capita di fermarmi anche per un solo istante sui telegiornali Mediaset e RAI (questi ultimi da me sovvenzionati) e di apprendere di altre improbabili gesta del ducetto di Rignano mentre gli stessi notiziari nascondono sotto il tappetto le nefandezze del suo governo, l’unica idea che mi passa per la mente è: ma codesti affaristi dell’informazione non si vergognano? Subito dopo mi vergogno per loro e cambio canale.

L’apoteosi però la si raggiunge quando, come in un coro debosciato, cantato in privata cappella di famiglia, di “famiglia” molto potente (per intenderci molto simile a quelle corleonesi le cui aventure sono state raccontate in maniera puntuale ed encomiabile dal romanziere statunitense Mario Puzo), da più parti (ma ancora una volta soprattutto dalle parti di Via Solferino passando per Viale Mazzini, prima di arrivare a Milano 3 o giù di lì) si sentono proclami, incensamenti, tesi a celebrare la incombente vittoria di Renzi alle primarie PD (insomma, un poco come se io ingaggiassi competizione con i miei due servi della gleba e poi risultassi vincitrice per il ruolo di leader), in guisa tale da farla passare, tale “vittoria”, per faccenda politica seria. Confessolo a cuore aperto, in quei momenti non mi ritrovo proprio più. Ad un tempo pensieri strani, arditi come mai prima d’ora mi passano per la capoccia e forse a mia volta spronata dalle epiche immagini che mio malgrado si affollano nella mente pensando alle epiche gesta giornalistiche del già citato ducetto, a volte non riesco ad impedirmi di vedermi nel ruolo di orgogliosa affiliata di una Sacra Corona Unita sui-generis la quale, per un qualche miracolo, abbia saputo distruggere, uno ad uno, tutti i ripetitori televisivi che trasmettono simili oscenità o abbia bloccato tutte le rotative impegnate a “eternare” tali opinabili puttanate similinformative.

Naturalmente si ricorre alla retorica, e all’iperbole in particolare, semplicemente per evitare di mettersi a piangere, mentre il dubbio arcano resta: ma il M5S ha già raggiunto il 40% nei sondaggi “veri”, o no? Nel dubbio correte a farvi intervistare e così ci togliamo il pensiero una volta per tutte!

Rina Brundu

m5s

Tratto dalla Home de Il Fatto Quotidiano

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