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Via il velo! Una confutazione al post di Shady Hamadi e sugli attentati di Londra: perché continuano a dire che l’Islam non c’entra?! Al-Affancul!

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Rina Brundu

niqab-154968_960_720 (1)Dopo la pronuncia della Corte di Giustizia europea che vuole non discriminatorio il vietare l’uso del velo in ambiente lavorativo, se ne sono sentite di tutti i colori. A Firenze una donna “velata” si sarebbe lamentata perché non sarebbe stata ammessa a lavorare in biblioteca, mentre su “Il Fatto Quotidiano” è comparso il post di un tal Shady Hamadi, il quale tra le altre cose ha scritto “Un tempo si scriveva, nero su bianco, “non si affittava ai terroni”. Fra qualche anno potremmo trovare un cartello con su scritto “non ti assumiamo se hai la barba”. È meglio quindi se, prima di entrare a fare un colloquio di lavoro, cominciamo a abituarci a metterci in tasca la collana con il crocifisso che ci ha regalato nostra nonna Natalina”.

Proprio così caro Hamadi: se si va a fare colloqui di lavoro in una azienda, e non in una sagrestia, sarebbe sempre opportuno mettere via “la collana con il crocifisso che ci ha regalato la nostra nonna Natalina”! Quale parte di questo discorso ti è difficile capire? Anzi, ti dirò di più: di fatto, se prima di fare il colloquio hai studiato un poco, sai benissimo che in occasione di questi importanti “meeting” è opportuno non portare né collane né orecchini, nulla di troppo appariscente, senz’altro nulla che possa distrarre la conversazione o l’occhio dall’argomento principale, il lavoro, appunto!

Hamadi ha quindi proseguito facendo intricate distinzioni tra “niqab” (velo che coprirebbe anche il viso) e “kippah” (velo che lascerebbe il viso scoperto), e ha poi continuato con  la solita tiritera politically-correct (d’antan) e pseudo-radical chic, che si è risolta con l’usata equazione che è pure un ideale stracciarsi le vesti in piazza, inevitabile additamento all’untore, pardon… al discriminatore and so on and so forth. Cazzate, naturalmente! Un velo é una catena di tessuto che nessuna donna conscia della sua essenza, della sua dignità di Essere dovrebbe portare mai, non importa in che salsa (vale pure per il velo che le donne usano indossare in presenza del Pontefice: auspichiamo che Papa Francesco cancelli subito questa ridicola tradizione!)! Aggiungo anche che Hamadi avrebbe fatto meglio ad andare a dirimere su questi argomenti in Arabia Saudita (lui e gli altri radical-chic come lui), poi eventualmente se ne potrebbe riparlare! Non è un discorso populistico il mio – nel caso il pensiero sfiorasse questi signori, e non potrebbe mai esserlo dato che scrivo da un sito che è stato dedicato sin da subito all’animo splendido, allo spirito meraviglioso e immortale di Giordano Bruno, il quale ha pagato sulla sua pelle il suo dissenso… Il resto sono cazzate, mi ripeto! Mere puttanate!

Esattamente come sono cazzate madornali le opinabili posizioni degli infiniti “opinionisti” televisivi, i quali, dopo l’ultimo attentato di Londra – come avevano già fatto nell’aftermath di tutti gli altri attentati terroristici (al punto che ormai non si sa cosa temere di più) – si stanno sbattendo per illuminarci, mentre sostengono che codesti atti criminali non sarebbero colpa dell’Islam! Certamente sono (idealmente) colpa dell’Islam! O vuoi che siano colpa mia? Meglio ancora, sono figliastri di trame perniciose di una religione che – magari non volendolo (anche se non ne sarei così certa vista la natura teocratica arcaica di molti Stati musulmani) – ha suo malgrado agito da sostrato culturale perfetto per diffondere, in una varietà di modi, visioni sessiste, maschiliste, intolleranti, integraliste, etc, etc, discutibili che, parlo per me, in quanto essere umano degno di questo nome e in quanto donna non mi appartengono e non mi potranno appartenere mai! Sono insomma predicazioni nefaste come nient’altro!

Chi frequenta questo blog sa bene che non ho mai risparmiato bordate all’elemento pernicioso che alberga dentro le dinamiche degli indottrinamenti di qualunque tipologia: religiosi, culturali, politici, razziali, etc. Non ho mai risparmiato bordate alla superstizione che va a braccetto con le religioni di tutto il mondo, non ho mai risparmiato bordate ai riti e ai miti della religione cristiana: perché dobbiamo usare un metro diverso con quella musulmana? Lo dico anche da persona che diversamente dai tanti, e per ragioni su cui non voglio dirimere in questa sede, ama la figura di Maometto: non la sua connotazione religiosa, s’intende, quanto piuttosto il tratto di figura saggia che gli viene attribuito. Per me la saggezza é cosa buona e giusta sempre, non importa da dove si proviene. E tutti gli esseri sono uguali in principio – finanche gli altri-Esseri, quelli a quattro zampe (anzi, specialmente quelli!) -, hanno gli stessi diritti.

Ho detto “in principio” però: perché se vieni a dirmi di mettermi il velo, diversamente da questi opinionisti politically-correct de noartri, io ti mando affanculo e se il tuo nome inizia per “Al”, sarà un Al-Affancul, ma il senso del discorso dovrà necessariamente restare quello! Sic!

Rina Brundu

 

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

2 Comments on Via il velo! Una confutazione al post di Shady Hamadi e sugli attentati di Londra: perché continuano a dire che l’Islam non c’entra?! Al-Affancul!

  1. Brava! Ma Maometto ha adattato il cristianesimo alle popolazioni nomadi. Concedendo una sintesi tra politica e religione inesistente teoricamente nel cristianesimo. Nel cristianesimo ci siamo anche scannati e promosso sacrifici discutibili. I costumi maomettani vanno quindi esaminati con questa lente. D’altronde come il cristianesimo si sta adattando alla modernità, così sarà per il mondo musulmano che ha qualche secolo meno di noi e non ha creato la civiltà occidentale oggi dominante, seppure vi ha contribuito molto notevolmente nei tempi antichi.

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  2. Onestamente, io non penso che i “problemi” dell’Islam siano iniziati al tempo di Maometto, perché quelli erano tempi “barbari” per tutti. Tendendo all’onestà intellettuale dovrei scrivere che prima di quel tempo messaggi eticamente (e mediaticamente) “validi” erano stati portati solo da figure come quella del Budda, di Gesù Cristo e naturalmente, su livello ben più alto, dai grandi filosofi greci.

    Il problema dell’Islam nasce dal fatto che quella cultura non ha prodotto – per enne ragioni – i Giordano Bruno, i Voltaire, i Russell, i Lincoln, i Martin Luther King e soprattutto non ha prodotto il 68…. che è tutto ciò che ci separa dalla barbarie mentale. Da noi questa barriera ha richiesto 2000 anni per essere creata (al tempo dei greci non esisteva e non era necessaria)…. temo che per crearsi in dati contesti ne prenderà diecimila. Ma a casa loro facciano ciò che vogliono… non vengano però qui a rompere le balle con queste robe, siamo già rompicoglioni noi, perché importare da altro luogo?!

    ps il Cristianesimo non si è mai adattato, l’hanno “costretto” ad adattarsi quei personaggi su esposti e i popoli che l’hanno seguito… vero è però che ha saputo cavalcare l’onda, del resto preti e teologi mica vengono da Marte (anche se a volte, sembra!)

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