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Rai – Il disastro nel disastro (25) – Quando il sessismo bigotto è l’ultimo dei mali del nostro Servizio Pubblico. E dell’orrore di tipo conradiano sulla Home de “Il Fatto Quotidiano”. Una severa critica.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! ….

In fondo, l’ennesima dimostrazione che il giornalismo italiano è un mero apostrofo distopico e ridondante tra le parole “Capo, quanto vuoi che mi fletta?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

orrore

L’orrore sulla home del giornale di Travaglio…

Due doverose premesse. 1) Dopo il golpe bianco renzista in Italia, e la conseguente occupazione di ogni “attimo” televisivo sui canali del servizio pubblico – una occupazione di tipo così intenso da far impallidire le oscure manovre dell’OVRA mussoliniana – ho letteralmente smesso di guardare i canali RAI. L’ultimo programma che ho visto a spizzichi è stato Sanremo, ma solo perché di tanto in tanto tendo al masochismo e mi piace fare qualche cazzata: che gusto ci sarebbe nel vivere, altrimenti? Ho smesso di guardare la RAI, ma continuo a sovvenzionarla, s’intende! Un male che, immagino, accomuni tanti di noi. Di fatto io considero la Rai renzista, made in Maggioni, made in Dall’Orto e altri “manager” nominati dal ducetto di Rignano, non solo la peggiore della sua storia, ma finanche un grande scandalo nazionale ben lungi dall’essere risolto. 2) Sono tempi indaffarati per tutti: ma davvero, se non c’é tempo per dirimere accortamente sul “grande scandalo” di cui alla premessa numero uno, dobbiamo per forza trovare il tempo di occuparci degli scandaletti di contorno? Del “fastidio” epidermico? Risposta: sembrerebbe proprio di sì!

Sembrerebbe proprio così anche perché l’alternativa è pensare che Marco Travaglio e i suoi colleghi de Il Fatto Quotidiano si stiano rincoglionendo. Due volte. Ma è davvero possibile? L’evidenza, del resto, è tutta là. Basti dire che proprio nel momento in cui sto scrivendo, sulla Home del più grande giornale italiano (sotto tutti i punti di vista, specie dal punto di vista della preparazione e del rispetto della deontologia professionale), compare “l’orrore” di tipo conradiano che ho ripreso nella featured image di questo post. Ragion per cui ecco una serie domande ben meditate per Marco Travaglio e i suoi colleghi:

  • Perché – dopo lo scandalo Consip, lo scandalo del salvataggio degli scranni di Lotti e Minzolini, etc etc etc – prestate la Home del vostro giornale al racconto di puttanate mirabili, come il supposto scandalo “sessista” della Perego?
  • Perché trattate questi argomenti? Perché prestate il fianco alla Maggioni e al Dall’Orto che si stracciano le vesti in piazza, quando una intera nazione si dovette sorbire sei mesi di campagna referendaria unidirezionale pro stupro della Costituzione, senza un solo intervento della dirigenza RAI a preservare anche solo un’idea di par condicio?
  • Perché in questi momenti sul vostro sito appaiono simili scritture che sono delle mere cagate? “SONO SEXY E FANNO COMANDARE L’UOMO”: IL CARTELLO SULLE DONNE DELL’EST SU RAIUNO (DI D. NASO)IL VADEMECUM RAI SULLE RAGAZZE DELL’EST ISPIRA I SOCIAL”?
  • Perché non mandate i vostri redattori a fare un corso di furbizia a Rignano e/o non intensificate quello di giornalismo tout-court?

Sono straordinari dubbi che mi assillano, lo confesso, da qui la severa critica alla di norma bravissima Redazione de Il Fatto, nella certezza che mi perdoneranno. In verità, per eliminare il pettegolezzo, anche di cattivo gusto, il sessismo, il bigottismo, la superstizione (vedi le messe a tutte le ore), ma soprattutto il nefasto influsso politico sui canali del servizio pubblico, servirà ben altro che la chiusura di una ridicola trasmissione dedicata ai neuroni rincoglioniti (almeno a giudicare dagli argomenti affrontati).

La mia idea, la mia speranza è che servirà la chiusura della RAI così come la conosciamo: questo sì che sarebbe un momento da incorniciare: anche da queste parte si farebbe una HOME ad hoc, con un background di bandiere al vento e inni rivoluzionari nel sottofondo… abbondantum, abbondantis… o giù di lì. Sic!

Rina Brundu

 

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