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San Patrizio 2017. Riflessioni private da Liam O’Flaherty a “Aran”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

L’attacco sarebbe continuato, indefesso, senza esclusione di colpi almeno a leggere il rapporto Copasir a guida renzista, ovvero una ricerca sul campo tesa a scovare i “poteri forti” che tramano nell’ombra contro il renzismo, e finanziata in via amicale dalla Fiat-Chrysler e da qualche altra anima pia dei salotti buoni italiani intenerita dal viso dolce di Maria Elena Boschi che si interroga con i lacrimanti occhioni sbarrati: “Perché tanta acredine verso di noi? Che male può fare un governo che legifera ad personam, ad padrem, ad filium, ad spiritum santum, ad fidanzatum, ad rolexem, ad aziendam, ad bancam, ad lobbym?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

cutest-irish-saint-patricks-day-kitten-greetings-gif.gifNon è una festa che mi abbia mai preso. Manca delle atmosfere incantate di Halloween, manca di atmosfera tout-court. Certo, il mio giudizio severo potrebbe essere determinato dal fatto che io  non amo le feste in genere, né i pub né la birra go-go, ma è indubbio che il Saint Patrick’s Day sia soprattutto una festa ad uso e consumo dei turisti. Una festa neppure memorabile se non fosse che si giustifica nella sua stessa esistenza, nel suo essere soprattutto celebrazione dell’irlandesità.

Dopo quasi 24 anni d’Irlanda mi viene anche da chiedermi quanto Irish sia io. Di fatto lo sono molto, molto di più di quanto possa colpire l’occhio. Culturalmente io sono ormai figlia della mia Irlanda, più di quanto sia figlia della mia Sardegna, più di quanto sia figlia della mia Italia. Vero è che prima di tutto io sono figlia di Aran. Di quell’Aran fascinosa che mi portò a studiarla in tutte le sue sfaccettature al tempo della mia tesi di laurea. Quello studio – partendo dai lavori di Liam O’Flaherty (di cui non temo a dirmi la massima esperta), usati come punto di riferimento letterario – mi portò a studiare la “casa” natale di questo autore, Inishmore, nella sua dimensione di microcosmo isola, nella sua essenza cronotopica, nella sua “sostanza” ideale di isola utopica e naturalmente da un mero punto di vista storico-geografico e culturale.

Fu un lavoro lungo, che mi assorbì moltissimo, per il quale creai una bibliografia sostanziale che me li fece conoscere tutti ma proprio tutti i massimi rappresentanti del gotha intellettuale mondiale che a vario titolo si sono interessati dell’isola Irlanda e di quelle altre tematiche attinenti, da Propp a Bachtin, dagli irredentisti irlandesi per cui le lontane isolette di Aran rappresentavano terra mitica e romantica, ai grandi letterati della favolosa Isola Smeralda, i cui lavori, da soli, costituiscono quasi metà dell’intero corpus della letteratura inglese. E così tanto mi assorbì questo impegno che, ancora oggi, nononostante sia passato quasi un quarto di secolo, io mi ricordo di tutto, finanche del dettaglio, proprio come mi accade per qualsiasi lezione universitaria. Il vivere le cose, tutte le cose, molto intensamente ha infatti i suoi pro e i suoi contro, questo è certamente un pro.

Ma dicevo della mia irlandesità, oltre Aran, oltre Connemara, oltre l’Irlanda epica e idealizzata. Esiste anche questa irlandesità, certamente. Di fatto io sono figlia, lavoratimente parlando, di quel boom prima tecnico e poi finanziario che interessò questa piccola ma gagliarda nazione agli inizi degli anni 2000. Io sono figlia dell’europeismo vissuto in primo piano che quella cultura molto americanista, dinamica e molto yuppy portò con sé. Mi riconosco nell’Irlanda che ha plasmato Michael O’Leary con i suoi aerei, nell’Irlanda che ha esportato software e una culturale manageriale all’avanguardia, nell’Irlanda che è prima di tutto Tigre Celtica e che in verità non ha mai smesso di ruggire, men che meno ora.

Detto altrimenti io sono sarda di nascita, irlandese di adozione e araner nell’anima: cosa si potrebbe volere di più? Happy Saint Patrick’s Day to you all!

Rina Brundu

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Ad Aran

Vorrei essere quella di allora
Seduta sulle tue scogliere scurite
Ad ammirare picchi a strapiombo
E il mare
Che ti divora
E ti inghiottirà.

Vorrei essere quella di allora
Che seguiva movimenti strani
Dei gabbiani indolenti
E del vento
Che ti spazza come bora
E ti disperderà.

Vorrei tornare a sognare
Riempire gli occhi
Del tuo verde brillante
Delle tue lacrime
Cadute
Piovute
Per miracolo

E per amore
Con un giusto furore
Da un cielo sempre
Mogio

 

Non ti sia questo mio
Mortificante elogio
Per colpe mai avute
Sgarbi mai pensati
Momenti già passati

Consideralo pensiero vero
Su tutto il ricevuto
Su ogni istante vissuto

Anche se ormai perduto

Vorrei essere quella di allora
Che si riempiva di te
Delle tue strade della tua pietra
Della marea
Che ti disegna
Tetra
E ti affogherà.

 

Vorrei poter confidare nel tempo
Nel senno di quel vecchio saggio
Vorrei ritrovare il coraggio
Dei tuoi uomini e delle tue donne

Anche loro spazzati via dal vento
Anche loro inghiottiti dal mare
Anche loro morti alla vita
Senza poterti più ammirare.

Rina Brundu, 18.03.2012, in Dublino

La poesia “Aran” è tratta dalla sottostante silloge poetica (composta da 102 poesie) edita da Ipazia Books e disponibile sia in forma cartacea che in versione ebook

 

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info@ipaziabooks.com

2 Comments on San Patrizio 2017. Riflessioni private da Liam O’Flaherty a “Aran”.

  1. grazie Rina, per le tue parole ,per la poesia e per l’atmosfera d’incanto che ci hai comunicato. Tra le righe colgo una vena profonda di malinconica forza che ti avvicina molto a me. E sento le mie figlie, figlie d’Europa eppure profondamente Italiane, nella loro casa d’Inghilterra e Andalusia.Pubblico su affascinailtuocuore. Buon San Patrizio…

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  2. Grazie, Ornella. In realtà la malinconia per Aran era di quel periodo della mia vita, il 2012. Ma ora non esiste più avendo compreso che Aran, l’Irlanda sono cosa mia, la mia vera casa. Ci tornerò quest’anno dopo tanto tempo ad Aran e pubblicherò le foto. In realtà quei pensieri che ho buttato giù ieri sera con un grande mal di testa, mi hanno ricordato quante cose ho fatto in vita mia.. dovessi metterle tutte insieme il mio CV sarebbe lungo venti pagine. Ed è indubbio che l’autobiografia sarà pienotta se riuscissi finalmente a cominciarla! Un abbraccio, anche alle tue figlie, lo so bene cosa significa avere due “patrie”, lo sanno bene tutti gli irlandesi doc. Ciao e buon San Patrizio, a momenti inizia la sfilata ma io oggi mi do allo shopping ho bisogno di riposare. Magari posto in serata. besos.

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1 Trackback / Pingback

  1. Affascinailtuocuore

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