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Opinioni – Della politica e dell’iper-garantismo. E su Enrico Berlinguer: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non vorrei che si stesse accortamente aggiustando il celeberrimo paradigma giornalistico di Alberto Arbasino, in virtù del quale «In Italia c’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di “brillante promessa” a quella di “solito stronzo”, laddove solo a pochi fortunati l’età concede di accedere alla dignità di “venerato maestro”». Insomma, non vorrei che nell’Italia renzista post-rivoluzione digitale si passasse troppo velocemente dalla categoria di brillante rottamatore a quella di venerato padre della Patria ignorando l’imprescindibile step di astuto e scaltro stratega.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

DAVIDESi legge che l’ultima impresa del renzismo sia stata la consacrazione dell’iper-garantismo in politica (tra compari, insomma). Detto in parole povere significa che ogni scandalo, tipo quello Consip, d’ora in poi verrà censurato con maggiore facilità: tanto ha fatto e tanto ha detto la disgraziatissima montagna, i.e. epopea politica del ducetto di Rignano, che ha infine partorito il suo topolino. Tale madre tale figlio.

Viene davvero difficile commentare queste notizie. Viene particolrmente difficile perché risultano sostanzialmente incomprensibili alla radice. Ci si chiede, per esempio, come sia possibile che un signor nessuno, mai cercato o mai eletto da un popolo, dopo una fortunosa quanto disastrosa avventura su scranno politico dal quale è stato scalciato mercé l’intervento deciso di una intera nazione, possa ancora ricevere tanta attenzione mediatica proprio mentre esterna urbi et orbi posizioni opinabili, scarti di deja-trombato, cogitazioni al limite del delirio su improbabili ricette economiche capaci finalmente di fare il miracolo laddove non gli è riuscito di farlo negli ultimi quattro anni.

Sembrerebbe insomma che Matteo Renzi sia davvero intenzionato a fare un’altra passeggiata trendy a spese nostre. Altra domanda: ma cosa bisogna fare per cacciarlo via? Occorre scomodare l’esercito, l’aviazione o, come normalmente succede nei paesi democratici, anche passabilmente tali, la parola verrà finalmente data al popolo per dire la sua? Silenzio dal Colle, come sempre.

Enrico_Berlinguer_1970Vero è che davanti a questi spettacoli indecorosi, al limite del villano, della dittatura-soft (che peraltro viviamo da circa 48 mesi ormai), non possono che tornarti in mente le parole dei gentiluomini della politica d’antan. Nello specifico le parole del gentiluomo Enrico Berlinguer, il quale non troppe decadi fa sosteneva: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”. Ci dicano, dunque, le varie donzelle del renzismo a tutti-i-costi, le varie Meli, i vari Rondolini, Cerasa e compagnia indefinibile, ma dove sta il consenso di Renzi? Dove sta la credibilità di Matteo Renzi? Dove si è mostrata la capacità di colpire gli esosi privilegi in un ex-Premier che si è tenuto lontano come la peste da ogni situazione “difficile” nell’Italia repubblicana che vive la sua crisi economica più importante di sempre? In un ex-Premier che mentre gli italiani andavano in bicicletta firmava contratti di leasing per il suo aereo personale, che passava il tempo a fare gitarelle trendy, da Silicon Valley a Machu Picchu, dai tornei sportivi alle serate in famiglia-politica davanti alla Play Station?

Aggiungo (perché la questione non poteva certo venire in mente al Berlinguer che è stato, il quale aveva problematiche politiche e civili ben più pregnanti a cui guardare, e dalle stesse non amava che lo distraessero), dove stà la dignita dell’ex Premier invischiato nel peggior scandalo familistico italico che si sia mai visto, e la cui determinazione a non tirarsi indietro si fa ancora oggi onta nazionale in un Parlamento abitato da indagati, finanche ministri, di ogni specie e natura? Indagati che adesso si vogliono pure indagati in segreto, onde preservare la verginità: ma che vadano a fare in cul! (1)

(1) Mi scuso con il mio lettore fisso, mi rendo naturalmente conto che il discorso non è troppo elegante, ma spero renda almeno l’idea. Sic!

Rina Brundu

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info@ipaziabooks.com

2 Comments on Opinioni – Della politica e dell’iper-garantismo. E su Enrico Berlinguer: “Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora, ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi”.

  1. ma gli avvisi di garanzia sono già segreti. O meglio riservati, inviati solo agli interessati. Forse si dovrebbe capire qualcosa in più sulle fughe di notizie, gli spifferi che da qualche anno a questa parte fanno comodo a tutti, destra sinistra, più destra, più sinistra, più sotto, più sopra. Media super governativi ci stanno inondando del solito Renzi più sbruffone che mai. Ciao e buona serata!

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  2. Brava Ornella, mi hai ricordato una cosa che volevo scrivere ma di cui mi sono dimenticata nel solito post buttato giù correndo. In realtà volevo aggiungere pure questo: che se la “segretezza” per il cittadino standard può essere un qualcosa di buono, questo metro non è utilizzabile assolutamente con il politico che non solo dovrebbe mostrarsi candido, trasparente, ma soprattutto verificabile e controllabile in qualsiasi momento. Di fatto non sta facendo un lavoro come un altro: ma sta rappresentendo una nazione, la mia, la tua dignità, quella di tutti!
    Questi signori si dovrebbero vergognare nel profondo dell’ennesimo siparietto che stanno mettendo su per proteggere i loro “esosi privilegi” di cui sopra. E per fortuna Berlinguer è morto. Proprio come il senso della vergogna in Italia! Ciao.

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