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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Alberto Facchinetti – La versione di Gipo

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

All’epoca vi erano i miglioristi di Napolitano, banditi allora ed oggi, anche se Renzi ha ucciso proprio Napolitano, il suo creatore. E costui, nonostante i colpi, proprio come un Golem, non muore mai. (Roberto Renzetti)

Gordiano Lupi

img306.jpgIn Italia il calcio è lo sport più popolare, ma sia in letteratura che al cinema non ha mai riscosso grandi successi, nonostante buone opere come Azzurro tenebra di Arpino e Ultimo minuto di Avati. Vogliamo peccare di immodestia e metterci anche il mio Calcio e acciaio, selezionato al Premio Strega nel 2014? Facciamolo. Tanto non costa niente. Aggiungo che il calcio ha dato vita a gustose parodie cinematografiche come Il presidente del Borgorosso con Sordi, I due maghi del pallone con Franco & Ciccio, L’allenatore nel pallone interpretato da Banfi e Mezzo destro e mezzo sinistro con Gigi & Andrea. L’elenco non sarebbe finito, anche se di successi veri e propri – se non in ambito comico – non ce ne sono mai stati. Come dice Pupi Avati, la gente il calcio lo vuol vedere allo stadio, partecipando al rito collettivo della gara calcistico, non leggerlo tra le pagine di un libro o guardarlo in un film. Forse ha ragione il grande regista bolognese, ma per me cresciuto a pane, calcio e fumetti (educazione postmoderna!) il calcio resta affascinante anche da leggere, da scrivere e da vedere nella sala di un cinema di periferia (ce ne sono ancora?). Alberto Facchinetti deve pensarla come me, se ha messo su una casa editrice che pubblica solo libri di calcio e se scrive quasi esclusivamente biografie romanzate, affascinanti come quelle su Julio Libonatti e Vittorio Scantamburlo (lo scopritore di Del Piero), documentate ed esaustive come la sua ultima fatica: La versione di Gipo. Titolo azzeccatissimo, che ricorda un romanzo di successo, ma che in realtà nasconde la vita avventurosa del grande Gipo Viani. Certo, ai ragazzini che seguono il calcio artefatto dei nostri tristi anni Duemila – che a me interessa zero, dico la verità – è un nome che non dirà niente, ché non si faceva tatuaggi e non si scopava le veline, ma era soltanto uno capace di lavorare sodo. Facchinetti ripercorre l’epopea di un calciatore di buon mestiere, ma soprattutto di un grande allenatore, inventore di nuove tattiche e schemi, vero e proprio punto di non ritorno tra il calcio del passato e quello degli anni Sessanta, dove sono cresciuto anch’io, prima modesto calciatore poi arbitro della vecchia Lega Semiprofessionisti. Viani si racconta, come in un’immaginaria intervista, come se stesse scrivendo brani di diario della sua vita, tracciando brandelli di un’esistenza che attraversa tutto il calcio italiano degli anni Sessanta. Un libro che fa tornare alla memoria nomi troppo amati da un bambino che collezionava figurine Panini e che ci giocava nel tinello componendo formazioni e inventando immaginarie partite: Rocco, Rivera, Janich, Brera, Pascutti, Carniglia, Nicolè, Pelé… e poi si parla del Milan, del Bologna, della Nazionale, della coppa dei Campioni dei tempi in cui si fremeva nell’attesa di vedere la partita televisiva del mercoledì. Insomma, La versione di Gipo è un libro che profuma di tempo perduto per noi che siamo nati negli anni Sessanta (io nell’anno zero!), che fa commuovere mentre pensiamo a quanto eravamo ingenui e a quanto fosse genuino il calcio d’allora. Tornare indietro è impossibile, quel bambino non può riprendere la pallina del calcio balilla per giocare partite sulle mattonelle, immaginando Peirò centravanti dell’Inter e Pizzaballa portiere del Verona. Ma leggere questo libro ci fa star bene. E tanto basta.

Gordiano Lupi

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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