Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Filosofia dell’anima – Paolo Brosio e la crociata contro il vescovo in nome della Gospa di Medjugorie.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

brosio medj.jpgNon credo che debba ripetere qui quale sia il mio pensiero sulle religioni umane, se non forse aggiungere che oltre a ritenerle sommamente diseducative le ritengo più pericolose delle associazioni criminali, sia perché in qualche caso lo sono state davvero (basti pensare ai numerosi casi di culti che hanno portato finanche ai suicidi di massa dei loro adepti), sia perché nel corso della nostra Storia ne ha uccisi sicuramente più la religione del terrorismo organizzato e internazionale. Confesso anche che sono stata tentata di catagolare questo post sotto la gloriosa rubrica di Rosebud L’angolo del neurone rincoglionito, poi mi sono fermata e ho tentato di riflettere.

Nello specifico ho cercato di capire perché un giovane sano come il giornalista Paolo Brosio, un giovane anche fortunato sotto diverse prospettive, che ha avuto occasione di fare delle esperienze interessanti, si stia lentamente trasformando nel personaggio in cui si sta trasformando. Secondo i giornali che citano anche il suo ultimo post facebookico (francamente non ho alcuna intenzione di andare a leggermelo di mio), costui sarebbe infatti attualmente impegnato in una crociata contro il vescovo di Mostar, Ratko Peric, il quale sarebbe reo di avere recentemente negato che ci siano mai state apparizioni in quel di Medjugorje. Tra le tante notizie si legge che secondo Brosio una tale presa di posizione da parte dell’ecclesiastico sia “Un attacco diffamatorio senza precedenti”.

Ora, con tutta la buona volontà di questo mondo e tentando di stare calmi, le uniche domande che non possono non sorgere spontanee dopo la lettura di simili affermazioni, sono: Ma che cazzo di roba si sta fumando, Paolo Brosio? E un cambio di pusher non sarebbe oramai auspicabile? Mi fermo qui, del resto avevo detto che volevo “ragionare” sull’argomento. E allora ragioniamo. Informazioni che ho registrasto nel cervello qualche tempo fa – ad ulteriore dimostrazione delle molte coglionate di cui mi sono sempre occupata nella mia vita – mi ricordano che Paolo Brosio ha sempre considerato la “Fede” che avrebbe incontrato lungo la Sua strada come un dono portentoso ricevuto in un momento molto “difficile” della Sua vita.

Naturalmente su questi argomenti le mie idee sono diverse da quelle di Brosio e più prosaicamente io tendo a pensare che… chi cerca trova. Detto altrimenti non esiste la “Fede”, ma esistono uomini e donne che durante i momenti più ardui del loro cammino in terra arrivano a quel punto critico in cui proprio non ce la fanno più e dunque si inventano delle soluzioni importanti a dei problemi apparentemente insolubili. Nello specifico c’é chi si dà alla droga (avviene soprattutto nei contesti abitati da spiriti creativi), altri sognano di tornare a vivere in campagna (nel dubbio parlarne con le persone che hanno responsabilità all’interno delle aziende, le quali potranno spiegare meglio cosa intendo con questa mia edenica affermazione), molti decidono di farla finita nei modi più disparati e altri… altri preferiscono guardare verso il metafisico ma incasinati come sono non riescono a farlo in maniera sana e quindi pensano di “strafare”. Nei casi di personaggi forse fragili come a volte ci appare Paolo Brosio, costoro, dopo qualche settimana di ritiro in una qualche baita di montagna (una scelta nobilissima specie se si sceglie colà di darsi da fare e magari di dare una mano al fattore portando le mucche al pascolo), scendono a valle proprio per annunciare di avere “finalmente” trovato la “Fede”: pensano insomma di avere risolto!

Purtroppo non è così, non è neppure così facile, anche perché se fosse così e fosse così facile la storia della Chiesa non sarebbe così rivoltante come invece è, cito per tutti l’ultimo caso irlandese della fosse comune, contenente circa 796 corpicini di bambini, ritrovata nell’ex orfanotrofio tenuto dalle suore del Bon Secour. La verità recita infatti che – piaccia o non piaccia a Paolo Brosio e a quelli che si fanno infinite seghe mentali (qui mi si permetta l’insolenza di dire che se si facessero una sega tout-court sarebbe molto meglio e risulterebbero sicuramente meno diseducativi!) con cogitazioni simili alle sue – un’eventuale causa-sorgente-delle-cose (quella che Brosio chiama Dio) – si occupa per lo più di scienza e non di religione. Di fatto ello/ella/esso ha stabilito regole precise nel nostro universo fisico e pretende da noi molto di più del mero sederci in Chiesa a recitare preci ridicole, dell’inginocchiarci, autoflagellarci o del guardare verso il sole nella speranza che si metta a ruotare come lume impazzito. In realtà pretende lo studio, pretende l’intelligenza, pretende la capacità della meraviglia, pretende da noi finanche l’arroganza di sperare di riuscire ad imitarlo; cioé ha le pretese tipiche delle menti capaci che non temono di mettersi in competizione.

Ne deriva che il “problema” di Paolo Brosio sta a mio avviso solo nel suo voler “strafare”, utilizzando schemi religiosi assolutamente obsoleti quando non ridicoli, ovvero facendo scaltramente ricorso a soluzioni semplici e di comodo per problemi che ho già definito “complessi”. Infatti, se questo ex giornalista (o lo è ancora?), volesse davvero guardare “verso il metafisico” seriamente, lo studio della filosofia resta sempre una possibilità. Se poi la Sua anima gli imponesse di confrontarsi con questi Sistemi-massimi attraverso la mediazione di apparati terreni come gli apparati ecclesiastici, questo non è un elemento di per sé condannabile o esecrabile.

Che Brosio entri dunque in una Chiesa, meglio se vuota, si sieda, ascolti il silenzio e parli spiritualmente con chi vuole, come vuole, meglio se senza cercare, una volta uscitone, di fare proselitismo, di spettacolarizzare questi argomenti in tv o di gridare nella pubblica piazza alle improbabili apparizioni di chicchessia. Sono certa, infatti, che così facendo la sua anima ne trarrebbe grande giovamento e forse potrebbe iniziare pure quel processo “curativo” dell’Essere, che dall’esterno, e a dispetto della Sua ritrovata “Fede”, mi pare ben lungi dall’essere iniziato.

Rina Brundu

Advertisements

info@ipaziabooks.com

1 Comment on Filosofia dell’anima – Paolo Brosio e la crociata contro il vescovo in nome della Gospa di Medjugorie.

Leave a Reply.... Lascia un commento...

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: