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Il caso Consip (3) – Del fatto politico e della dignità calpestata delle nostre Istituzioni: muoia il renzismo con tutti gli Italiani!

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

La libertà intellettuale è una tradizione profondamente radicata, senza la quale è improbabile che esisterebbe la nostra cultura specificatamente occidentale. È una tradizione alla quale molti dei nostri intellettuali stanno visibilmente voltando le spalle.
(George Orwell)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non dico che per rinnovare la fiducia al renzismo occorra essere ad un tempo rincoglioniti e coglioni, però aiuta! (Rina Brundu)

Rina Brundu

florence-1655830_960_720Acqua… focherello… fuoco! L’ho scritto pochi giorni fa: il caso Consip è uno di quei casi politici e giudiziari che si sta estrinsecando seguendo le dinamiche di questa vecchia canzoncina per bambini. Onore e merito a Marco Travaglio e a “Il Fatto Quotidiano” dunque per come lo stanno seguendo da due mesi nel silenzio connivente degli organi di Stampa-di-regime. Onore e merito soprattutto per il rispetto che hanno dimostrato nei confronti del loro pubblico di lettori, ben lontano da quel disrispetto che ci sentiamo letteralmente sputare addosso quando siamo costretti a sorbirci in TV la “difesa dell’indifendibile” dei vari Fiano, Romano, Orfini e compari tutti.

Non so perché ma quando ripenso a questo gravissimo scandalo di ordinaria corrutela politico-amministrativa, oltre al giochetto infantile di cui sopra, mi tornano in mente anche le parole che il giorno dopo la morte di Lady Diana Spencer, pronunciò suo fratello a titolo di filippica contro la Stampa “Ogni direttore che ha pagato per quelle foto, oggi ha le mani sporche del suo sangue”. Naturalmente in questo caso specifico l’anatema andrebbe riadattato e fosse per me lo riadatterei in questo modo: “Ogni cittadino che il 4 dicembre ha votato SI ha le sue mani sporche del fango che in questi giorni più che mai sta imbrattando la nostra amatissima Repubblica”.

Il caso Consip è infatti un caso giudiziario e un caso politico. Non compete a nessuno, fuorché alla magistratura, occuparsi del caso giudiziario, invece competerebbe a tutti (e chiunque se ne disinteressa commette in verità un grave peccato civico di omissione), di occuparsi del caso-Politico. Ne deriva dunque che quando si guarda a questo caso politico non si può non partire dal quel 4 dicembre scorso appena citato che speriamo tutti possa diventare nel futuro prossimo una nostra ideale festa dell’indipendenza, e non si può non pensare al pericolo scampato. Non si può non pensare – anche in virtù delle recentissime sentenze di dati tribunali – a come ne sarebbe uscita insultata la nostra Costituzione eventualmente vista e ridefinita dai nuovi Padri della Patria che aveva in mente Matteo Renzi. Non possiamo non pensare al silenzio connivente dei più alti rappresentanti della nostra Repubblica che in quell’occasione la nostra Costituzione l’hanno ripudiata nelle parole e nei fatti. Non possiamo non pensare che per salvare la dignità delle nostre Istituzioni sono dovuti intervenire direttamente gli italiani, sovente gli ultimi della fila, i dimenticati, quelli che non ti aspetteresti mai capaci di tanto “commitment”.

Ma il 4 dicembre resta solamente una data di partenza ideale di questo pernicioso caso politico. Si rabbridisce infatti al solo pensare a ciò che sta accadendo in questi giorni, si rabbrividisce davanti all’escalation dello stesso: davanti ad un ministro in carica indagato che non ci pensa affatto a dimettersi, davanti ad un ex Premier indirettamente coinvolto (per ragioni politiche e per ragioni familiari) che fa finta di nulla e si dice determinato a non arretrare mai, davanti ad un padre di questo ex Premier che secondo i magistrati e secondo quanto riportato dai giornali si interesserebbe con grande ardimento degli appalti statali (perché?), davanti ad una combutta di sgherri renzistici che su livelli multipli, politici e mediatici, si dà da fare per censurare, coprire, ignorare, attaccare gli avversari politici senza vergogna alcuna invece di pensare in primo luogo al bene ultimo del loro Paese e dello Stato di cui si dicono servitori.

Last but not least, fanno letteralmente impressione dati “giornalisti” (inclusa la stessa Gruber e lo stesso Mieli, ieri sera) che sembrano difendere, minimizzare il degradato status quo politico-istituzionale, mentre fa addirittura spavento il silenzio acuto che proviene dal Colle, da tutti i colli, presenti e passati alla stregua di un sicuro requiem alla digntà delle nostre istituzioni repubblicane calpestata ad infinitum e senza più nessuna vergogna. Muoia il renzismo con tutti gli italiani!, appunto, e mi pare che si sia detto tutto!

Rina Brundu

 

 

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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