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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Nico Parente – Ciak, si spara

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Gordiano Lupi

parente.jpgNico Parente è un saggista cinematografico che conosco molto bene per aver pubblicato – con Il Foglio Letterario – L’esorcista e Mare blu morte bianca, due opere agili e informative, la prima sul famoso film di William Friedkin, la seconda sul fenomeno del cinema degli squali, apocrifi italiani compresi. Non solo. Parente è stato indispensabile anche per completare la corposa Storia del Cinema Horror Italiano in cinque volumi, perché il suo contributo alla parte sui giovani cineasti italiani (quinto volume) è fondamentale. Adesso lo scopro alla corte di Nicola Pesce, giovane e valente editore che fa cose egregie nel campo del fumetto (Jacovitti, Battaglia, Matteucci e chi più ne ha più ne metta) ma che non conoscevo come cultore di cinema. La prefazione è niente meno che del mio amico perduto Fabio Giovannini – perduto nel senso proustiano del termine, sono anni che non lo vedo e che non lo sento – vero esperto del cinema italiano (e non solo!), un autore dal quale tutti noi piccoli autori abbiamo imparato qualcosa. Il libro parte in quarta con la materia viva, da Romanzo criminale a Gomorra e Suburra, analizzando – come dice il sottotitolo – il crimine italiano sul grande e piccolo schermo. Vi confesso di non nutrire alcuna passione per Gomorra (il pessimo non romanzo di Saviano o la serie televisiva di Garrone non fa differenza), ancor meno per il pasticciato Suburra, ma di amare visceralmente il cinema di Caligari e il suo canto del cigno Non essere cattivo. Purtroppo Parente non ne parla, ma mi consolo con la Uno Bianca di Michele Soavi, passato in TV ai tempi dei veri sceneggiati, di cui sono stato un fan sfegatato. In ogni caso Parente ci conferma che i generi – come ai tempi del noir alla di Leo e del poliziottesco – siano cinematografici, politici o letterari, possono aiutare a riflettere sulla politica, sulla realtà, sulle condizioni sociali di un’epoca. E anche se in merito a Gomorra chi scrive ha un pensiero diametralmente opposto a quello di Parente, ritengo utile una pubblicazione che affronta temi e problemi messi in evidenza da Uno Bianca, Romanzo Criminale (film e serie), Gomorra (idem), Vallanzasca, Faccia d’angelo e Suburra. Edizione spartana, con il merito di un costo abbordabile, a imitazione Newton & Compton (mica c’è niente di male), molte foto in bianco e nero, un’intervista finale a Stefano Sollima. Un libro commerciale, visti i tempi, ma corretto.

Gordiano Lupi

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