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Forse non tutti sanno che (4) – Padre Agostino Gemelli, il “testone” dello spiritismo.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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agostino_gemelliDato che oggi sono stanca e non ho intenzione di raccontare il fattoide, ma vorrei comunque tenerlo sul sito sotto questa rubrica, lo pubblico in forma di estratto da un articolo sull’argomento trovato in Rete, ringraziando gli autori e linkando al post originale in calce.

E dunque… forse non tutti sanno che…

“La metafonia o transcomunicazione strumentale, ossia la comunicazione con gli spiriti per mezzo di strumenti tecnici, come una radio o un registratore, nacque ad opera di due preti. Padre Pellegrino Ernetti, il 20 dicembre 1986 al CEMM di Milano, in una conferenza disse: “La metafonia o psicofonia è nata qui a Milano, testimone io vivente, il giorno 17 settembre 1952 all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Padre Agostino Gemelli ebbe il primo atto legale della metafonia. Padre Gemelli che era devotissimo a suo padre, lo invocava spesso quando si trovava in situazioni critiche ‘Papà aiutami’. Ma la sorpresa fu quando tornammo indietro per ascoltare poi gli effetti. C’era la voce alta del suo papà che gli diceva: ‘Sì, sono qui, sempre con te, che ti aiuto’. Padre Gemelli cominciò a vacillare, a tremare, a sudare. ‘Ma… E’ Papà… il tono della voce è quello… Il timbro è quello!’ E fummo noi che gli dicemmo ‘Ma padre, glielo dica al suo papà: Papà sei tu? Sei veramente tu? E lui non voleva. Perchè allora c’era il problema della medianità che egli non voleva toccare. Finalmente si decise e il papà gli rispose: ‘Ma sì testone, non senti che sono io?’. La parola ‘testone’ era un appellativo con cui il padre chiamava sempre Agostino Gemelli. Quindi glielo disse proprio per farsi riconoscere. Chi ha letto la vita di padre Gemelli può ricordare che era intimo di Papa Pio XII e andammo in udienza privata, lui e noi, e raccontammo il fatto con molta semplicità. Pio XII, che era un uomo di altissima cultura, disse: ‘Padre, questo è un fatto di scienza; non un fatto di medianità, perchè il magnetofono incide quello che gli si dà, e se qui è inciso qualche cosa, vuol dire che è avvenuto all’esterno. Continui pure, perchè il progresso della scienza deve continuare. La Chiesa non è contro il progresso della scienza, non ha nessuna intenzione di ripetere oggi il caso di Galileo”.

Tratto da “La Chiesa e la comunicazione con gli Spiriti” (cliccare sul link per leggere tutto lo scritto).

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