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Vite che insegnano (7-8) e filosofia dell’anima – Dana Plato e Gary Coleman. Sul valore del dono che “sa” di “leggerezza”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Rina Brundu

dana_plato_1979Cioè, a volte noi tendiamo ad essere superficiali. Anche io che, adesso lo so, sarei capace di scrivere una intera enciclopedia di seghe mentali sulla posizione di una virgola e sulla sua stessa essenza. Poi, a volte, quando meno te lo aspetti senti qualcosa, una notizia, un gossip, una scoreggia che ti dà da pensare, e apre una finestra di ricordi. Infine, tra quei ricordi, quasi come stessi pescando dentro una cesta di preziosi, ti capita di catturare delle perle rare, di trattenerle almeno per un momento con te, in te. Perle che non avresti mai pensato fossero tali, che non avresti mai pensato importanti, a modo loro.

Una simile cosa mi è capitata ieri quando ho sentito che Dana Plato era morta. Dana Plato? Chi era costei? Il nome mi ricordava qualcosa, anche se io ho una memoria a due velocità. Ma per fortuna oggidì è facile scoprire chi era Dana Plato e una ricerca in Rete mi ha permesso di ricordare che Dana Plato era stata proprio la bella attrice che aveva fatto vivere il personaggio di Kimberly Drummond nella serie televisiva americana “Diff’rent Strokes” (1978-1986). Questa sit-com era nota in Italia con il titolo “Il mio amico Arnold”, in omaggio al personaggio principale Arnold Jackson, al secolo Gary Coleman.

Ma di Coleman ne parlo dopo. Ne parlo dopo perché scoprire che questa ragazza, che aveva interpretato un personaggio fictional amato al tempo della mia infanzia per la sua cortesia, gentilezza, bellezza, per quella sua semplicità d’animo aperto agli altri, era morta a soli 35 anni, ebbene sì, mi ha colpito. E mi ha colpito in maniera ancora più importante il venire a sapere della caduta verticale nella sua vita: in taverna si direbbe che è passata dalle stelle alle stalle. E le stalle comprendevano la droga, il lavoro precario, la morte del figlio, la depressione, l’impossibilità del ritorno. Ma perché mi importa così tanto di quest’altra vita dimenticata, mai sfiorata direttamente? Perché, lo comprendo solo adesso, a suo modo quella vita mi ha dato qualcosa. La sua arte mi ha dato qualcosa. Sogni di bambina, forse, però mi ha dato qualcosa.

Curioso! Noi non diamo mai troppo peso al valore del dono che sa di leggerezza. Pensiamo, quasi in automatico, che sia più importante conoscere a memoria tutta la cogitazione filosofica dei greci antichi, o le perle più sublimi di Nietzsche. Non è così! C’é una ricchezza, una grazia, e dunque, fondamentalmente, un insegnamento che possono consegnarci solo i momenti “leggeri” ma in qualche modo amati, perché poi, nel tempo, proprio quelli diventano ritaglio che racconta anche noi stessi, chi eravamo, come siamo stati, in ultima come siamo adesso, cosa siamo diventati.

Forse la notizia della morte di questa ragazza mi ha dunque “toccato” più del dovuto perché c’era un “grazie” che ancora non era stato detto e quindi voglio dirlo qui. Ma non solo a lei, anche allo stesso Gary Coleman che interpretava il mirabile Arnold Jackson, il ragazzino nero adottato da una famiglia bianca che viveva pure lui, con una “leggerezza” tutta speciale, le difficoltà di indossare un colore sbagliato della pelle in un’America ancora profondamente razzista come era quella degli anni 80. Fuori dallo schermo la vita di Coleman è stata finanche più martoriata di quella della Plato e anch’egli se n’é andato relativamente giovane, a soli 42 anni, nel 2010.

Le stelle davvero brillanti, gigantesche, bruciano velocemente il loro idrogeno e muoiono giovani creando supernove memorabili: mi chiedo se lo stesso principio di burn, burn, burn non si applichi anche alle nostre anime. Non per altro, ma perché, nel caso, c’é davvero da preoccuparsi: io sono ancora qui!

Rina Brundu

Dana Michelle Strain, più nota come Dana Plato (Maywood, 7 novembre 1964 – Moore, 8 maggio 1999), è stata un’attrice statunitense, famosa per il ruolo di Kimberly Drummond nella serie televisiva Il mio amico Arnold.

Biografia
La carriera della Plato, iniziata a 7 anni con l’apparizione in diversi spot pubblicitari, si interruppe bruscamente con lo stop della celebre serie televisiva Il mio amico Arnold, nella quale interpretava il personaggio di Kimberly; successivamente tentò un rilancio posando per Playboy nel 1989 ma in seguito finì per lavorare soltanto in pellicole softcore e B-movie.

Nel 1998 apparve nuda sulla copertina della rivista Girlfriends, dichiarandosi lesbica in un’intervista sulla stessa rivista, posizione successivamente smentita. Arrestata per rapina a mano armata in un negozio di video a Las Vegas — dove lavorava in una lavanderia — nel 1991, aveva da tempo gravi problemi di alcol e droga.

Fu trovata moribonda a causa di un’overdose di farmaci dal suo compagno dell’epoca, Robert Menchaca, dentro la roulotte parcheggiata vicino alla casa della madre di quest’ultimo.

La sera precedente alla sua morte Dana aveva partecipato al The Howard Stern Show, popolare programma radiofonico statunitense. Successivamente il suo corpo è stato cremato e le ceneri sono state disperse nell’oceano.

Morte del figlio
Il 6 maggio 2010 il figlio Tyler Lambert si è suicidato con un colpo di fucile in testa, quasi undici anni dopo la morte della madre. Aveva 25 anni ed era un aspirante rapper. Sua nonna paterna Joni Richardson ha affermato che faceva uso di alcolici e droga.[1]

Filmografia parziale
Televisione[modifica | modifica wikitesto]
L’uomo da sei milioni di dollari (The Six Million Dollar Man), (1974) – un episodio
In casa Lawrence (Family), (1976-1980) – 86 episodi
What Really Happened to the Class of ’65?, (1977-1978) – 14 episodi
Hello, Larry, (1979-1980) – 2 episodi
Il mio amico Arnold (Diff’rent Strokes), (1978-1986) – 142 episodi
L’albero delle mele (The Facts of Life), (1979) – un episodio
CHiPs, (1980) – 2 episodi, “Pattini a rotelle” e “La dottoressa” tutti e due nella terza stagione
Love Boat (The Love Boat), (1984) – un episodio
Genitori in blue jeans (Growing Pains), (1985) – un episodio
Cinema[modifica | modifica wikitesto]
L’esorcista II – L’eretico (Exorcist II: The Heretic), regia di John Boorman (1977) – non accreditata
Return to Boggy Creek, regia di Tom Moore (1977)
California Suite, regia di Herbert Ross (1978)
Prime Suspect, regia di Thomas Constantinides e Bruce Kimmel (1989)
Night trap, regia di James W. Riley (1992)
Le voci del silenzio, regia di John Martensen (1992)
Bikini Beach Race, regia di Eric Louzil (1992)
Evidenza sospetta, regia di Donald Farmer (1995)
Letal cowboy, regia di Rachel Gordon (1995)
Millenium day, regia di Ulli Lommel (1995)
Blade boxer, regia di Bruce Reisman (1997)
Tiger, regia di Serge Rodnunsky (1997)
Different Strokes, regia di Michael Paul Girard (1998)
The hostage, regia di Bryan Todd (1998)
Desperation boulevard, regia di Greg Glienna (1998)
Silent Scream, regia di James Chean (1999)
Pacino is missing, regia di Eric Galler (2002)

gary_coleman_croppedGary Wayne Coleman (Zion, 8 febbraio 1968 – Provo, 28 maggio 2010) è stato un attore statunitense. Fu celebre per il ruolo di Arnold Jackson nel telefilm Il mio amico Arnold (Diff’rent Strokes), andato in onda negli Stati Uniti dal 1978 al 1986.

Biografia
Carriera cinematografica e televisiva
Coleman, nato con una malattia congenita ai reni, soffrì sempre di nefrite. Come conseguenza la sua naturale crescita si interruppe in giovane età. Nel 1978, durante l’episodio della sit-com I Jefferson Uncle George and Aunt Louise, interpretò il ruolo di Raymond Jefferson, il nipote di George e Louise. Divenne famoso per il ruolo di Arnold Jackson nel telefilm Il mio amico Arnold.[1] Successivamente nel 1979 e 1982 fece dei camei nella serie L’albero delle mele (spin-off di Arnold) nel ruolo di Arnold Jackson. Grazie alla fama ottenuta dalla serie nel 1982 è protagonista del cartone animato The Gary Coleman Show (basato sul film L’angioletto senza ali), interpretato dallo stesso Coleman.

Sempre nel 1979 è protagonista del film TV La mascotte (The Kid from Left Field), un film ambientato nel mondo del baseball, remake dell’omonimo film del 1953. Nel 1996 comparve nell’ultimo episodio della sit-com Willy il principe di Bel-Air, insieme a Conrad Bain, sempre nel ruolo di Arnold e padre come potenziali acquirenti della casa dello zio di Willy. In quest’occasione ha rispolverato il vecchio tormentone “Che cavolo stai dicendo Willis” modificandolo in “Che cavolo stai dicendo Willy” rivolto a Will Smith, questa fu l’ultima apparizione del personaggio di Arnold.

Nel 2002 ha partecipato alla trasmissione Matricole & Meteore condotta da Enrico Papi dove Sabrina Salerno, improvvisatasi inviata speciale, andò a intervistarlo negli Stati Uniti d’America. Nel 2006 è stato protagonista del film La vera storia di Arnold[2]. Ha fatto alcune apparizioni nella sit-com statunitense Tutto in famiglia. Ha partecipato a due episodi della serie statunitense Buck Rogers. Ha partecipato, nel 2006, alla serie televisiva per ragazzi su Nickelodeon, Drake e Josh.

Abbandonata l’attività di attore, lavorò come guardia privata nello Utah, dove si era trasferito nel 2005, comparendo di tanto in tanto in alcune produzioni minori o per qualche cameo.

Collaborazioni musicali
Successivamente apparve in vari video musicali. Qui è riportata la cronologia:

Nel 1999 appare nel video musicale Cowboy di Kid Rock nelle vesti di un pistolero.
Nel 2000 ha partecipato al video musicale degli Slum Village “Climax” nella veste di commesso.
Nel 2005 ha partecipato al video musicale del wrestler John Cena Bad Bad Man.
Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]
Ebbe anche un’esperienza politica nel 2003, quando annunciò la sua candidatura a governatore della California; a seguito della discesa in campo di Arnold Schwarzenegger, dichiarò di volersi ritirare e di voler appoggiare l’ex attore, ma essendo ormai ufficialmente iscritto nella lista dei candidati non poté far depennare il suo nome dalla scheda elettorale. Nelle consultazioni Coleman ottenne 14.282 preferenze (0,16%) e arrivò ottavo su 135. Nell’agosto del 2007[3] Coleman sposò Shannon Price, conosciuta durante le riprese del film Church Ball; la notizia del matrimonio, comunque, fu resa pubblica solo molti mesi dopo, nel febbraio 2008. Dopo soli otto mesi di matrimonio decise però di recarsi con la giovane moglie in diretta televisiva nel programma statunitense “Divorce Court” ma, a differenza degli altri concorrenti del programma, con l’intento di salvare il matrimonio.[4]

Guai giudiziari
È stato arrestato due volte: nel 2008 per aver investito una persona in un parcheggio, e nel 2009 per presunte violenze domestiche[5]. Successivamente, durante una puntata della trasmissione televisiva The Insider, volta a riabilitarlo di fronte al pubblico, diede in escandescenze nei confronti di conduttori e giornalisti e abbandonò precipitosamente la scena tra la costernazione generale[6].

Morte
A causa della grave forma di insufficienza renale cui l’attore era affetto fin dall’infanzia, aveva dovuto subire due trapianti di reni in giovane età, e si doveva sottoporre a dialisi giornaliere. Dopo essere stato sottoposto ad altre due operazioni chirurgiche nei primi mesi del 2010, secondo le ricostruzioni si sarebbe verificato un ulteriore incidente due notti prima di morire, nell’abitazione dell’attore a Santaquin, nei pressi di Salt Lake City, dove l’attore è caduto battendo la testa.

Dopo il trasporto d’urgenza in ospedale, le sue condizioni sono peggiorate il giorno successivo, quando ha perso conoscenza ed è andato in coma. Da allora è stato mantenuto in vita artificialmente per un altro giorno fino a che la moglie non ha richiesto il distacco delle apparecchiature[7]. È morto all’ospedale di Provo il 28 maggio 2010, alle 20:05 (ora italiana)[8][9].

Altre apparizioni
È apparso nell’episodio de I Simpsons A Natale ogni spassolo vale.
È apparso nell’episodio de I Griffin Brian torna al college.
Nel 1986 è stato ospite della trasmissione Superflash, condotta da Mike Bongiorno su Canale 5. In quell’occasione gli venne regalato un modellino di locomotiva, in quanto Coleman era collezionista di trenini.
Nel 1995 è apparso nell’episodio “Hot Wheels” (stagione 2, episodio 12) della sitcom E vissero infelici per sempre (Unhappily Ever After).
Nel 1997 ha doppiato il personaggio di Kenny Falmouth nell’edizione in lingua inglese del videogioco The Curse of Monkey Island.
Nel 2001 è apparso nel quarto episodio (Perfect Dad) della 2ª stagione del telefilm My Wife and Kids (Tutto in famiglia) andato poi in onda in Italia nel 2006.
Nel 2003 ha prestato la voce e il volto alla casa di sviluppo RWS per il videogioco Postal², e successivamente ne è diventato una sorta di mascotte.
Nel 2008 è stato ospite nel programma di Rai Uno I migliori anni, condotto da Carlo Conti.
Omaggi e citazioni[modifica | modifica wikitesto]
Caparezza cita il suo broncio in GoodBye Malinconia.
Fabri Fibra dedica una canzone a Gary Coleman in Il mio amico Arnold.
Nel gioco Postal 2 il appare come obbiettivo da uccidere
Paolo Ruffini, suo grande fan da quando era un bambino, si è fatto tatuare sull’avambraccio destro, il volto di Arnold con la sua tipica espressione.
Coleman in Avenue Q[modifica | modifica wikitesto]
Nel musical Avenue Q uno dei personaggi è proprio Gary Coleman, che dimenticato dalla TV e caduto in disgrazia si è ridotto a fare il portinaio del condominio in cui vivono i personaggi, mentre nella versione italiana dell’opera, il personaggio corrispondente è Arnold.

(Biografie tratte dalle pagine wikipediche italiane)

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