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Che uomini, gente mia!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Nico Grilloni

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Maiale orwelliano?

Tempo fa, un magistrato che non coltiva molta stima per alcuni suoi colleghi, mi diceva che sarebbe opportuno introdurre, per legge, l’obbligatorietà di visita neuropsichiatrica periodica (annuale?) per alcune categorie, segnatamente per i magistrati e per gli insegnanti, così come si fa per i piloti e per i conduttori di aerei in genere. Perché queste categorie – sottolineava a ragion veduta – col loro improprio comportamento, possono recare notevoli danni alla società. Condivido l’idea, ma estenderei l’esame clinico generale anche agli uomini politici che, sebbene non vadano a schiantarsi al suolo con un velivolo, per la loro precaria salute e per il loro ancor più precario equilibrio rischiano di schiantare l’Italia tutta.

Penso, ovviamente, a Renzi, ma anche al governatore della Puglia. Il primo, che tre anni fa scese nell’arena politica autodefinendosi rottamatore, nel triennio appunto, è stato capace di mandare al robivecchi tutto ciò su cui si è impegnato. Fino all’inaudito flop del 4 dicembre dello scorso anno. E ora, proseguendo nelle smanie che gli sono evidentemente più congeniali, sta rottamando il Pd, ossia quell’unica forza politica che avrebbe potuto contrastare l’avanzata dei 5Stelle e il ritorno sul palcoscenico di Silvio Berlusconi.

Insomma, il rottamatore sta rottamando anche i suoi e il suo partito. Sembra una follia e forse lo è. Ma appunto per tale possibile diagnosi, sarebbe opportuno che venisse sottoposto a visita medica anche chi vuol darsi all’attività politica. Perché, a ben guardare, il comportamento di Renzi, sebbene improntato ad una nonchalance assai poco credibile, mi rappresenta figurativamente un individuo che con estrema indifferenza entri in un negozio di cristalleria e sotto lo sguardo – anche questo stranamente indifferente – degli astanti si dia a frantumare tutto ciò che lo circonda. E poi, compiuta la demolizione, si allontani sereno, veleggiando verso la California. E non vogliamo psicanalizzare questo soggetto? Questo soggetto che, come novello re Mida, trasforma, non in oro, ma in deiezioni tutto ciò a cui dedica la personale attenzione? Sì, l’esame, almeno neurologico, si impone. E si impone per tutti i cittadini che alla politica vorranno attivamente dedicarsi. Che potranno intraprendere questa via solo dopo aver esibito all’elettorato un certificato di sana e robusta costituzione mentale più che fisica.

E veniamo all’altro virgulto dell’ultim’ora. A quel Michele Emiliano che, in fondo, non deve avere di sé chissà che considerazione. Perché non altrimenti potrebbe spiegarsi l’inversione a U realizzata nelle ultime 48 ore. Da che sembrava il promotore, quasi il Don Chisciotte, dell’ammutinamento che avrebbe dovuto indurre tanti altri ad abbandonare Renzi, alla fine della giostra ha preferito bocciare l’idea preferendo il calduccio di un déjà-vu pluricollaudato. E da Don Chisciotte, senza ombra di resipiscenza né minimo rossore, si è trasformato in palafreniere. Che uomini, gente, che uomini: ventre prominente e palle da toro. Che si vuole di più?

E così l’Italia zoppicando cammina. Zoppicando. Come sempre. Tristezza infinita.

Nico Grilloni

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info@ipaziabooks.com

1 Comment on Che uomini, gente mia!

  1. Qui debbo davvero dire la mia. Credo sia un mio dovere. Di Michele Emiliano preferisco non parlarne: evidentemente abbiamo preso tutti un abbaglio. Pensavamo di avere trovato qualcuno con le balle capace di riportare ragione nel covo renzista, invece trattavasi di un’altro follower tra i tanti. Si è dato il martello sugli zebedei da solo, ha perso credibilità: cazzi suoi!

    Ciò che continua invece ad offendermi nell’anima è che un Paese come il nostro che sarà in declino quanto vuoi ma è stato casa madre di spiriti giganti abbia potuto partorire una mostruosità come Matteo Renzi e il renzismo. Ancora di più che abbia potuto partorini gli sgherri mediatici che lo elevano alla massima potenza con i nostri soldi sul servizio pubblico e sui loro giornali: carta straccia che non useresti mai neppure per pulirti il culo!

    Matteo Renzi, la sua pochezza politica e intellettuale, l’arrivismo che lo porta a sfasciare un partito pur di imporsi, la determinazione a ordire trame, la convinzione di essere leader (de che?) senza rendersi conto che è diventato in soli tre anni il peggior politico (se cosi vogliamo scrivere) che questa nazione abbia mai avuto, che non ha un seguito se non tra i vecchi barbogi desiderosi di far risorgere la più malata DC, sono davvero il peggio che ci sia stato dato di testimoniare. Un qualcosa che questa nazione non si meritava, uno sputo ai tanti che lavorano, che si alzano ogni giorno, che nonostante tutto sperano ancora. Uno sputo all’intelligenza, alla capacità imprenditoriale, al know-how.

    In barba ai sondaggi fasulli che ci sbattono ad ogni ora sotto il naso in atto di wishful thinking e nella speranza di prenderci tutti per il culo, attendiamo il momento in cui si potrà dare il calcio definitivo a questo triennio da dimenticare, a quest’epoca della corruzione al potere come ha giustamente fatto notare la UE: altro che mani pulite!

    E che il cielo ci salvi fino a quel momento! Sic!

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  1. Che uomini, gente mia! – Onda Lucana

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