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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Dissertazione di una giovane non-qualificata osservatrice (English version inside)

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! ….

In fondo, l’ennesima dimostrazione che il giornalismo italiano è un mero apostrofo distopico e ridondante tra le parole “Capo, quanto vuoi che mi fletta?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Elena Ludovisi

silhouette-1447173_960_720Questo è un articolo per chi nella vita ha conosciuto l’amore, ma è soprattutto per chi non ha fretta di conoscerlo o rincontrarlo. E infatti, uno dei vantaggi della vita da single è proprio il tempo che si ha a disposizione per osservare la realtà circostante.

A volte mi piace immaginare la vita con un’immagine stereotipata, antica e anche un po’ banale, ossia una nave in mezzo al mare. In alcuni periodi il mare è quieto, cordiale e tuo alleato nel raggiungimento dell’obiettivo (ammesso che ne hai uno – che poi, col tempo, ho imparato che ci sono periodi in cui non averlo non è assolutamente nulla di grave).

Ma in altri l’unico alleato che hai sei te stesso. Perché magari sei inseguito da uno squalo o sei nel pieno di una terribile tempesta.

Ad ogni modo questo, in realtà, con il discorso che mi accingo a fare c’entra solo marginalmente.

Quello di cui vorrei parlare è del senso di solitudine che accomuna la maggioranza della popolazione giovanile a cui appartengo. Ho vissuto la solitudine in molte delle sue sfaccettature; l’ho ignorata, rinnegata, mi sono opposta e purtroppo l’ho anche detestata. Poi impari a gestirla, le dai due pacche sulla testa in segno di vago e tentato affetto e lasci che ti prenda la mano per accompagnarti quando il mare è calmo.

Ma a un certo punto succede qualcosa che lentamente conforta il cuore, qualcosa che ti trasforma in una freccia impaziente d’essere scoccata e di attraversare la retta che sta davanti a lei. Sei pronta. Sei quella che dovevi essere e nessun altro.

Tenendo stretta per mano la tua solitudine piena di amici e persone che ti ammirano, lasci che essa stessa ti parli e che diventi un’ottima alleata per l’analisi quotidiana della vita.

In parole meno figurate e senza troppi giri di terminologia metaforica/aulica, quello che succede è che cominci a diventare sicura di te; senza fretta affili le armi che hai scelto per conoscere il mondo: la tua intelligenza, la tua conoscenza, il tuo giudizio, i tuoi valori, le tue idee e il tuo spirito di critica.

A questo punto è possibile che tu, lettore paziente, sia un pochino perso. È possibile che non riesca a trovare la connessione tra questo pippone esistenzialista e l’argomento più sputtanato da quando l’essere umano ha inventato Sentieri (“This is the time to remember…”, ricordi? Spero di no per te): l’amore.

Non voglio indagare su quanto te lo sia sentito dire, quindi te lo ripeterò pure io. Sai da dove inizia tutto? Da te che sai stare bene da solo.

Eureka!, Sorpresa!

Ecco, adesso ti sei incupito. Oppure mi guardi con aria di sufficienza. O peggio ancora non mi credi perché ci hai provato e hai fallito. Che dirti lettore, benvenuto nel club. Sai quanto ci vuole?

Mi dispiace dirtelo ma se non decidi di cambiare rotta e navigare con pazienza e senza fretta potrebbe volertici anche tutta la vita. E sarebbe un peccato.

Sto incontrando una quantità allarmante di gente che mi dice di desiderare una relazione, ma non sento quasi mai dire “Voglio iniziare una relazione con quella persona”.

Non so com’era qualche ventennio fa, posso solo osservare quello che mi circonda. E di questi tempi ho come l’impressione che noi giovani siamo incapaci di scegliere e, prima ancora, di selezionare.

Non è la storia con una persona naturalmente diversa da te – e quindi eventualmente non colpevole di non aver saputo mantenere la vostra relazione in piedi – a rendere la vita più colorata ed eccitante. Quello che desideriamo tantissimo e che quindi idealizziamo è un legame e, troppo spesso, con chi diventa di poca importanza. Siamo terrorizzati di rimanere da soli e di rado siamo in grado di stare da soli.

Quello che sto cercando di dire è che se non hai ancora imparato a maneggiare il grande privilegio della tua solutidine sentimentale puoi stare comunque tranquillo che non ti sarà difficile intraprendere una relazione con qualcuno. Ma quello di cui dovresti preoccuparti è se lo stai facendo con la persona giusta.

La persona giusta non si incontra dentro i panni di molti essere umani che ci circondano quando andiamo a fare la spesa, o siamo in tram, o in sala d’attesa dal dentista.

Ci sono periodi della vita in cui tutto va talmente male che l’unica persona giusta in quel momento sei tu, e a volte sei anche di troppo per tutta la merda che devi affrontare. Poi ce ne sono altri in cui devi ribeccarti dalla merda che hai affrontato e per tornare a respirare l’aria fresca del mare ti ci vuole la solitudine, e basta.

E poi ce ne sono altri ancora… in cui la incontri, quella persona. Ognuno ha un proprio metodo di giudizio, ma c’è un senso di appartenenza che ci accomuna tutti e che in casi specifici sale in superficie portando con sé un sapore speciale a cui non siamo spesso abituati.

Quella persona la percepisci come qualcosa di potenzialmente buono, un accesso alla parte inesplorata di te che sai ha bisogno di crescere. È la capacità di percepire le onde che quella persona ti trasmette. Ed è proprio questo istinto primordiale (che i nostri antenati magari traducevano con l’annusarsi il deretano a vicenda) che stiamo perdendo. È la capacità di aspettare, di osservare e di percepire.

Sono sicura che anche questa te la sei sentita dire tante volte: le cose non accadono per caso. Se sei single e soffri è tempo di esplorarti e cambiare rotta. Se sei in una relazione che ti soffoca è tempo di essere onesti e, per favore, sii onesto. Ma se invece hai incontrato quella persona che senti potrebbe accrescerti, allora devi promettere a te stesso che farai del tuo meglio per conoscerla di più, perché in questo turbinio di delirante paura di rimanere da soli trovarsi è davvero difficile.

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Dissertation of a young non-qualified observer

This article is for those who fell in love at least once in their life, but firstly is for those who are not rushing to find it again. In fact, one of the biggest advantages of being single is the amount of time you have to observe the reality around you.

I like to imagine life with a stereotyped and boring image, which is a boat in the sea. Sometimes the sea is quiet and your best fellow for reaching out to your purposes (and if you have none don’t worry, with the time I learned that it’s no big deal not to have any, things will always change).

In some others, though, the only fellow you have is yourself, possibly because you’re being chased by a shark or are in the middle of a terrible storm.

However, this has very little in common with the topic I’m going to talk about. What I would like to talk about is that sense of solitude that way too many people of my generation happen to experience. I had tried solitude in many of its aspects. I ignored it, repudiated it and even hated it.

But then with the time you learn to “manage” it, you give it a pat on the head as if you start to appreciate it and let it take your hand and accompany you when the sea is calm.

And all of a sudden something happens and it slowly starts to comfort your heart; something which transforms you into an arrow ready to be shot, ready to travel the line right in front of it.

You’re ready. You’re what you were meant to be and no one else.

So while you’re holding the hand to your solitude made up of great friends and people that appreciate you, you let it talk to you and you let it turn into the best tool you use to observe and analyze the daily life.

In simple terms it happens that you start to be more self-confident. You sharpen the blades that you’ve chosen to explore the world: your intelligence, your knowledge, your sense of judgment, your critical ability, your values and your ideas.

At this point it’s likely that you, my patient reader, are a bit lost. It’s possible that you struggle to find the connection between this existentialist rambling speech and the most speculated topic since the human had invented Beautiful: love.

I don’t even want to know how many times you’ve heard this, therefore I will tell you once again. Do you know where it all starts? From you being able to be alone.

Surprise!, Eureka!

There you go, now you’re clouding over. Or you’re being so smug about it. Or even worse you simply don’t believe me because you had tried but failed. Well, what can I say dear reader… welcome to the club! Do you have a rough idea how long it takes?

I’m sorry to say that if you won’t start to navigate through the sea with a bit of more patience then it might take your entire life. And that’d be a shame.

Lately I’ve met an alarming quantity of people of my age saying that they want to have a relation, but I’ve hardly heard people saying “I want to start something with that person.” I have no clue how life looked like back 20 years ago, I can observe only what’s surrounding me. And nowadays I have the impression that we, as the young generation of this present historical time, are not able to choose and select.

It’s not a relation with a person who happens to be different from you that will make your life more exciting and colorful, simply because everybody is different and beautiful and boring and detestable in countless ways.

What we crave for and consequently tend to idealize is a bond. And way too many times the “who with” becomes an irrelevant aspect. We are super scared to being alone and are hardly able to be on our own.

What I’m trying to say is that if you haven’t learned to handle the great benefit coming from your sentimental solitude you can be 100% sure that sooner or later you will start a relation with someone. But actually what you should worry about is “am I doing this with the right person?”.

You don’t encounter the right person only because he/she is wearing a human-costume and is cute. The right person is not necessarily the guy you meet at the supermarket, on the tram or in your dentist’s waiting room.

There are some times in one’s life when everything goes so bad that the only right person at that time and in that space is you. Then there are other times when you just need to recover from all the shit you had to deal with and in order to breathe some fresh air all you need is solitude, and that’s it.

And then there some other times when you meet that person. There’s that sense of belonging tightening up us all which in specific cases comes to the surface with a special flavor that we’re not really used to.

You perceive that person as something potentially good for you; an impulse to explore that side of yours that you know it needs to grow; it’s the ability to perceive the person’s wave and to acknowledge how he/she makes you feel. This is what we’re loosing: a primordial instinct that our ancestors simply manifested by smelling each other’s arse.

I’m pretty sure that you’ve heard hundreds time this one as well: nothing happens for no reason. If you’re single and you’re suffering then maybe it’s time to explore yourself and drift your track. If you’re committed to a relation but feel like it’s chocking you, then it’s time to be honest (and please do so).

But if you’ve met that person then you must promise yourself that you will do whatever possible to know him/her better. Because in all this mess and spasmodic need to being alone is really hard to find each other.

Elena Ludovisi

(Please note – This is the original author’s article. Rosebud does NOT carry out any editing on authors’ works)

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