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COMPENDIO DELLA CIVILTÀ DEI SARDI NURAGICI – Tombe di giganti e domos de Janas

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Tomba di gigante o gigantinu

Proprio come le navetas «navicelle» delle Baleari, anche la “tomba di gigante” della civiltà sardo-nuragica ha la forma di una barca capovolta e con una poppa tagliata e appiattita. Solo che in generale i gigantinos sardi hanno assunto anche un’altra forma architettonica e pure simbolica, quando la originaria sagoma della navicella si è trasformata in quella della sacra protome taurina, col prolungamento della poppa tagliata della barca nelle due ali laterali imitanti appunto le corna del toro. Inoltre è certo che sia le navetas baleariche sia i gigantinos sardi a forma di barca in effetti corrispondono, nel loro valore simbolico e religioso, alle «navicelle funerarie» nuragiche, che si ricollegano alle «navicelle funerarie» degli antichi Egizi, con le quali essi ritenevano che i defunti facessero il loro ultimo viaggio verso l’oltretomba. Però la simbologia funeraria della barca “capovolta” innanzi tutto rispecchia il tumulo di terra che si determina sempre su una salma che sia sepolta nel terreno; in secondo luogo è legata all’altra concezione propria degli Egizi secondo cui quello dei morti sarebbe il “mondo dei capovolti”; in terzo luogo è legata alla concezione, comune a molti popoli antichi, secondo cui l’astro della Luna/Proserpina, dea della notte e del mondo tenebroso dei morti, fosse anch’esso una navicella che naviga nel cielo.- Le Tombe di gigante o gigantinos sono state così denominate dai Sardi recenti, per il motivo che ritenevano che solamente dei giganti fossero capaci di muovere e sollevare i grandi massi, mentre in realtà i Sardi Nuragici facevano queste operazioni con grande facilità, cioè con l’uso di slitte, leve e cunei di legno oppure di ferro. Vedi Nuraghi: tecnica costruttiva.

 

Tombe nei e attorno ai nuraghi

Moltissimi nuraghi risultano ancora circondati da tombe di giganti e da domos de Janas (che dal periodo prenuragico sono dunque durate fino a quello nuragico): ma dappertutto in epoca antica le tombe sono state sistemate attorno ai templi, per mettere i defunti sotto la protezione delle divinità ivi venerate, mentre le tombe non sono mai state sistemate attorno alle fortezze dei guerrieri e attorno alle regge dei sovrani!- Il grandioso nuraghe Losa di Abbasanta risulta tuttora circondato da tombicelle a incinerazione scavate nella roccia, che fa da pavimento al cortile. In una di queste è stata trovata una moneta dell’imperatore romano Adriano (117-138 d. C.) e in un’altra una moneta addiritura di epoca longobarda. Queste monete erano l’obolo offerto a Caronte per il traghetto del defunto attraverso la palude Stigia. D’altronde lo stesso vocabolo sardo «losa» significa «lastra, lapide», «tomba».- Proprio dentro altri nuraghi sono stati trovati i resti di scheletri umani; uno ancora dentro una nicchia, come mostra un disegno pubblicato da quel serio studioso che era Alberto La Marmora. E pure l’archeologo scavatore del Nuraxi di Barumini ha scritto di avervi trovato, in un andito e nel cortile, i resti di copiosi scheletri umani, ma dato che riteneva che il grandioso nuraghe fosse una “fortezza”, non li ha tenuti in nessuna considerazione e probabilmente li ha lasciati disperdere.- E pure in nessuna considerazione ha tenuto un cimitero di epoca romana rinvenuto nei pressi del nuraghe (G. Lilliu, Il nuraghe di Barumini e la stratigrafia nuragica, in “Studi Sardi”, XII-XIII, pgg.145, 419; idem, I nuraghi torri preistoriche della Sardegna, Cagliari 1962, pg. 124). In tutte le civiltà e con tutte le religioni – c’è da precisare e sottolineare – i templi hanno ospitato ed ospitano anche le tombe di Eroi, di Sovrani e Principi, di Capitribù e di grandi Sacerdoti e personaggi.

Estratto da “COMPENDIO DELLA CIVILTÀ DEI SARDI NURAGICI” di Massimo Pittau (Ipazia Books, 2017).

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Product Details

  • File Size: 1506 KB
  • Print Length: 358 pages
  • Simultaneous Device Usage: Unlimited
  • Publication Date: February 9, 2017
  • Sold by: Amazon Digital Services LLC
  • Language: Italian
  • ASIN: B06WP3BF96
  • Publisher: Ipazia Books www.ipaziabooks.com
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info@ipaziabooks.com

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