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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

La nuova lettera di Raffaele a Francesca (2017)

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Gli intellettuali sono razionali
lucidi, imparziali, sempre concettuali
sono esistenziali, molto sostanziali
sovrastrutturali e decisionali.
(Giorgio Gaber)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Il lessico di quel dannatissimo sito della Brundu fa tutt’uno con il pensiero che esprime in parole, costituisce la manifestazione del pensiero e quindi della sostanza del fatto e della sua verità. (Eugenio Scalfari aka Rina Brundu)

Raffaele Pisani

Documento (4)(4).jpgCome sappiamo di regola Rosebud non pubblica momenti-romantici che lasciamo interamente al “Corriere della Sera”. Vero è che l’anno scorso (mi pare fosse l’anno scorso e non due anni fa), Raffaele Pisani mi mandò la sua lettera alla moglie per San Valentino e io non gliela pubblicai: manco a farlo apposta la pubblicò il Corriere (tutto vero come potrà confermare il signor Pisani). La faccenda naturalmente non mi ha fatto cambiare idea su questa tipologia di componimenti (anzi!!), ma certo è che il signor Pisani è una persona di rara cortesia e gentilezza, mentre il suo amore per la sua Francesca riflette una vera comunione d’anime, e per questo motivo, quest’anno, una tantum, pubblico la nuova lettera di Raffaele a Francesca, sperando di farlo felice. Del resto non possiamo parlare sempre di immondi politicanti italici, o no?

Enjoy e auguri a questa coppia innamoratissima! RB

PS L’eccezionale accompagnamento musicale – No potho reposare cantata da Maria Carta -, postata tra i commenti, è invece un gentile omaggio della redazione, dato il periodo canterino (in ogni caso sarà difficile fare peggio dell’attuale Sanremo!).

PS2 Si ricordi signor Raffaele che mi deve un favore mi sento come un cane in Chiesa, peggio come un giornalista gossiparo di Via Solferino!


Francesca, da trentasei anni assieme e mille motivi per amarti, sempre!
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Andavi di corsa, stamattina, era tardi e dovevi correre al lavoro… eppure mi hai baciato e poi, sulle scale, ti sei fermata un istante e mi hai sorriso, quel sorriso dolce che ancora riesce a intenerirmi. E dire che sono quasi trentasei anni da quel 23 maggio dell’81 quando ci incontrammo. Il tuo matrimonio da pochi mesi era finito e, guarda caso, anche il mio si era concluso quasi nello stesso periodo. Il caso ci fece incontrare lontani da casa. La magia di quei momenti è ancora viva nei nostri cuori! Ci scambiammo qualche frase di circostanza e poi venne fuori il tuo dolore e la tua determinazione a continuare la tua vita da sola. Io no, ti dissi: io spero ancora di trovare la compagna della mia vita! A pranzo, fra centinaia di convitati, ci ritrovammo seduti uno accanto all’altra e – te lo ricordi ancora – ti mettevo nel piatto le ciliegie più belle. Da allora non ho mai smesso di avere per te gesti di amore e di tenerezza. La nostra vita non è stata facile, specialmente per i primi nove anni. Io a Napoli, tu a Catania. Ci vedevamo per qualche giorno ogni due settimane, eppure abbiamo ricordi bellissimi di quel periodo. Non abbiamo mai smesso di sperare che un giorno saremmo potuti stare sempre assieme, senza prendere treni, affrontare viaggi, spesso disagevoli per gli scioperi, i ritardi, le intemperie, i treni superaffollati.
Sicuramente abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa, fare qualche “passo indietro”, dare qualche piccola “aggiustatina” al timone, ma lo abbiamo fatto sempre di comune accordo e nel rispetto dell’altro. Pensando di fare poco per me, qualche volta mi chiedi perché ti amo. Per tante cose: per il tuo modo di essere donna, madre, moglie, compagna. Ti amo per la professionalità, la dedizione e l’amore che ti distinguono negli impegni della vita quotidiana; per come accogli e dialoghi con il ragazzo di colore o la zingarella che ti chiedono qualche spicciolo e come, assieme all’offerta, li stimoli a cercare lavoro per riprendersi la vita nelle mani e ritrovare la loro dignità di esseri umani, perché sai che “la vera carità consiste nel restituire la dignità agli altri e che se non è condivisa, ma calata dall’alto, crea solo dipendenza”. Ti amo perché quando entriamo in una libreria ti senti nell’ambiente tuo più congeniale e quando apri un libro appena acquistato ci tuffi il viso per sentire il profumo delle pagine stampate. Ti amo quando mi fai trovare sul letto i ritagli degli articoli che tu hai letto e che vuoi condividere con me. Ti amo per l’amore che hai per la tua Catania e per il costante impegno che metti nel lottare contro gli incivili e non demordi neppure quando ti rendi conto che battagli contro i mulini a vento. Ti amo per la limpidezza dei tuoi sentimenti, per la lealtà dei tuoi comportamenti, per la tolleranza con cui affronti momenti pesanti. Ti amo per la pazienza che hai (nel tuo DNA di sicuro avrai “mille Giobbe”) e che ti permette di passare sopra a tanti piccoli o grandi contrasti, cercando sempre di vedere le cose con gli occhi dell’altro.
Ti amo perché penso che avevi appena diciotto mesi quando perdesti tua madre e a quanto hai sofferto. Ti amo perché in questi trentasei anni non ho mai sentito da te una sola parola, una soltanto, di astio o di recriminazione nei confronti di chi ti ha fatto del male. Ti amo per il modo ironico che riesci a sfoderare in certi momenti di tensione, facendo così crollare i muri che potrebbero creare disarmonie. Ti amo per il bene che vuoi ai miei fratelli, ai miei due figli e alla loro madre, affetto peraltro da loro ricambiato. Ti amo per l’amore e l’ammirazione che senti per la mia Napoli apprezzando le cose che la rendono unica. Ti amo perché riesci sempre a comprendere le mie “cadute”, sempre pronta ad aiutarmi per farmi rialzare e per farmi migliorare. Ti amo quando uscendo o rientrando a casa ti accarezzi la piantina di garofanini che germogliano in continuazione e mi sorridi quando ti dico che si riproducono numerosi proprio grazie alle tue carezze. Ti amo perché a te come a me  piace camminare sempre mano nella mano. Ti amo quando mi dici che la mia mano ti dà le stesse sensazioni che ti dava la mano di tuo padre quando bambina passeggiavi con lui, e senti nella mia la medesima sicurezza che ti dava papà Giuseppe. Ti amo per la gioia infantile che provi a fare con me le piccole cose come sorridere alla luna piena e mangiare i panini preparati da me seduti su una panchina. Ti amo per la dolcezza del bacio che ci scambiamo appena svegli e per la tenerezza della “buonanotte” che ci sussurriamo prima di addormentarci. Ti amo perché al primo bacio del mattino sappiamo chiedere reciprocamente “scusa” se la sera prima c’è stata qualche incomprensione. Ti amo per l’emozione che ancora mi regalano i tuoi sguardi, specialmente quando li accompagni con quel pizzico di “spiritosa malizia”! Ti amo perché hai saputo far nascere nel mio cuore i versi più sinceri e spontanei da dedicare al nostro amore. Per tutte queste cose ti amo, e per tutte le altre che sento ma che non so esprimere a parole io, vecchio scugnizzo che ha imparato a vivere nei vicoli e nelle strade di Napoli e di Afragola. Ti amo, e non mi stancherò mai di ripeterti che sei il dono più bello che ho avuto dal Signore… e poiché penso che l’amore abbia il potere di generare amore, assieme a te, con tutta la gioia che abbiamo nei nostri cuori, voglio dedicare questa nostra meravigliosa favola, con un mondo di auguri di ogni bene, a tutte le coppie dell’universo.
Raffaele
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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

2 Comments on La nuova lettera di Raffaele a Francesca (2017)

  1. Bella anche questa Maria Carta più “impegnata” come usavasi prima del renzismo…

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