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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Ben venga Michele Emiliano quale Segretario del PD, ma il problema dirigenziale non sarà risolto! E dei “delfini” italiani fatti fuori sul nascere.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! ….

In fondo, l’ennesima dimostrazione che il giornalismo italiano è un mero apostrofo distopico e ridondante tra le parole “Capo, quanto vuoi che mi fletta?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

emilianoVivaddio, il PD si è finamente accorto che il suo attuale Segretario tra le altre cose ha trasformato l’erede del nobile PCI gramsciano nel, cito da Il Fatto Quotidiano “… partito dell’establishment. Il partito dei petrolieri, dei finanzieri, dei banchieri. Un partito interessato solo ai potenti.”. Premetto che a mio avviso anche l’establishment, i petrolieri, i finanzieri, i banchieri, i potenti a qualsiasi titolo hanno diritto a crearsi un partito, ma che quel partito non potesse essere il PD – io che non ho mai avuto troppa simpatia per la sinistra – lo avevo capito almeno tre anni e mezzo fa, non appena ho visto l’interesse-“disinteressato” con cui l’ex PdC (che non nominerò più, come ho già promesso in altro post), faceva politica: un avvoltoio davanti ad una carcassa appena spirata sarebbe apparso infatti meno avido!

Ma vero è che non tutti abbiamo la stessa prontezza di spirito, ben venga quindi questa ritardata epifania politica, specialmente quando ad essere stata illuminata è la mente di Michele Emiliano, attuale governatore della Puglia, e spina nel fianco del regime renzista anche quando questo si trovava all’apice del suo brillare di luce riflessa. Ben venga finanche un Michele Emiliano pacato e raziocinante, nonché capace di riportare questo grande partito dentro i binari della decenza amministrativa visto il numero di iscritti che è costato l’infelice deragliamento (i.e. che almeno ci provino a fare finta di interessarsi delle necessità del loro popolo e non solo degli amministratori di Banca Etruria o dei Rolex elargiti a mani basse dagli emiri arabi!).

Tuttavia, anche qualora Emiliano riuscisse nel suo intento e diventasse il nuovo Segretario del PD, questo partito difficilmente risolverebbe il problema dirigenziale che probabilmente dura ininterrottamente dai tempi della scomparsa di Berlinguer. Certo, forse nessuno si sarebbe aspettato che, tre anni fa, i vertici del PD si facessero turlupinare politicamente nella maniera in cui si sono fatti turlupinare dal primo avventuriero che passava, e che per inciso somigliava molto più al delfino politico di Berlusconi che al delfino politico di Berlinguer, ma evidentemente non è tutto oro quel che lucida neppure nelle alte sfere della politca italica, a meno che naturalmente non si stia parlando dell’oro dei rolex già menzionati!

Più prosaicamente, con mente lucida e fredda, si potrebbe forse dire che il PD sta sperimentando lo stesso problema che in verità stanno sperimentando tutti i partiti italiani, a cominciare proprio da Forza Italia, ma anche tutti gli enti pubblici più o meno importanti (dagli ospedali alle università, dai bodies amministrativi alle poltrone sportive) del nostro Paese: ovvero c’é un’impossibilità di ricambio generazionale al vertice perché gli attuali detentori di quei privilegi hanno pensato bene, continuano a pensare bene, di tagliare e tarpare le ali a qualsiasi valido delfino che si metta in testa di fare loro le scarpe. Insomma, di norma noi alleviamo servi della gleba, caporali, leccaculo, mai dirigenti, men che meno futuri leader: a voglia poi lamentarsi (o fare finta di lamentarsi) che manca una nuova classe dirigente! Per tutti cito il caso di Berlusconi che fece fuori Fini (un delfino senz’altro migliore di Alfano), e che dire  poi del nostro ex Presidente della Repubblica che anche se quasi vicino al secolo di vita pretende ancora di dirimere sulle nostre vite?

A voler scrivere tutta la verità – magari mi sbaglierò e nel caso sarò ben felice di fare ammenda – aggiungo anche che neppure il bravo governatore Emiliano mi pare uno pronto a farsi da parte per far posto al nuovo che avanza, ma neppure per sua colpa, per piano premeditato, semplicemente perché purtroppo é italiano, proprio come tutti noi: e il cerchio si chiude!

Rina Brundu

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