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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Filosofia dell’anima. Di Matteo Renzi e dei colpevoli del renzismo. Un ritratto, punto e… basta.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia. (Amleto: atto I, scena V a.k.a. William Shakespeare)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

C’é più giornalismo in Rosebud e tra i miei appunti sparsi, Eugenio, che non sogni la vostra “Repubblica”, tua e di De Benedetti, intendo. (Rina Brundu a.k.a. Rina Brundu)

Rina Brundu

dandelions-609253_960_720Questo sarà l’ultimo post che io dedicherò all’ex Premier del Bel Paese. Matteo Renzi per quel che mi riguarda è stato il peggior PdC che la nazione italiana abbia mai avuto e credo che questo statement racconti la mia opinione sul renzismo più di mille altre parole. Specifico chiaramente che nella lista dei migliori di lui è incluso persino quel Benito Mussolini che avrà avuto colpe epocali, prima fra tutte la promulgazione delle immonde leggi razziali, ma che da un punto di vista strettamente politico risultava molto amato e seguito dal suo popolo: dimenticare che il giorno prima della morte del Duce (quello originale), in Italia c’erano 45 milioni di fascisti e il giorno dopo 45 milioni di antifascisti non sarebbe comportarsi onorevolmente e non farebbe bene a nessuno, men che meno alla nostra dignità di popolo capace di prendersi sulle spalle le sue responsabilità, non importa quanto pesanti.

Ma non è tutto. Io credo anche che l’ascesa del renzismo in Italia, e dunque l’ascesa di un leader fondamentalmente immaturo che ha scambiato l’onore di condurre una nazione per una vacanza trendy, per una occasione unica grazie alla quale lisciare l’ego in uno dei periodi più difficili nella vita della maggior parte dei cittadini, sia una colpa molto grave, un peccato capitale che ricade interamente e direttamente sulle spalle di soggetti assolutamente identificabili. A mio avviso il primo di questi “colpevoli” è senz’altro l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che a questo punto della sua vita rischia di diventare pure il Presidente più “odiato” dai suoi connazionali. Ritengo che il giudizio della grande Storia su di lui sarà severo ma forse non sarà mai severo abbastanza.

E poi ci sono i media. Se per costruire la nomea del Corriere della Sera ci sono voluti giornalisti della tempra di Oriana Fallaci e di Indro Montanelli, per ridurre quel giornale a carta straccia con cui non ti puliresti neppure il culo è bastato un Luciano Fontana qualunque! Questo pernicioso status quo mediatico dice tutto del backbone giornalistico che ha fatto da sfondo all’immonda epopea renzista, ancora più del vedere l’Unità, il glorioso figlio partorito dall’intelletto di Antonio Gramsci, ridotto a bloghetto del fanfarone di Rignano dallo Staino di lotta di governo, ancor più dell’assistere allo sputtamento urbi et orbi della povertà intellettuale di una testata giornalistica come Repubblica che ha avuto l’onore di avere tra le sue firme quell’Umberto Eco che adesso si starà sicuramente rivoltando nella tomba, ancor più del testimoniare una RAI che oggi come oggi è solamente occasione di onta e di vergogna per chi purtroppo è costretto a sovvenzionarla (questo è sicuramente il mio caso).

Ma i colpevoli della vergogna e del danno (anche economico come si comprende bene in questi giorni), procurato alla nostra nazione negli ultimi tre anni di irresponsabile amministrazione della vita politica e civile, sono anche altri, per inciso anche tutti quelli che, a vario titolo e con la scusa di sapere cosa sia meglio (?) per il Paese, tramano da par loro, proprio in queste ore, per fare in modo che questo bruttissimo periodo della nostra Storia non abbia fine. E, dulcis in fundo, responsabilità sostanziali le hanno tutti quei cittadini che per motivi differenti hanno dato manforte ad un simile regime. Una colpa formidabile è senz’altro imputabile alle generazioni più anziane, le quali, vuoi per mancanza di formazione, vuoi per incapacità di capire il mondo “diverso” che li circonda, vuoi per l’innata attitudine a mettere prima l’interesse di portafoglio, a “preservare” le cattive prassi amministrative e politiche che hanno portato il nostro Paese allo sfascio, le uniche che costoro abbiano mai conosciuto, si sono ridotte a sostenere tali male-pratiche anche durante il renzismo, in alcuni casi facendosi incantare da un venditore di pentole unico: almeno quest’unico dono a Renzi glielo riconosciamo.

Quale futuro adesso? Di buono c’é che nonostante tutto, nonostante il nefasto effetto del renzismo, non è solo merda quella che si muove nel background. È confortante, per esempio, il fronte comune che hanno fatto i giovani, la loro chiara determinazione a cambiare,  a preparare un futuro migliore, la saggezza che hanno dimostrato. Ed è in fondo qui che sta la forza della nostra Italia, in questa sua straordinaria capacità di resiliance e di resistenza, basti pensare che in nessuna altra nazione europea, forse del mondo, esiste una zona politica liberata, determinata a cambiare il Paese, pacifica, non-violenta, anche knowledgeable, entusiasta, come è il movimento dei pentastellati e questo non è un elemento di secondo piano, anzi!

E Matteo Renzi? Per quanto mi riguarda è giunto anche lui al capolinea, proprio come le sue azioni politiche scriteriate e spastiche hanno ampiamente dimostrato pure in questi giorni; ne deriva che non intendo parlane o scriverne mai più! Questo sito ha dedicato centinaia di post a denunciare le malefatte del suo governo, sin dall’inizio, anche perché diversamente da ciò che si raccontano i “membri” panzuti e satolli del pseudo-giornalismo italico, per assolversi dai loro peccati di omissione, la vera “sostanza” del renzismo è stata visibile a tutti fin da subito, però, mi ripeto, adesso è giunto finalmente il momento di dire basta!

In passato avevo ritenuto che quando Matteo Renzi non fosse più stato al governo, sarei riuscita a trovare qualche positività nel suo triennio governatizio, qualcosa di buono di cui scrivere: mi sbagliavo! Così, realizzando di non poter neppure accennare ad alcunché di valido, la chiudo qui con il racconto delle sue opinabili “gesta”. La speranza è che la nostra Italia, la nostra amata Italia, che ha già tante preoccupazioni molto più serie di queste, non debba mai più a soffrire le scorribande dei suoi più immondi e interessati avventurieri supportati dai più brutti sgherri mediatici che si possano immaginare.

La speranza è che in un futuro prossimo potranno esistere forti colizioni di cittadini accorti e coscenti – non importa quale sarà il loro orientamento politico, ideologico – che saranno capaci di fare fronte comune, di stoppare simili disavventure sul nascere, di proteggere al meglio il futuro dei loro figli, gli interessi del loro Paese, di gridare insomma NON SULLA NOSTRA PELLE, NOT IN OUR NAME!

Rina Brundu

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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