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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

La banda del maglione è tornata: si salvi chi può! Dal gilet da 700 Euro di Agnese al maglioncino-Marchionne di Renzi alla colata bavica in Rai!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

maglioneÈ tornato! Matteo Renzi è tornato! Alla grande: senza vergogna e senza pudore riprende dunque l’usata colata bavica in tutti i canali Rai (vedi il Tg1 di questo sera seguito, per quanto mi riguarda, da un cambio canale in 0.2 secondi netti, probabile nuovo Guinness World Record!), come prima e più di prima. Che dire poi dell’inossidabile maglioncino blu alla Marchionne, del pulloverino trendy che da giorni ormai Matteo Renzi indossa ad ogni occasione, mica con lo stile toccata-e-fuga del “glorioso” gilet da 700 Euro indossato da sua moglie Agnese nell’aftermath del trombamento politico più colossale di tutti i tempi!

La banda del maglione è tornata: si salvi chi può! Si salvi chi può dalle già citate giaculatorie dell’incommentabile servizio televisivo pubblico di cui sopra, dai poster blanket-size del Corriere della Sera più svilito della sua storia, dagli editoriali celebrativi dell’epopea del leader dei suoi giornalisti panzuti e satolli, dalle esternazioni mai richieste di un Giorgio Napolitano determinato ad ammorbarci fino all’ultimo suo respiro, dai programmi della Gruber che se potesse toglierebbe personalmente il tampax alla Raggi per discuterlo in trasmissione, dalla saggezza-posticcia di Paolo Mieli, dai giornalisti de La7 riconvertiti al renzismo riscaldato per amore della pagnotta, dagli Urbano Cairo che lasciano fare e lasciano partire i Crozza che almeno facevano le nostre vendette mediatiche, dai D’Alema in stato orgasmatico perenne all’idea che il ducetto possa perire politicamente hic et nunc, dai Bersani che sputano sentenze già vecchie al tempo di don Camillo e Peppone e continuano impunemente a stare col piede in due scarpe, dai Pierferdinandi Casini che fanno la bella vita con i soldi noi gli abbiamo dato, a lui e ai suoi colleghi, per mandare in malora l’Italia, dai palazzinari romani che inculano in anticipo il novello sindaco perché nella vita non si sa mai e il loro mestiere lo hanno imparato bene, da una classe dirigenziale immonda che si è venduta al diavolo un’anima così corrotta che quello l’ha rispedita al mittente, proprio come hanno appena fatto a Bruxelles con i giochini e i carteggi furbi e inconcludenti del nostro misero governicchio, dai dinosauri dalla politica che vogliono rimandare le elezioni perché credono che senza di loro, onorevoli, il Paese sarà nella merda: di più di così?!

Onorevoli? Ma mi faccia il piacere!!!!

La banda del maglione è tornata: si salvi chi può!

Rina Brundu

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