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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

L’angolo del neurone rincoglionito (25) – Ma Piersilvio la guarda la televisione che sovvenziona? Sulla caduta verticale di Forum (Rete4), o della prossima fine del mondo tra agosto e settembre 2017, o giù di lì.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! ….

In fondo, l’ennesima dimostrazione che il giornalismo italiano è un mero apostrofo distopico e ridondante tra le parole “Capo, quanto vuoi che mi fletta?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

japanese5Giuro che non ho parole per descrivere ciò che, causa malattia, ho dovuto vedere oggi in tv. Prima di scrivere queste note ho anche pensato che il nuovo limite varcato dalla televisione generalista italiana meritasse la catalogazione sotto una nuova rubrica di Rosebud, ma non trovando parole mi è anche difficile coniare nuovi macrotitoli significanti. Sarà per la prossima volta, insomma, per il momento restiamo dentro il “realm” che concerne le avventure del nostro glorioso neurone rincoglionito.

Premetto che questo pomeriggio, tanto in basso è caduto il programma “Forum” condotto dalla Palombelli su Rete 4, che non si è potuto fare a meno di notare come finanche il giudice che dirimeva sulla causa si sia tenuto scaltramente alla distanza: come non capirlo? L’argomento “pregnante” in discusione era infatti uno sconfinamento di terreno tra due vicini di villetta in chiave costruzione di un bunker 2.0 pensato quale ultimo rifugio da utilizzarsi durante la prossima fine del mondo che in un primo momento della trasmissione è stata annunciata per il 21 agosto 2017.

Ma, a ben guardare, in tempi di scaltrezze virtuali molto più sofisticate, queste sciocchezze ci fanno il solletico. In realtà, ciò che mi ha fatto accapponare la pelle è stata la modalità di sviluppo del tema proposto, che si è estrinsecata in un crescendo di punti nevralgici talmente idioti da far temere che la fine del mondo potesse avvenire lì, there and then, procurata per lo più dalla somma vergogna d’intelletto che s’accumulava.

Allo scopo di tentare di fissarli nella memoria, ma anche di evitare di commentarli, mi provo a indicarli qui di seguito questi punti-nevralgici (o momenti demenziali di ascolto) in modalità bullet-points:

  • L’introduzione della conduttrice: un preambolo lungo, senza capo ne coda, teso a dimostrare che ci sarebbero evidenti segni di questo armageddon in arrivo sul quale “tutti” concorderebbero. Naturalmente, quel “tutti” mancava di nomi e cognomi ben specificati, ma tant’é….
  • La ricerca effettuata in Rete a sostenere la tesi in discussione. Di fatto, almeno a sentire la giovane giornalista colà presente – che se non vado errata è una di quelle ragazze figlie-di che quest’anno la conduttrice ha assunto per dare “sostanza” al programma – secondo la Rete (o almeno secondo le pagine virtuali che colei ha visitato), questa incombente tragedia epocale verrà azionata da un mostro chiamato Nibiru, termine che sarebbe stato coniato da uno scienziato del secolo scorso. Per inciso, mi immagino come si starà rivoltando nella tomba Zacharia Sitchin, che peraltro ci ha lasciato solo nel 2010, nel sentire il nome del suo mitico dodicesimo pianeta, così reinventato da una signora che si dice giornalista e dunque si suppone knowledgeable…..
  • L’intervento di una donna presente nel pubblico che si è detta “esperta di profezie”, la quale ci ha assicurato che tutte le profezie fatte in passato si stanno avverando e che dopo la fine dei tempi verrà un periodo di prosperità…. (cazzo, finalmente un momento di respiro!).
  • L’incauto lapsus di uno dei partecipanti alla causa in corso, il quale è partito dando la fine del mondo certa per il 21 agosto e in fine trasmissione l’ha incautamente spostata al 22 settembre, di fatto confermando la potente presa per il culo sceneggiaturale celata dietro questo spettacolino altamente diseducativo, peraltro andato in onda in fascia protetta (ma possibile che in Italia non ci siano bodies che si occupino di queste faccende di etica di base in televisione?).

E poi osano parlare di bufale web! Ma la verità resta che non ho ancora parole per esprimere il mio sdegno, per condannare come meriterebbero queste esplosioni diseducative (non cesserò mai di ripetermi su questo punto!), condite di una vena superstiziosa d’antan che mette i brividi addosso, specialmente quando si coglie tra le sue dinamiche una effettiva “fiducia” in questi discorsi da parte di chi li propone, la quale a sua volta denuncia un sostanziale gap formativo e culturale, meglio ancora lo sputtana urbi et orbi. E senza dimenticare che, visto il titolo del programma in questione, non mancherebbero certo le tematiche “forti” da affrontare, come avviene per esempio in trasmissioni simili, inglesi e americane.

Ne deriva che, incapace di confrontarmi con una “cultura” d’antan che non capisco e non voglio capire, a questo punto non posso che affrontare il discorso da un punto di vista meramente operativo e di business. Detto altrimenti la domanda che mi pongo è: ma Piersilvio li guarda i programmi che sovvenziona o la nuova moda è buttare i soldi dalla finestra, a prescindere? Un modus operandi quite peculiar, direi, specialmente se si pensa che forse basterebbe un decimo di ciò che magari spende la Palombelli anche con i suoi aiutanti figli-di che non sanno neppure fare una valida ricerca in Rete, per fare una trasmissione molto più low-profile ma senz’altro più ricca di contenuti.

Da che mondo è mondo infatti non sono le aule di tribunale che mancano di storie incredibili così come di vere e proprie tragedie. Di vere tragedie, appunto… non di parti esagitati che paiono pensati a bella posta tra le pareti del più abietto manicomio d’altri tempi.

Rina Brundu

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