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Quello che IL FATTO QUOTIDIANO non dice (8) – Sull’ignobile attacco de IL FATTO a Charlie Hebdo. Vergognatevi! Not in my name!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

charliePreciso che l’infame post apparso quest’oggi su IL FATTO QUOTIDIANO non l’ha scritto Travaglio, Gomez o Padellaro, ma è apparso nella categoria blog del loro giornale. Sono la prima a sostenere che un blogger, in casa sua, nel suo blog, possa esprimere la sua opinione e dire quel che che crede in quasi perfetta libertà, ma un giornale tradizionale ha ancora responsabilità che vanno oltre il mero opininionismo: si tratta di educare una società, di settare un esempio didattico, di aiutare a fare crescere una coscienza civile piena, possibilmente liberata dalle solite “catene” di tipo medievaleggiante che affligono l’animo, specie in Paesi come l’Italia, dove anche chi studia filosofia lo fa recitando messa e preci contrite.

Per questi motivi, e molti altri ancora, la responsabilità di questo post ricade direttamente sulle spalle del direttore del giornale in questione, anche se, aggiungo, che a mio avviso questa è un’onta difficilmente cancellabile che colui non si merita. Non arriverò al punto di scrivere che un simile parto pseudo-cogitativo andrebbe rimosso subito, perché non promuovo mai campagne censorie, ma certamente sostengo che è una vergogna che una tale scrittura, peraltro più epidermica di una pustola, condita di considerazioni che paiono partorite in astinenza da “polveri” più pregiate (sciopero dei pusher?), sia apparso su un giornale come Il Fatto. L’unica consolazione sono le considerazioni in calce dei lettori, che dicono più di quanto potrò mai dire io.

E in risposta alla retorica idiota contenuta in quello scritto: chi ha il coraggio di dire, oggi, Je suis Charlie?, vorrei essere chiara: IO CE L’HO, SENZA DUBBIO ALCUNO: OGGI, IERI E DOMANI. Così come spero di poter conservare sempre il senso della decenza civile e la capacità di comprensione di cosa voglia dire pagare sulla propria pelle date battaglie sovente silenziose che hanno fatto più vittime delle guerre. Tuttavia, sembrerebbe che questa mattina, questi elmenti minimi di awareness civile siano stati dimenticati nella redazione de IL FATTO, o che si tratti del primo passo verso una joint-venture con Radio Maria?? Tutto può essere nella terra dei cachi, del carteggio e dell’armeggio, peccato però, davvero un peccato, un’altra occasione persa!

Rina Brundu

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1 Comment on Quello che IL FATTO QUOTIDIANO non dice (8) – Sull’ignobile attacco de IL FATTO a Charlie Hebdo. Vergognatevi! Not in my name!

  1. Che schifo! Sono indignata: mai letto merda simile e dire che negli ultimi tre anni di renzismo ne abbiamo viste!

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