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Della cattiva coscienza di Zen… di una blogger. Cronaca onesta di una terribile “tragedia” che quasi non mi sfiora.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Rina Brundu

bertolt-brechtBeato quel popolo che non ha bisogno di eroi

Bertold Brecht

Sono colpevole: lo confesso! In questi giorni post-terzo terremoto quasi consecutivo nel Centro-Italia, ho accuratamente evitato la tv del mio Paese, mentre la maggior parte delle notizie, anche relative alla triste epopea dell’Hotel Rigopiano, le ho apprese dai servizi della BBC. Ho scelto di non guardare la televisione nazionale in piena coscienza, soprattutto dopo che ho notato che, finanche giornali più liberati come IL FATTO QUOTIDIANO (qui il mio post in merito), nell’occasione hanno optato per l’opzione preferita in Italia: il fare forza contrita tutti insieme quando ormai è troppo tardi e pace e bene a tutti i fratelli; detto altrimenti, dalle critiche politiche ti salvo io e dal terremoto ci salvi Iddio.

Oggi però, dentro le dinamiche più uggiose di un altro pomeriggio domenicale qualunque, alla maniera di uno scaltro giocatore di poker, ho voluto andare a vedere le carte. Mi sono letteralmente  costretta ad accendere la tv su trasmissioni e canali italiani che già sapevo cosa mi avrebbero propinato: per certi versi è stato come costringermi a camminare su brace ardente ben immaginando il male che mi avrebbe fatto.

Mi sono sintonizzata prima su L’Arena (Rai1) di Massimo Giletti. Proprio in quel momento il conduttore, faccione largo da maschio latino di mondo, capello convenientemente brizzolato, movimenti studiati, voce impostata, schermo gigante alle spalle, indispensabili divise dei vigili del fuoco in primo piano, tutto “compreso” dall’evento, si produceva in un qualche suo racconto dell’argomento terremoto, di cos’altro? Ma vero è che di più non saprei dirvi perché anche in questa circostanza debbo dichiararmi colpevole:  ho cambiato subito canale! Lo confesso: non ce l’ho fatta a continuare nell’ascolto! È brutto? È davvero così brutto se davanti ad una tragedia tanto grave che coinvolge i tuoi connazionali, tu, nel calduccio della tua casa, ti rifiuti finanche di fare quel salto indietro nel tempo che una trasmissione pseudo-giornalistica e obsoleta come quella di Giletti ti costringerebbe a fare? Può darsi, e allora la colpa é senz’altro mia, il mostro sono io, mica Giletti.

È stato in questa maniera fortemente tormentata che sono infine approdata su Canale 5. Subito mi si è presentata davanti una D’Urso che quasi non ho riconosciuto: nel tempo è diventata bionda come la Marilyn Monroe dei tempi migliori, la pelle però è visibilmente invecchiata, e questo nonostante una luce sparata sul volto tanto potente da far invidia al brillantamento prodotto dall’esplosione di una supernova. La D’Urso si voleva triste: raccontava di essere stata una habitué dell’hotel coinvolto nella tragedia del terremoto, conosceva il proprietario e tutti quanti là dentro, dal primo fino all’ultimo cameriere. Quelle persone le chiamava per nome, una ad una, con lo stesso affetto che si regala solo agli spiriti che sono qualità della nostra anima. Col passare dei minuti, mercé il suo racconto e la sua mimica,  le vittime e i sopravvissuti sono diventati eroi quasi leggendari, tutti quanti, uomini, donne e animali. Secondo Trefiletti, un qualche sindacalista italico presente in studio, eroi sono pure tutti coloro che hanno partecipato, a vario titolo, alle operazioni di salvataggio e fanculo Bertold Brecht e la sua filosofia politica da quattro soldi!

Comunque nello studio non mancavano altri ospiti, inclusi alcuni politici di lunga data, ne ricordo i nomi ma cui prodest menzionarli? Garantisco solo che la redazione ha fatto bene il suo lavoro e costoro rappresentavano accuratamente le parti: la destra e la sinistra, ma di cosa non era dato sapere. C’era pure Alessandro Cecchi Paone che nell’occasione faceva le veci del giornalista-scienziato, di tanto in tanto buttava qualche “perla informata” nel calderone, o quella che lui riteneva tale. Intanto, lo show… pardon, la recita, la messa continuava, più compresa di pria, mentre anche la contrizione aumentava, quasi come a commando, sul volto della conduttrice. Ma nonostante questo innegabile impegno nel coinvolgere, mi ritrovo costretta a sputtanare la mia cattiva coscienza una volta ancora: più la D’Urso si commuoveva più io avvertivo distacco…

A quel punto ho abbassato l’audio e mi sono persa la fine del dibattito. Ho preso questa drastica decisione quando ho capito che il problema era mio, quando ho capito che dovevo concedermi del tempo per riflettere su cosa stessi diventando. Curioso! Con l’audio abbassato la D’Urso – che intanto aveva già cambiato argomento e si era trasferita “dall’altro lato dello studio” a discutere con tre signorine splendidamente abbigliate  – non somigliava più a Marilyn Monroe, ma mi ricordava Shirley Temple quando muoveva la testolina e i riccioli d’oro all’unisono.

Dicevo però di come la mia seconda  “epifania”- dopo quella sperimentata con Giletti – non sia tardata ad arrivare, sferzante come la prima: ho dovuto convenirne, infatti, che anche in questo caso il  mostro sono io, probabilmente desensibilizzata al “dolore” di gruppo dalla Rete, molto di più di quanto mi piaccia ammettere, fermo restando che non mi è ancora dato sapere se l’anomalo “detachment” è procurato dalle catastrofi naturali o da quelle mediatiche, mentre, in tutta onestà, il dubbio non smette di assillarmi.

Rina Brundu

 

Pensieri dedicati a tutti quei professionisti, volontari, a tutte quelle persone che senza essere “eroi” mediatici aiutano gli altri e sovente fanno l’impossibile per tappare le buche nel “sistema”, come è il caso di questa terribile tragedia in Italia, prima di cadere nell’oblìo, una volta ancora.

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

4 Comments on Della cattiva coscienza di Zen… di una blogger. Cronaca onesta di una terribile “tragedia” che quasi non mi sfiora.

  1. Grande Rina..condivido i tuoi pensieri che riesci magistralmente a descrivere con la scrittura al contrario della mia persona…si anche io mi sento diverso nel giudicare questa nefasta cronaca italiana..mi sono chiesto in questa occasione pur nella tragedia che mi colpisce, che c’e gente in italia che muore e che vive congelata nell’indifferenza dei tg..gente che muore non una ma 100 volte nella sua vita,buon lavoro Rina.

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  2. Caro Giampiero,
    non so chi tu sia ma ti garantisco che questo tuo commento è il commento più gradito che abbia mai ricevuto da quando esiste questo blog: mi hai tolto un peso che non ti dico ed ero lì lì per togliere tutto!

    Nonostante ritenga i frequentatori di questo sito abbastanza clever da leggere nella “tragedia” di cui al titolo la tragedia tv e non quella del terremoto, nonostante il mio usato tratto satirico… considerando il dolore che vivono in questo momento quelle persone, il lavoro dei tanti, lì o dovunque, mi domandavo se non avessi esagerato con la mia scrittura “determinata”.

    Mi fa piacere che si sia capito il senso e che non sia l’unica a pensarla così! E mi fa piacere che anche Travaglio abbia adesso cominciato a pubblicare qualche home di denuncia di tutto il non fatto che sarebbe stato necessario fare… prima! Confesso che stavo per vomitare… fermo restando che, temo, che non sarà l’ultima. Saremmo punto e a capo presto…. fino a che non avremmo persone capaci dove debbono stare: pensare che abbiamo i migliori ingegneri del mondo e lasciamo Giletti e D’Urso a dirimere in materia!!

    Ripensandoci, i conati ritornano….
    Sic!
    Ciao.

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  3. Mai come oggi c’e’la necessita di persone come te che affrontino con onesta intellettuale le disgrazie e problematiche sociali evidenti e sopratutto nascoste agli occhi dei piu.Ti auguro di continuare a portare avanti il tuo preziosissimo pensiero che riesci cosi bene a trasmettere in modo chiaro e conprensibile.
    Mi spaventa la chiusura di ok notizie chissa forse e stato fatto a ok per smembrare una comunita abbastanza condivisa dai piu,vuol dire che dovro andare direttamente sul tuo blog
    sempre con piacere.
    Buon lavoro a te Rina.

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  4. Adesso ho capito. Ti ringrazio Giampiero. E condivido i tuoi stessi dubbi e timori anche se questo vuol dire fare dietrologia. Già quando seppi della cosa, che era poi in quel periodo in cui si parlava di censura web, pensai male: pensai che era un altro tentativo di imbavagliare come probabilmente è.

    Ma noi continuiamo come prima e più di prima e di tanto in tanto rendiamo grazie alla Rete perché se questi stessi tempi bui fossero stati senza la Rete, saremmo tornati al Medioevo, senza dubbio alcuno. Ciao, grazie per le buone parole. Saluti. RB

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